Salta la navigazione

[La sezione commenti di questo post è aperta a tutti i lettori. Grazie in anticipo a tutti coloro che vorranno dare il loro contributo a questo articolo. (f.s.)]

_____________________________

di Giuseppe Panella

«Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione»
(Carl Schmitt, Teologia politica)

Le dimissioni di un premier non sfiduciato dalla maggioranza che lo sostiene in Parlamento sono, nell’ambito di una repubblica parlamentare non presidenziale, un caso anomalo e comunque di estrema rarità: un simile evento presuppone e profila l’esistenza di uno “stato d’eccezione”.  E’ quanto è accaduto in Italia quando il 12 novembre del 2011 il Premier è salito al Quirinale per rassegnare il proprio mandato istituzionale nelle mani del Presidente della Repubblica.
Continua a leggere »

La parola plurale. Ero(s)diade di Antonino Contiliano.

______________________________

di Marta Barbaro (1)

.

non dirmi più canto la poesia
dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore
o va dove il verso ti porta delle ali
controcorrente per abbattere gli stealth
e il silenzio dei radar e delle veline
e le vergogne delle zattere e dei gommoni
o dei capannoni dell’ospitalità per le stragi
questa è una buona brava guerra!
Buona guerra (2)

.

Per presentare l’ultima raccolta poetica di Antonino Contiliano, Sergio Pattavina chiama in causa la satura latina della Roma imperiale e, servendosi delle parole di Hegel, punta l’accento sull’«appassionata indignazione» di un animo virtuoso che si trova impotente e adirato contro un mondo che «contraddice alle sue idee di virtù e verità» (3). L’accostamento alla satura si rivela particolarmente felice se si considera, unitamente all’aspetto ideologico e antagonistico, l’esito compositivo dell’Ero(s)diade di Contiliano (Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010), tenendo a mente la formula, coniata da Edoardo Sanguineti, di coincidenza fra Ideologia e linguaggio (4); la raccolta si presenta, infatti, come una mescolanza di tematiche e di misure espressive, di linguaggi e di discorsi, che sembrano aggredire il lettore per un eccesso di sapori.

Continua a leggere »

Risate a denti stretti…Aa.Vv. Riso nero, a cura di Graziano Braschi e Mauro Smocovich, Milano, DelosBooks, 2010

______________________________

di Giuseppe Panella*


Il sottotitolo dell’antologia di Braschi e Smocovich recita: “Gialli comici, brividi brevi e comici microcefali. Diversi modi per ridere in noir” e, tutto sommato, alla fine della lettura del libro, mantiene la parola. Non farà magari “morire dal ridere” – come ha dichiarato Carlo Lucarelli – ma mette in relazione due aspetti fondamentali dell’esistenza: il riso e la morte in un contesto che non è quello filosofico tradizionale e che ha attraversato tutto il passato Novecento partendo da Bergson per arrivare a Bataille e a René Girard.

Continua a leggere »

MARGINIDUE (N.4)  Anno II, n.4, luglio-dicembre 2011.

Marginidue perché le “voci dei margini” hanno inesorabilmente e inevitabilmente smarginato, esondando sulle pagine del nuovo fascicolo.

Troppo vasta la costellazione, una galassia in espansione, per lo più gassosa, difficilmente circoscrivibile nell’insieme e nei corpi che la costituiscono.

Così, il nuovo fascicolo dedicato al tema. E, nel solco di una proiezione che dia il senso del continuum, nella sezione finale di “marginidue” l’anticipazione al numero successivo: da sponda a sponda.

via IL PIEDE E L’ORMA. MARGINIDUE – Il Piede e l’orma.

MARGINI (N.3) Anno II, n.3, gennaio-giugno 2011

Pensare i margini è postulare, intanto, una superficie. Di essa i margini sono le parti estreme. Pensare i margini come le parti estreme di una superficie significa, inoltre, postulare che la superficie sia delimitata e che di essa, per logica inferenza, si dia un centro possibile. I margini sono tali in quanto, postulandosi una superficie delimitata, essi sono alla massima distanza dal centro. Lo spazio urbano è quello che pressoché tutti abitiamo, dove consiste la nostra convivenza, dove esprimiamo la nostra socialità; e la città, comunque pensata e architettata, piccola o grande, ha i suoi confini territoriali ed ha un suo centro, anzi ne ha più d’uno quando eseguita o sviluppatasi a costellazione, quando polinucleata.

Continua a leggere »

Salvatore Di Giacomo, Tutte le novelle, Newton & Compton editori, 1997 (2°ed.), pp.345, € 4,00

_________________________

di Francesco Sasso

 

Poeta, narratore, drammaturgo, giornalista e storico della sua città, nacque nel 1860 a Napoli e qui morì nel 1934. Il volume della Newton & Compton raccoglie l’intera produzione novellistica del Di Giacomo: Pipa e boccale, L’ignoto, Novelle napoletane.

 

Assai meno importanti di quella poetica, i racconti offrono la visione di una Napoli popolare: la Napoli dei vicoli cupi, dei poveri, delle prostitute per miseria, dei regolamenti di conti a lama di coltello; ma anche la Napoli del sole, della vita operosa, della gioventù in amore. Insomma, la vita della povera gente di Napoli, osservata nel ritmo delle passioni elementari. A questa materia il Di Giacomo si accosta con intima commozione. Tuttavia, molte novelle sono calchi monotoni di un certo gusto folklorico, ma è pur vero che alcuni dei racconti sono fra i più belli dei primi del Novecento, per efficacia stilistica e sincerità di adesione umana.

Continua a leggere »

Cantare la totalità del mondo. Tiziana Curti, Alle radici del canto, Poggibonsi (SI), Nencini, 2011

_____________________________

di Giuseppe Panella*


“Così la poetessa, sospesa tra il Novecento e il Terzo Millennio, scioglie le cantate di una donna che racconta la sua epoca con gli occhi dell’amore” – scrive Dalmazio Masini nella nota introduttiva al libro. Ma l’amore cantato da Tiziana Curti non è soltanto quello magico tra uomo e donna (che pure alimenta spesso la sua ispirazione – si vedano poesie come Non dirò o Come vorrei) o quello per la natura e per la sua bellezza spesso inesplorata e incompresa dagli occhi degli uomini. Il suo desiderio di poesia avvolge la totalità del mondo in empito di accettazione della sua complessità, in una sua forma di immedesimazione con la realtà in continuo e assoluto divenire. Come Tiziana Curti scrive in E non basta il cielo, la lirica che apre il volume: “[…] Spalanco le mie braccia incontro al sole / divento terra verde e rigogliosa / su cui nasce la rosa / fiammeggiante nel vento dell’altura. / Scrivo una nuova rotta avventurosa / sul giornale di bordo // per le navi lanciate all’orizzonte / delle nostre translucide mattine. / Le siepi vespertine / che fecero da limite ai miei canti / non son più l’inviolabile confine / alle vene del cuore”.

Continua a leggere »

Isabella Paglia e Francesca Cavallaro, Buoni, bravi, brutti, cattivi… d’Italia, Carmelo Zampa, 2011, € 13,00

_________________________

di Francesco Sasso


È una storia di buoni, bravi, brutti e cattivi d’Italia quella che si affaccia dalle pagine del fumetto scritto da Isabella Paglia e illustrato da Francesca Cavallaio. È una storia metaforica che fa risaltare, per contrasto, tutto l’abbacinante fulgore della nostra storia nazionale.

Continua a leggere »

Il Portale Antenati – promosso e curato dalla Direzione Generale per gli Archivi – nasce dall’esigenza di rendere disponibile l’enorme patrimonio documentario esistente negli Archivi di Stato per condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia di famiglie e di persone, ma anche alla storia sociale in senso lato. Attraverso il Portale è infatti possibile sfogliare a video milioni e milioni di immagini di registri di anagrafe e di stato civile, trovare nomi di persona presenti negli atti, ottenere informazioni sulle fonti.

via Home | Antenati.

Quel pasticciaccio brutto avvenuto a Lucca… Michele Cecchini, Dall’ aprile a shantih, Livorno, Erasmo Edizioni, 2010

______________________________

di Giuseppe Panella*


Datta. Dayadhvam. Damyata. / Shantih shantih shantih – sono i versi conclusivi di The Waste Land, il capolavoro poetico di Thomas Stearns Eliot del 1922. Shantih indica uno stato di assoluta pace interiore, di appagamento della mente rispetto al turbamento prodotto dai vritti, le onde-pensiero generate dall’avvicendarsi umano delle proiezioni di desiderio, quando esse cessano di agitare gli uomini che riescono a non ascoltare più la loro voce e le loro esigenze. Lo shantih è uno stato totale di negazione del futuro in nome di un qui e ora raggiunto attraverso sforzo concentrazione e riduzione drastica della volontà. Shantih, inoltre, è un termine usato alla conclusione di una upanishad, i testi di carattere filosofico che costituiscono la parte conclusiva dei Veda (in tal senso, infatti, è utilizzato da Eliot nel suo poema aurorale).

Ma perché questo termine sanscrito così connotato compare addirittura nel titolo del romanzo di esordio di Michele Cecchini?

Continua a leggere »

Marco Palladini, Chi disturba i manovratori? Zibaldone incerto di inizio millennio 2000-2010, Editrice Zona, Arezzo 2011.

_____________________________
 
di Antonino Contiliano

 

Se i manovratori fanno sapere che sono disturbati, allora vuol dire che c’è qualcuno che si accorge che la guida della macchina che contratta o contrabbanda il consorzio dei rapporti umani e la polis non è a posto. E la macchina è l’ingranaggio degli affari multilaterali del mondo.

Sono i fatti messi in opera dagli uomini di buona volontà e dis-messi dalla concordia-discordia, e naturalizzata da quanti a ciò spinti da interessi di parte: si vuole la pace e scatta la guerra; si predica l’amore e l’odio apre i suoi centri commerciali dappertutto; si vuole ricchi e felici tutti e i pochi spuntano come i soli eletti del destino.

Sono i fili del telaio linguistico-simbolico o culturale che, impiegati per connetterli, giustificarli, giustificarsi, o ergersi a maestri e giudici (giudici che emettono sentenze, sentenze di morte e si sottraggono però al giudizio stesso), non danno con-vincente il valore di scambio delle relazioni asimmetriche tra sé e gli altri nell’ordine politico-sociale.

Continua a leggere »

Elegie per il Sud. Antonio La Penna, … qui vidi ridere nel cielo le Ninfe eterne…. Poesie irpine e altri versi, a cura di Paolo Saggese, Grottaminarda (AV), Delta 3 Edizioni, 2010

_____________________________

di Giuseppe Panella*

«Oscata 1. Anche gli olmi sono secchi, ischeletriti, / mentre primavera d’intorno / finalmente prorompe. E’ un’infanzia che affonda / nell’erba umida di questa primavera tardiva, / forse una vita. // Il progresso è arrivato anche qui / con automobili, case imbiancate, / con blue jeans e provocanti seni, / con cartelloni logori piantati / sui letamai. // Non ero nato per questo. / Predicavo progresso. Ero incapace / di spostare un fuscello; ero incapace / di godere i frutti / della nuova era. // Come se fossimo nati / per segnare destini, per una vita degna / di biografia, non per la cieca marcia / ripetitiva / delle formiche! Meglio di me / lo sanno da sempre i vecchi rannicchiati, / sonnecchianti al sole. // Eppure io qui / vidi ridere nel cielo le Ninfe eterne, / rifiorire le primavere / dei patriarchi, alzarsi cupole / di eguaglianza e giustizia / in palingenesi millenarie. // Ma ora gli olmi sono secchi…» (p. 21).

Continua a leggere »

Torna il segno più nel mercato del libro. Cresce, dopo due anni in flessione, il giro d’affari del settore librario (+0,3%), che si conferma così come il principale per dimensioni tra le industrie dei contenuti. L’analisi raccolta in questo Quaderno fa il punto sullo stato dell’editoria italiana 2011. Dal mercato della lettura a quello dei libri digitali (+122,9% tra il dicembre 2010 e il maggio 2011 in termini di titoli e +40,4% per fatturato), dalla crescita dell’export dei diritti all’evoluzione dei canali di vendita con il boom delle librerie on line (+24,5%), il Rapporto 2011 offre un quadro articolato e completo a chi desidera approfondire e comprendere i meccanismi che regolano il settore. Accanto alla dettagliata analisi del rapporto, a completamento e integrazione, sta per il terzo anno consecutivo la Mappa dell’editoria italiana nella quale trovano puntuale riscontro tutti i cambiamenti e le acquisizioni intercorse negli assetti proprietari dei principali gruppi editoriali italiani e nelle loro diramazioni estere. Il tutto in un nuovo quadro normativo, con l’approvazione nel luglio 2011 della rinnovata legge sul prezzo del libro al consumatore finale che pone fine a una situazione di incertezza per gli operatori.

Scarica la sintesi 2011 e scopri il Rapporto.

a cura di G. Peresson, p. 108, © AIE/Ediser 2010, € 30,00

Quaderno

30

via AIE – Quaderni.

La crudele verità, la dolce menzogna. Omero, Iliade e Odissea

_________________________

di Francesco Sasso

La più antica testimonianza della letteratura greca a noi pervenuta è rappresentata dai poemi omerici Iliade ed Odissea. Le due opere ci rivelano che il loro autore è connesso con tutta una tradizione letteraria e storica precedente. I poemi omerici riflettono questa civiltà, con usi, costumi, ordinamenti politici, abitudini di principi e di popolo.

È noto ai più la questione sulla effettiva esistenza di un poeta di nome Omero e sulla legittimità dell’attribuzione a lui dell’Iliade e dell’Odissea. Tale questione noi la sfioreremo appena, accennandola nelle sue linee essenziali.

Continua a leggere »

Rinascita e morte di un mito. Alberto Cola, Lazarus, Milano, Mondadori (Urania 1565), 2010

______________________________

di Giuseppe Panella*

Con questo romanzo Alberto Cola ha vinto il Premio Urania per il 2009, dimostrando di essere diventato un narratore di razza rispetto ad altre sue prove precedenti pur rilevanti e di qualità (ricordo, tra tutte le sue prove narrative, il Goliath che anni addietro, nel 2003, fu pubblicato da un’esangue casa editrice che pur voleva stampare dei Solid Books).

Lazarus è ambientato nel futuro temporalmente indeterminato di un Giappone devastato e avvilito, proprietà di multinazionali avide e indifferenti ai vecchi valori spirituali del Paese.

Gabriel, un Mistico (una persona che risulta dotata di poteri particolari che la mettono in grado di uccidere o di paralizzare con il solo pensiero) che vive con una studentessa non vedente di nome Miko (e che risulterà anch’essa alla fine avere le sue stesse potenzialità) viene incaricato di ritrovare Yukio Mishima redivivo che è sparito dal luogo dove avrebbe dovuto trovarsi. Grazie a tecniche pioneristiche di rigenerazione dei tessuti muscolari e cerebrali, è, infatti, possibile ormai  far risorgere i morti e riportarli in vita (l’unica condizione è che i neo-vivi si sottopongano a cure particolari che ne permettano la nuova esistenza, altrimenti il corpo che li sostiene si disfa e si avvia a una rapida distruzione). Il padre del Progetto Lazarus, il biochimico Kao Yee, ricostruisce così la genesi e lo sviluppo della sua portentosa scoperta:

Continua a leggere »

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

Madison Square Garden can seat 20,000 people for a concert. This blog was viewed about 64.000 times in 2011. If it were a concert at Madison Square Garden, it would take about 3 sold-out performances for that many people to see it.

In 2011, there were 146 new posts, growing the total archive of this blog to 675 posts. There were 131 pictures uploaded, taking up a total of 9mb. That’s about 3 pictures per week.

The busiest day of the year was marzo 18th with 459 views. The most popular post that day was “Il Milione” di Marco Polo.

Top countries: Italy, The United States e France

Click here to see the complete report.

Francesco D’Assisi, Cantico di Frate Sole e Della vera e perfetta letizia,  in Gli scritti di Francesco e Chiara d’Assisi

_________________________

di Dianella Bardelli

 

Avevo voglia di scrivere qualcosa sul Natale, e non so perché mi è venuto in mente Francesco D’Assisi e il suo Cantico di Frate Sole. Apparentemente c’entra poco con il Natale, ma nessuno più di lui evoca in me la santità come qualità prettamente umana che deriva però da quel qualcosa di divino che è nel mondo e nelle sue creature. Ma non avevo questo testo e così sono  andata dal parroco del mio paese per farmelo prestare. Lo scritto si trova all’interno di un libro antologico che contiene, per quando riguarda Francesco, tra l’altro, la Regola, il Testamento, molte lettere e le Laudi e preghiere, tra cui il Cantico di Frate Sole.
Continua a leggere »

Ricordami per sempre, fotografie di Marco Signorini, testi di Giulio Mozzi. Museo Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI): 23 ottobre 2011 – 18 marzo 2012

_________________________

di Francesco Sasso

Quando si parla di museo si corre il duplice rischio, contrapposto, di pensare ad un luogo in cui sono raccolte creazioni artistiche consacrate dalla critica, dall’altro ad uno spazio espositivo in cui sono conservati reperti archeologici. Di fatto, il museo è anche luogo per eccellenza dove esporre gli esiti espressivi di un dato periodo preso in esame. È quindi con interesse che ai primi di dicembre ho visitato il Museo Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI). Qui mi sono imbattuto nella mostra dedicata ai fotoromanzi. Come recita la locandina:

Continua a leggere »

Estetica marxista. Emiliano Alessandroni, La rivoluzione estetica di Antonio Gramsci e György Lukács, prefazione di Pietro Cataldi, Padova, Il Prato, 2011

_____________________________

di Giuseppe Panella*

«Questo studio affronta in prevalenza questioni che sono state attuali negli anni Venti e Trenta in Europa, e poi di nuovo fra gli anni Cinquanta e i Sessanta; e che oggi sono tramontate dal dibattito. Resuscitarle implica il rischio di apparire anacronistici e sorpassati. In questa percezione si agita appunto il concetto di “egemonia”. Il velo di polvere caduto sulle grandi questioni teoriche qui considerate è infatti parte di una generale sconfitta delle prospettive di cambiamento presenti negli attori che le hanno animate. Questo studio ha il merito di rifiutare la sconfitta come dato irreversibile e di non scendere, d’altra parte, sul terreno dell’archeologia filologica. Tratta cose morte come se fossero vive. Se un solo giovane, leggendo, sarà interessato e coinvolto, avrà avuto ragione» (pp. 10-11).

Continua a leggere »

SPECIALE GUIDO MORSELLI n.8: BIBLIOGRAFIA MORSELLIANA, a cura di Domenico Mezzina « RETROGUARDIA 2.0- Il testo letterario

Riproponiamo  l’esauriente e aggiornata bibliografia morselliana tratta dal lavoro LE RAGIONI DEL FOBANTROPO. Studio sull’opera di Guido Morselli (Stilo Editore, 2011) di Domenico Mezzina.

Qui puoi leggere la bibliografia completa su Guido Morselli a cura di Domenico Mezzina: SPECIALE GUIDO MORSELLI n.8: BIBLIOGRAFIA MORSELLIANA, a cura di Domenico Mezzina « RETROGUARDIA 2.0- Il testo letterario.

(f.s.)

______________________________

 

Gaja Cenciarelli, Sangue del suo sangue, Nottetempo, 2011, pp.343, €16,50

_________________________

di Francesco Sasso


Mi piace esordire nei modi di Giovanni Boine: «Non ho qui che due timbri, che due netti, tondi, bolli a secco, uno per il plauso e l’altro per il marchio. Qui si bolla o si applaude […]». Eh, sì. Qui un plauso al romanzo Sangue del suo sangue (Nottetempo, 2011) di Gaja Cenciarelli (Roma). Traduttrice dall’inglese, Cenciarelli è gia una scrittrice conosciuta per i suoi romanzi testimoniali e di forte impegno civile come Extra Omnes. L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (2006).

Continua a leggere »

Country of My Heart. Maria Franca Martino, Fiore d’ulivo, Campobasso, Editrice San Giorgio, 2010

_____________________________

di Giuseppe Panella*

Non è tanto una Spoon River del molisano quanto un racconto di Natale. Maria Franca Martino ricorda il passato della sua infanzia e della sua giovinezza ma non si fa (troppe) illusioni. Se il paese natio poteva sembrare agli occhi della bambina di un tempo un luogo incantato e ricco di meraviglie non lo era certo di fronte a quelli degli emigranti “in terre assai luntane” che ogni tanto tornavano a casa per le feste natalizie. Castelverrino è un paese minuscolo (140 abitanti) del Molise, in provincia di Isernia, ed è situato in una terra desolata e povera, anche se spesso di selvaggia quanto non coltivata bellezza. La sua storia e i suoi monumenti sono stati studiati a lungo e con accuratezza dalla Martino che al suo paese (come già fece Benedetto Croce per la sua Pescasseroli che non è poi tanto distante) ha già dedicato due libri di quella che si suole definire “storia locale” (Castelverrino, Isernia, Grafica Isernina uscito nel 2003 e Il Palazzo Baronale di Castelverrino che è, invece, del 2006 pubblicato da Terenzi editore di Venafro, Isernia). Ma la qualità migliore, più autentica di Fiore d’ulivo non è tanto l’accuratezza della testimonianza storica quanto di quella umana:

Continua a leggere »

Alfonso Berardinelli, Non incoraggiate il romanzo, Sulla narrativa italiana, Venezia, Marsilio, 2011.

_____________________________

di Eleonora Ruzza

 

Questa raccolta di articoli e brevi saggi, scritti a partire dagli anni novanta, appare come un’indagine sulla «veloce» e spesso «distratta» gestazione del genere romanzo nella narrativa italiana contemporanea. Mentre i tre capitoli centrali raccolgono recensioni sulla produzione di trentadue autori, da Carlo Emilio Gadda a Nicola Lagioia; la cornice rappresentata dal primo e dall’ultimo capitolo si preoccupa invece di raccogliere riflessioni teoriche sulla centralità del personaggio, sull’obbligatorietà della concatenazione, sul rapporto con il racconto, e la relazione tra la fictio romanzesca e la realtà.

Continua a leggere »

Dal sito dell’editore SenzaPatria:

«SenzaPatria Editore ringrazia quanti hanno finora acquistato il libro di fiabe C’era (quasi) una volta.

Un primo bonifico di 400 euro e’ stato accreditato sul conto intestato alla onlus NutriAid per la tutela dei diritti dell’infanzia.

Chi volesse finanziare il progetto puo’ richiedere il libro a info@senzapatriaeditore.it »

Un mese in Questura. Alessandro Bonanni, Zerosedici. Vie di fuga, Milano, Eclissi Editrice, 2009

______________________________

di Giuseppe Panella*

.

A che cosa pensano veramente i poliziotti quando lavorano, compiono le loro indagini, cercano di catturare i criminali o di prevenire i crimini? In fondo, è questo l’obiettivo letterario di Alessandro Bonanni. Ispirato da innumerevoli romanzi seriali americani (prima fra tutte, la lunga saga dell’87° Distretto di Ed McBain –Evan Hunter – Salvatore Lombino in tutte le sue possibili varianti letterarie, cinematografiche e televisive), il suo terzo romanzo poliziesco (in America direbbero procedural) è, in realtà, nonostante l’inizio luttuoso e mortale, un inno alla vita.

Continua a leggere »

 Passaggio al comunismo (parte III)

_____________________________

di Antonino Contiliano

La causa scatenante delle crisi rimane tuttavia la stessa: i profitti, le rendite e le perdite che non combaciamo mai con le aspettative onnivore del capitale. Il pericolo globale oggi è costituito più che da fenomeni di scarsità o di offerta da un eccesso di mercato che cortocircuita produttività e creatività immateriale. Praticamente illimitato e al tempo stesso impastoiato, il mondo della nuova economia capitalistica, che non ha dismesso le vecchie forme, produce potenza e impotenza, propria e altrui. La potenza dei flussi del mercato, nonostante la pratica (attuale) dell’indebitamento dei soggetti (privati e pubblici), si blocca per saturazione e insolvenza dell’offerta. Dall’altro, poiché deve fare in modo che l’autonomo potere creativo della ricchezza – che le rimane esterno in quanto coincide con la persona stessa dei produttori (prosumers) e la loro libera cooperazione gruppale e collettiva –, non abbia il sopravvento, negando completamente il mercato liberista con l’avvio del comunismo – l’abolizione totale della proprietà individuale (come valore e merito) per la giustizia e l’eguaglianza radicale –, rimane impigliato nell’impossibilità di dominare le stesse biforcazioni conflittuali che animano la creatività polimorfa dell’economia del simbolico e dei linguaggi.

Continua a leggere »

Passaggio al comunismo  (parte II)

_____________________________

di Antonino Contiliano

Ogni crisi capitalistica, fin dalle origini del sorgere dell’economia di scambio e di mercato, e fuori ogni dubbio, ha messo alla prova, oltre che le classi soggette, la tenuta della sua stessa verità di “capitale” e capacità di valorizzazione astratta: il presunto equivalente “valore” generale che ha trovato corpo nel denaro e nelle sue misure quantitative diseguali. La quantità di denaro cioè che dovrebbe compensare il tempo di lavoro necessario e/o di vita dei lavoratori (investito nella produzione e per la produttività) da un lato, e dall’altro per realizzare ricchezza, rendite e profitti come diritto esclusivo del capitalista. Una ricchezza però che, fra conflitti sociali e contraddizioni non risolte, è prodotta solamente dalla “potenza” della creatività del lavoro vivo del lavoratore e delle lavoratrici. I produttori sottoposti a contratti ingiusti e ineguali, e contratti che impongono agli stessi di frammentare con la quantificazione la loro stessa unità psicofisica, dividere la stessa attività lavorativa in parti e comparti parcellizzati per poi obbligare a una cooperazione secondo un’organizzazione collettiva che sfugge al loro controllo diretto. Per cui la disalienazione, paradossalmente, deve passare attraverso l’alienazione e un’oggettivazione che reifica il loro esser-ci rapporto sociale, mentre umanizza invece le cose.  In questo contesto il lavoro, infatti, pur essendo una attività di relazione unitaria e complessa, viene parcellizzato in mansioni separate, come le cose e le altre individualità, per poi essere socializzato in forma di cooperazione gerarchizzata sfruttata.

Continua a leggere »

Disculpen la molestias, esto es una revolución.

Sub Comandante Marcos

Perché ogni epoca sogna la successiva, ma sognando urge al risveglio.

Walter Benjamin

Passaggio al comunismo  (parte I)

_____________________________

di Antonino Contiliano

Lo stato e i governi – soprattutto nel mondo nord-americano-occidentale –, dopo essere stati privatizzati, tra la fine del XX e il primo decennio del XXI, dall’impresa, dal privato e dall’economia di mercato liberal-liberista del “pensiero unico”, ritornano ad essere invocati quali finanziatori e salvatori delle fraudolente bancarotte capitalistiche e delle sue crisi strutturali. Le classi egemoni della vecchia e della nuova economia della deregulation, che hanno imposto lo smantellamento del welfare state sociale, ora lo invocano per se stessi e il proprio sistema che è andato in fibrillazione e messo in pericolo lo sviluppo di crescite ulteriori.

Continua a leggere »

Pasquale Vitagliano, Il cibo senza nome, Pref. Paolo Ruffilli, nota di Francesco Forlani, LietoColle, 2011, pp.48, €10,00

_________________________

di Francesco Sasso

 

L’universo delle angosce del poeta è disteso sulle pagine di Il cibo senza nome, e la vita pare un appena-respiro di sonno. Ed ancor di più che definita poesia, la raccolta è travaglio spirituale, discorso, tormento “senza nome”, ricerca: «[…] E’ facile per me / perdere qualcosa…/ Un tempo, / una parola» (p.22)

Continua a leggere »

VISIONS OF GERARDO. Il tratto, il colore, il segno

_____________________________

di Giuseppe Panella*

Visioni di Gerard è il titolo di uno dei più bei romanzi autobiografici (ma, in fondo, lo erano tutti) di Jack Kerouac in cui raccontava la sua vita a Lowell, Massachussets, durante la sua adolescenza e il suo rapporto con il fratellino Gerard cui era molto attaccato). Il paesaggio descritto in Visions of Gerard è sempre freddo, grigio, nevoso, rallegrato solo a sprazzi da qualche raggio di sole primaverile e sempre ostile tanto da costringere spesso ad un’esistenza di tipo claustrofobico e nevroticamente isolato.

Ben diversi sono i paesaggi che arricchiscono le tele di Gerardo Rodriguez Quiros, un artista la cui solarità e volontà di magnificenza coloristica non possono certo essere messe in discussione. Ma non si tratta, tuttavia, qui soltanto di un’emergenza direi tattile di un’espressione coloristica che permea e attraversa la tela quanto di un recupero della capacità di disegnare attraverso il colore, di rendere cioè il colore l’elemento fondamentale (e determinante) nell’elaborazione del tratto.

Continua a leggere »

Nell’ambito della critica letteraria su Guido Morselli, spicca il nuovo contributo di Domenico Mezzina dal titolo  LE RAGIONI DEL FOBANTROPO. Studio sull’opera di Guido Morselli (Stilo Editore, 2011).  Su Guido Morselli la bibliografia è ancora relativamente scarsa, ed è costituita per lo più da articoli o saggi su riviste letterarie. E’ quindi con interesse che diamo notizia dell’uscita del saggio di Mezzina. Spero di dar conto del saggio quanto prima. Per adesso, qui potete leggere la scheda del libro. (f.s.)

Autore
Domenico Mezzina (1979) vive fra Giovinazzo e Bari, nella cui Università degli studi ha conseguito un dottorato di ricerca in Italianistica. Si è occupato di caratteri e problemi della narrativa contemporanea, dal primo Novecento al New Italian Epic, con particolare attenzione ad autori come Raffaele Nigro e Antonio Scurati, come dimostra il recente saggio Memoria, epica, inesperienza. Il romanzo storico negli anni Zero, compreso nel volume Notizie dalla post-realtà. Caratteri e figure della narrativa italiana negli anni Zero, a cura di V. Santoro, Quodlibet, Macerata 2010. Diversi suoi contributi sono stati ospitati su «Critica letteraria» e su «incroci», ‘semestrale di letteratura e altre scritture’, di cui è segretario di redazione. È autore anche di diverse voci del prestigioso Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura di Guido Liguori e Pasquale Voza, Carocci, Roma 2009.

______________________________

[SPECIALE GUIDO MORSELLI n.8] [SPECIALE GUIDO MORSELLI n.10]

Lukács e Bachtin: tra epica e romanzo

_____________________________

di Eleonora Ruzza

Nella Teoria del romanzo, Lukács rilanciava la linea hegeliana in base alla quale la moderna epopea borghese costituiva una forma secondaria e manchevole rispetto all’originarietà dell’epica. Constatando il dissidio tra un mondo interiore che aspira all’organicità e un mondo esterno che non può raggiungere «una perfezione reale» per il suo carattere discreto, Lukács costruisce un modello epico il cui «continuum omogeneo» viene a rappresentare l’oggetto della nostalgia di un’«individualità problematica». Al romanzo corrisponde dunque il tentativo di riappropriarsi della «totalità celata della vita» per mezzo di un «atto figurativo» appartenente non all’ordine finito dell’essere, ma a quello instabile ed eterogeneo del processo(1). Ed è proprio a causa di questa contingenza che «le parti relativamente indipendenti risultano più indipendenti, più internamente compiute, che quelle dell’epopea, e affinché il tutto non deflagri» deve essere raggiunta una «pseudo-organicità», dove ogni elemento abbia «un preciso significato compositivo e architettonico»(2).

Continua a leggere »

Finale di partita ed eredità dell’umano. Giovanni Stefano Savino, Lascito. Anni solari VII, Firenze, Gazebo, 2011

_____________________________

di Giuseppe Panella*


«LXXIV. Da una pasqua all’altra (questa notte / la luna al primo quarto oltre la tenda / si è appoggiata sul vetro del tuo quadro) / un soffio sembra la voce che ascolto / di un operato alla gola, sommesso / e vetrato. Il mio verso, come il pane / donato dal fornaio a un canile / o a qualche poveraccio del quartiere / secco, meglio ai rifiuti con le bucce / e gli ossi della cena o con i rami / alle fiamme. Risolve un dubbio il libro / che nuovo mette radici. Non toglie, / io spero, il cencio del tempo la polvere / della memoria. Ma questa a chi serve?» (p. 70).

Continua a leggere »

di Antonino Contiliano

_____________________________

Iniziare e portare a termine un lavoro di recensione per questo numero della rivista FERMENTI n. 237/2011, crea, si dice apertamente, dei timori per la ricchezza che porta e per gli stimoli a pensare che suggerisce. Chi scrive altresì vi è coinvolto in prima persona per ciò che di proprio FERMENTI n. 237 gli ospita, e la cosa non è certo trascurabile.

Su cosa e chi puntare e, nel cercare anche una linea geodetica credibile di connessione e “tendenza”, non scompaginare molto l’insieme del lavoro strutturato in sezioni e dei lavori che dentro portano firme, stili di pensiero e appigli differenziati?

L’altalena delle titubanze non ostacola tuttavia la ricerca e l’individuazione di questa linea interpretativa e di lettura di cui diremo avanti.

Continua a leggere »

Un descamisado?  Alberto Prunetti, Il fioraio di Perón, Viterbo, Stampa Alternativa, 2009

______________________________

di Giuseppe Panella*


Alberto Prunetti racconta, sia pure con tecniche narrative di fiction (il montaggio alternato anche se in terza persona delle vicende accadute al prozio in Argentina e al pronipote alla ricerca delle sue tracce e della propria eredità perduta), una storia vera. Il Cosimo Guarrata del romanzo è, in realtà, Cosimo Quartana, parente diretto dell’autore, vissuto effettivamente, a Buenos Aires, a partire dal 1924 e fioraio di fiducia della Casa Rosada, la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica argentino (ne fa fede la foto di gruppo che apre il libro).

Continua a leggere »

Giorgio Fornoni, Ai confini del mondo. Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune, DVD+libro, Chiarelettere Editore, 2010, 18,60 €, LIBRO: pref. Dominique Lapierre, Postfazione Valerio Massimo Manfredi, pp.160, DVD: a cura di Gianandrea Tintori,

_________________________

di Francesco Sasso

.

Giorgio Fornoni vive ad Ardesio, provincia di Bergamo, professione commercialista, e tra il 1993 e il 2010 ha realizzato più di cento videoreportage e inchieste, filmando guerre, insurrezioni, traffici illeciti, epidemie, violazioni dei diritti civili, emergenze sociali ecc. Senza tessera da giornalista, ha girato il mondo a sue spese, andando in quei posti dove la guerra annienta interi popoli, dove l’uomo sfrutta l’altro uomo, dove regna l’incubo, la violenza e il dolore. Giorgio Fornoni ha seguito la sua indole, cioè il bisogno di sapere, di vedere con i propri occhi, di testimoniare, di incontrare l’altro nella sofferenza e di stargli vicino. Ecco, dunque, che i suoi viaggi “ai confini del mondo” lo hanno portato dovunque. Ha percorso in lungo e in largo la Russia, l’intero continente africano, l’Asia tutta, gli Stati Uniti, il centro e sud America, il Medio Oriente. Ha intervistato capi guerriglia, personalità di primo piano della cultura, per esempio il Dalai Lama, Anna Politkovskaja e altri. Ha trattato molti temi: dall’Aids alla proliferazione nucleare, dall’inquinamento alla corruzione, dalla guerra al mercato della droga. Insomma, una persona coraggiosa che di sé dice:

 

«Mi interessa la precarietà dell’uomo. Non riesco a immaginarmi lontano dall’umanità che soffre»

Continua a leggere »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.