Archivi Categorie: appunti di lettura

Pasquale Voza, L’utopia Concreta. Il Sessantotto tra passato e presente

di Francesco Sasso

Periodo per eccellenza dei contrasti della modernità, dei conflitti e degli eccessi prodotti dall’evoluzione economica e politica, il Sessantotto non ha mai smesso di raccontarsi.

Percorrere con lucidità gli anni in cui si manifesta in Italia un forte movimento degli studenti che, pur nella diversità dei “gruppi”, esprimevano rivendicazioni antiautoritarie e anticapitalistiche, anche sulla scorta del movimento operaio, collegato, per molte vie, alla rivolta di maggio degli studenti francesi, è operazione utile per comprendere la società italiana di oggi.

  Continua a leggere »

una missione fortunata- morselli

di Francesco Sasso

 

I racconti de Una missione fortunata e altri racconti di Guido Morselli (Nuova Editrice Magenta, 1999) abbracciano un arco ampio che va dal 1937 (il reportage Vecchia Francoforte) al 1972.

 Nella prospettiva di una ricostruzione accurata dell’opera di Morselli, non potevano mancare questi racconti. In loro rintracciamo i temi consueti della narrativa di Morselli, perlomeno nella produzione matura a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta in poi, quali il tema della scoperta del male, il tema fondamentale del suicidio e del contrasto tra fede e ragione critica.

Continua a leggere »

I quarantanove racconti di Ernest Hemingway

recensione/schizzo

di Francesco Sasso

L’importanza di Hemingway come scrittore è stata notevolissima, e non solo nel mondo americano. In Italia, infatti, i suoi romanzi influenzarono lo stile di narratori come Vittoriani e Pavese. Tra le opere dello scrittore americano, I quarantanove racconti, pubblicati nel 1938, occupano un posto di primo piano, modello insuperabile di racconti tutto dialogo e azione.

Continua a leggere »

Cronache dal Cono sud, Luis Sepùlveda

di Francesco Sasso

Nel settembre del 1973 il colpo militare pose fine al regime democratico in Cile. Salvator Allende si tolse la vita e il generale Pinochet diede il via ad uno dei più feroci regimi totalitari. Nel 1990 Pinochet si ritirò a vita privata, ma l’intera società cilena è ancora nelle mani dei torturatori. Purtroppo bisognerà attendere l’elezione di Micelle Bechelet, nel 2006, per iniziare a sperare nella rinascita di una società civile dove le leggi garantiscono la sicurezza dei cittadini.

  Continua a leggere »

the paris review cop.

di Francesco Sasso

Fandango Libri ha appena pubblicato il primo volume delle interviste della rivista Paris Review, che dal 1953 interroga i più importanti autori sul mestiere di scrivere: «a oggi vanta più di trecento interviste fra le quali sono state selezionate quelle presenti in questo volume». (pag.9)

 

Questa rivista da decenni tenta di ricavare dalla riflessione sui fatti letterari e artistici le coordinate essenziali di un discorso culturale più ampio. Ogni intervista di Paris Review è frutto della stretta collaborazione fra scrittore e intervistatore. Spesso gli scrittori hanno rielaborato le bozze dell’intervista, lavorando di lima fino all’ultimo.

  Continua a leggere »

Giulio Ferroni- La passion predominante

di Francesco Sasso

La passion predominante. Perché la letteratura (Liguori Editore, 2009) è il breve racconto della storia intellettuale e morale di Giulio Ferroni, un dei maggiori storici della nostra letteratura, docente all’università La Sapienza di Roma.

Dietro le convinzioni di oggi, ci dice Ferroni, ci sono gli anni della sua infanzia e della prima giovinezza, i giochi infantili, gli incontri con amici e compagni, e altrettanti scontri. E ci sono tante esperienze culturali: le prime scoperte letterarie, il suo De Sanctis e Croce, l’insegnamento di Walter Binni, la scoperta dello strutturalismo, il confronto con le innumerevoli proposte venute da tanta parte della critica contemporanea europea e americana, i tanti libri che ha letto e i tanti che ha scritto. Come nasce quindi la passion predominante?

  Continua a leggere »

Angiuli Lino - Viva Babylonia

di Francesco Sasso

 

Il poeta Lino Angiuli (nato nel 1946) lavora da decenni sul dialetto valenzanese – paese a pochi chilometri da Bari –, ottenendo straordinari effetti musicali, anche perché la poesia dialettale è poesia orale per eccellenza.

Continua a leggere »

letteratura latina

Recensione/schizzo

di Francesco Sasso 

Nel 1993 la Bompiani pubblicò due volumi intitolati Poeti latini tradotti da scrittori italiani contemporanei a cura di Vincenzo Guarracino. La raccolta è utile traccia che sintetizza bene la produzione lirica latina dalla poesia arcaica fino al re Visigoto Sisebuto: oltre 150 poeti latini tradotti da 157 poeti e scrittori italiani, se non ho contato male. 

Continua a leggere »

vorresti fare scrittore- bukowski

di Fancesco Sasso

 

“il modo per creare arte è bruciare e distruggere / concetti comuni e sostituirli / con nuove verità che scendono dalla testa / ed escono dal cuore.” (pag.175).

 

All’ansia creatrice dell’uomo che aspira da sempre ad arrivare ad una Verità, la poesia offre uno specchio essenziale della condizione terrena, e riflette l’orrore e la violenza della vita, nonché la bellezza, e soprattutto la consapevolezza di quanto precaria e “imperfetta” possa rilevarsi la realtà.

Continua a leggere »

sentimento proust morselli

a cura di Francesco Sasso

Proust o del sentimento, edito nel 1943 da Garzanti e riproposto nel 2007 dalla casa editrice Ananke, è il primo saggio scritto da Morselli, prefato da Antonio Banfi. Esso si inserisce, nella seconda metà del Novecento, in un panorama critico italiano ancora piuttosto spoglio, se si eccettuano i nomi di Cecchi e Debenedetti.  

Proust è un modello di ricerca in cui memoria e sentimento si saldano e si universalizzano nella scrittura letteraria. Morselli inizia sin dal suo primo scritto giovanile a riflettere, attraverso Proust, sul tema dell’autobiografismo «da lui strettamente ribadito nei termini non di una ricostruzione documentaria, bensì di una rievocazione implicante una scelta e una reinterpretazione dei fatti» (Simona Costa, Guido Morselli, Firenze, La nuova Italia, 1981, pag.14)

  Continua a leggere »

blu1 

di Francesco Sasso

 

John Fante occupa a mio parere una posizione di primo piano nella letteratura mondiale. Autore di romanzi della saga dei Bandini, in cui si narrano le vicende del personaggio Arturo (alter ego dello scrittore), del padre Svevo, della madre Maria e dei fratelli di Arturo.

  Continua a leggere »

Marina Ivanovna Cvetaeva, Poesie

di Francesco Sasso

Autrice di bellissime poesie, Marina Ivanovna Cvetaeva nacque a Mosca nel 1892. Sue prime raccolte di poesie: Album serale (1910) e Lanterna Magica (1912). Ma le opere maggiori, scritte tra il 1916 e il 1939, furono pubblicate in emigrazione. Nel 1939 tornò in Unione Sovietica, dove il marito e la figlia caddero vittime delle persecuzioni staliniane. Morì suicida nel 1941.

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco  alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

Adonis- Ecco il mio nome

Inventario estivo #6

di Francesco Sasso

«”Cerca l’azione. La parola è morta” dicono gli altri / La parola è morta perché le vostre lingue hanno sostituito alla parola il mimo. / La parola? Volete svelarne il fuoco? Dunque, scrivete. / Dico scrivete e non dico mimate, né dico copiate. / Scrivete – dall’Oceano al Golfo, non odo una sola lingua, non leggo / una parola. Odo rumore. Perciò non intendo chi lancia / fuoco. / La parola è la più leggera delle cose e le contiene tutte. L’azione è direzione e istante, la parola è tutte le direzioni e il tempo. La parola – la mano, la mano – il sogno: / Ti svelo, oh fuoco, oh mia capitale / Ti svelo, oh poema, / io seduco Beirut, mi veste, la vesto. Erriamo come raggi, […]» (pag. 111)

 

Poeta pluripremiato, saggista, imprescindibile punto di riferimento per intere generazioni di artisti e scrittori arabi, Adonis (1930) è una delle maggiori e più coraggiose personalità letterarie contemporanee del mondo arabo.

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco  alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

S. Giovanni della Croce

Inventario estivo #5

di Francesco Sasso

Fervente discepolo, amico devoto di Teresa di Gesù, fu il carmelitano Juan de Yepes, divenuto poi san Giovanni della Croce (1542-1591). L’intera produzione letteraria di Giovanni della Croce, che descrive organicamente i diversi stadi della vita mistica, è stata raccolta in Opere di S. Giovanni della Croce (edizioni OCD 2009, 8° ed.), a cura di Padre Ferdinando di S. Maria O.C.D. Il corposo libro, più di 1300 pagine, è composto da quattro opere maggiori e da sette opere minori (Cautele, Avvisi e Massime, Lettere, Poesie).

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco  alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

antonio porta tutte poesie

Inventario estivo #4

di Francesco Sasso

Vent’anni dalla morte di Antonio Porta. Considerato tra i poeti italiani più importanti della fine del Novecento, finora ha avuto una fortuna critica singolare, alterna, ricca di pregiudizi, di lacune, di sviste. E che la poesia di Porta continui a vivere è confermato da com’è messa a frutto da molta della migliore poesia italiana contemporanea.

E’ quindi una lieta notizia la recente pubblicazione di Tutte le poesie (1956-1989) nella collana “Gli elefanti” della Garzanti.

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco  alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

101 cose da fare in Puglia

Inventario estivo #3

di Francesco Sasso

La Puglia è una regione dalle innumerevoli bellezze, con testimonianza di civiltà artistiche di gran rilievo, spesso poco conosciute dagli stessi pugliesi. La Puglia è una terra in grado di offrire, anche nei suoi angoli più remoti o degradati, qualcosa da scoprire. Non sempre, però, una classica guida turistica riesce a raccontare bene questa terra. Non è così con 101 cose da fare in Puglia almeno una volta nella vita (Newton Compton editore 2009), volume da pochi giorni in libreria, guida sentimentale scritta dal poeta e giornalista Rossano Astremo.

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco  alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

Buongiornolosangelesg

Inventario estivo #2

di Francesco Sasso

 

Il romanzo di James Frey rimanda fin dal titolo al tema principale: 

«E così vengono. Per vivere con gli Angeli e inseguire i sogni. Non sono tutti riflettore e cartelloni. Qualcuno sogna un tetto, qualcuno sogna un letto, qualcuno sogna un lavoro, qualcuno sogna soldi sufficienti a mangiare, qualcuno sogna il sogno di dimenticare, partire, nascondersi, trasformarsi, diventare, qualcuno sogna il sogno semplice di arrivare alla fine di una giornata senza aver paura di morire, qualcuno sogna di famiglie qui o lì o dove che sia che sono partiti sogna di farle venire a ricominciare da capo […]» (pag. 548)

Lo scrittore presenta una grandiosa sintesi della civiltà umana a Los Angeles, vista con occhio spregiudicato e straordinariamente moderno, allo stesso tempo romantico e violento. La città di Los Angeles è rappresentata realisticamente come una dura lotta contro un ambiente ostile. Dietro a ogni personaggio un “caso” e la sua storia. Tutti, però, arrivano in questa città inseguendo un sogno.

Continua a leggere »

[Inventario estivo è una rubrica per l’estate in cui recensisco alcuni libri "speciali" pubblicati nel 2009. f.s.) ]

letteratura in Puglia

Inventario estivo #1

di Francesco Sasso

La pubblicazione di un libro dedicato alla Puglia letteraria contemporanea giunge inaspettata, almeno per me. I risultati poi, dopo una prima lettura, sono illuminanti.

Impresa editoriale di grande respiro, la Letteratura del Novecento in Puglia (1970-2008) a cura di Ettore Catalano (Progedit 2009), più che un’introduzione alla conoscenza della letteratura pugliese degli ultimi quarant’anni, è un’imponente raccolta di saggi, frutto di un lavoro condotto da studiosi delle tre Università pugliesi (Bari, Lecce, Foggia) coordinati da Ettore Catalano dell’Università di Bari. 

Continua a leggere »

poesia e mistero

di Francesco Sasso

Ogni poesia è un mistero (Vito Radio Editore 2007) è l’ultima raccolta poetica di Tommaso Di Ciaula, l’autore di Tuta blu. Dotato di un temperamento rude e sensibile allo stesso tempo, volto verso la melanconia, è un poeta che sa captare e tradurre in parole le luci, i colori, i suoni e i profumi delle cose che descrive.  Le liriche di Di Ciaula si muovono in un paesaggio, la Puglia, smagliante di colori e palpitate di vita e desolazione, in una luminosa plasticità a cui un’intima sensualità dona più umano calore. Poesie dense e lente; poesie scritte con l’anima e il cuore. Il suo lessico, poi, è straordinariamente colorito e ricco di espressioni originali.

  Continua a leggere »

culto dei morti- mozzi

di Francesco Sasso

Desidero segnalarvi l’opera in versi Il culto dei morti nell’Italia contemporanea di Giulio Mozzi, noto ai lettori soprattutto per i suoi racconti. Leggiamo nella Nota al testo:

 «Ho compilato la sostanza del Culto tra il sei febbraio ’98 (vedi sotto) e il nove aprile ’99 (giorno nel quale ho stabilito di non poterne più): negli stessi mesi in cui scrivevo, correggevo e pubblicavo Fantasmi e fughe».

 L’opera uscì nel 2000 per Einaudi. E’ ora possibile scaricare il testo gratuitamente cliccando qui.

 Ad una prima lettura, Il Culto si riallaccia all’esperienza di tanta poesia sperimentale, cioè a quel filone pur sempre convenzione che identifica la poesia come “rottura dalla convenzione”.

Continua a leggere »

guido morselli

di Francesco Sasso

Guido Morselli, nato a Bologna nel 1912 e morto suicida a Varese nel 1973, ha pubblicato durante la sua vita due soli saggi. Tutti i suoi romanzi sono apparsi postumi. L’ostracismo editoriale e il suicido hanno alimentato il “mito” dello scrittore emarginato. Eppure, ho il sospetto che egli coltivasse con coscienza la sua vocazione di “scrittore «postumo»” (la definizione è di Giulio Ferroni nella sua Storia della letteratura).

  Continua a leggere »

piccoli animali- torchio

di Francesco Sasso

Piccoli animali (Einaudi 2009) è il primo romanzo di Maurizio Torchio. Nel 2004 Torchio pubblicò una raccolta di racconti Tecnologie affettive (Sironi 2004).

Continua a leggere »

marcha hacker

 

di Francesco Sasso

Quantunque non mi occupi di poesia sperimentale, a volte mi capita di leggerla. E di solito, davanti ad essa, cerco di fermare decisamente l’attenzione sui problemi tecnici della poesia e sul loro fondamento poetico. Naturalmente occorre anche uscire dalle prospettive di una poetica determinata, e per ciò sempre tendenziosa, per enucleare delle categorie comuni, deducibili da una osservazione impregiudicata dei testi. E per intanto, giova prendere contatto con alcuni tentativi poetici che muovono in direzione opposta alla nostra, donde può venire un arricchimento reciproco.

Continua a leggere »

l'inchino del predone

 

di Francesco Sasso

Ho letto la nuova raccolta poetica di Marina Pizzi, L’inchino del predone (2008-2009), pubblicato dalla casa editrice Blu di Prussia (Piacenza).

Poesia che si porge come sostanza densa e sfuggente. A ripercorrerla ci pone interrogativi ricorrenti, dubbi per nulla oziosi. Per esempio: che cosa c’è dietro e intorno a questa poesia? Nessun dubbio che le esperienze del dolore, dell’amore, della malinconia, del nulla, liberano forze che tornano a vantaggio della poesia di Marina Pizzi.

  Continua a leggere »

Il settimo sogno 2

di Francesco Sasso 

Il libro che vi segnalo raccoglie la corrispondenza fra i tre grandi poeti europei: Marina Cvetaeva, Boris Pasternak e Rainer- Maria Rilke. Il titolo è Il settimo sogno (lettere 1926).

 

Scrive Cvetaeva a Rilke: “ Essere al settimo cielo della gioia. Il settimo sogno. […] Il sette è un numero russo! (pag 55)

 

Grazie al discreto e puntuale commento dei curatori, la raccolta si fa leggere come un romanzo epistolare: uno dei più viscerali, passionali scritti sulla poesia, l’amore e il dolore. I tre grandi poeti, attraverso la scrittura, si corteggiano, s’amano, si umiliano, sognano un immenso sogno: incontrasi. Naturalmente, emergono differenze caratteriali, debolezze, gelosie.

  Continua a leggere »

Cicerone- Cato Maior de Senectute

di Francesco Sasso

Cato Maior de Senectute (L’arte di invecchiare) di Marco Tullio Cicerone è un’operetta in cui parla quasi costantemente il vecchio Catone (Scipione Emiliano e Lelio gli altri due personaggi), che loda la vecchiaia e ribatte le accuse che vengono generalmente rivolte:

 

«E dunque, quando rifletto dentro di me, trovo quattro cause per cui la vecchiaia appare infelice: la prima è che distoglie dalla vita attiva, la seconda è che rende il corpo sempre più debole, la terza è che priva il vecchio di quasi tutti i piaceri, la quarta è che non è molto lontana dalla morte. Di queste cause, se volete, vediamo quanto ciascuna sia importante e quanto sia giusta» (pag.43)

 

 Mantenendo il discorso sul tono di una serena conversazione, egli dibatte una ad una le quattro cause e nega che la vecchiaia e la morte debbano essere considerati un male, poiché

 

«Rimane intatta ai vecchi l’intelligenza, a patto che rimangano fermi gli interessi e l’operosità, e questo non solo in uomini illustri e famosi, ma anche in chi ha avuto una vita riservata e quieta» (pag. 47)

  Continua a leggere »

Opere 1981-1988 bufalino 

Recensione/schizzo

Non sempre si riesce a trovare un po’ di tempo da dedicare alla descrizione di un’opera letteraria letta e apprezzata. Non per questo, credo, si debba rinunciare a segnalarla. Una di queste è Cere perse di Gesualdo Bufalino, raccolta di articoli giornalistici usciti fra il 1982 e il 1985. Pur nella occasionalità dei testi, Bufalino rielabora fedelmente i suoi temi: la Sicilia “ossimora”, la riflessione sulla scrittura e sulla lettura (Leggere, vizio punito è il titolo di un bellissimo articolo), la memoria, la morte.

In una intervista, Bufalino affermò: «Io sono affezionato a questo libro come a un diario non solo personale, ma generazionale. Dopo tutto si scrive per tante ragioni e una è per ricordare» (O. del Buono, Bufalino, il racconto per ricordare, “Corriere della sera”, 22 settembre 1986)

E Bufalino rievoca luoghi, miti, personaggi, esprimendo tutto il godimento del “fiutare, palpare, pedinare, origliare il quotidiano” degli autori che più ha amato.

La raccolta è inclusa in Opere 1981-1988, collana Classici Bompiani.

 f.s.

[Gesualdo Bufalino, Cere perse, in Opere Vol. I (1981-1988), Bompiani, 2001, pp. 815-1022, €15,24] 

Vittorio Sereni- Sentieri di Gloria

Recensione/schizzo

di Francesco Sasso

Ho letto avidamente e con immenso piacere Sentieri di gloria edito dagli Oscar Mondadori 1996, collana Piccola biblioteca, libro scovato in rete a metà prezzo. Il volume raccoglie in modo non organico, ma rappresentativo, una piccola parte della scrittura saggistica di Vittorio Sereni sui “classici” della letteratura italiana e straniera. I testi vanno dal 1940 al 1982 e uscirono su quotidiani e riviste letterarie dell’epoca.

 

In questi articoli raccolti in antologia, si possono leggere preziose osservazioni di lettura sui suoi contemporanei (Ungaretti, Saba, Montale) e su alcuni classici dell’Otto-Novecento (Campana, Leopardi, Pascoli, Trilussa), nonché sui padri della nostra letteratura (Dante, Petrarca, Ariosto). A questi interventi dobbiamo aggiungere uno su Virgilio e uno importante su Michelangelo poeta.

Gli autori stranieri trattati da Sereni sono: Edgar Lee Masters e l’Antologia di Spoon River, Rimbaud, Prévert, Apollinaire e Corneille.

Continua a leggere »

il-soldato-fanfarone anfitrione

di Francesco Sasso

Le opere degli scrittori latini sono bagliori di una lontananza che non si può raggiungere, ma che si può scrutare. E’ di questi giorni la lettura di due opere teatrali di Tito Maccio Plauto (nato intorno al 255 a.C., morto nel 184 a.C.), autore latino che si dedicò particolarmente alla commedia. Tutte le notizie su di lui sono vaghe, incerte e probabilmente messe insieme tardi: a lui furono perfino attribuite centotrenta commedie, dalle quali poi Varrone ne trasse ventuno sicure, le stesse che sono giunte fino a noi.

 

Prima di conversare intorno alle due opere lette (Amphitruo e Miles gloriosus), desidero divagare un poco su alcuni aspetti del teatro antico.  Per prima cosa, sappiate che esisteva una espressione giuridica che considera le opere letterarie come res nullius; di conseguenza, quando un testo letterario diventava di proprietà del regista (in quel tempo non esisteva la figura del regista come la intendiamo oggi, ma era il capocomico) questi poteva introdurre tutte le modifiche desiderate: né Plauto né altri autori di teatro vi avrebbero trovato alcunché da ridire. Quindi il manoscritto dell’autore aveva una destinazione scenica e l’autore si disinteressava di una diffusione “letteraria” delle sue opere.

Continua a leggere »

carta_viaggio_marco_polo

Preso dal desiderio d’evadere dall’epoca in cui vivo, mi sono deciso ed ho letto Il Milione, edizione Eri 1982. Un singolare libro di geografia e di cronaca, che è poi un resoconto di viaggio, rivolto a descrivere terre, costumi, economia, compose Marco Polo (1254-1324), vissuto alla corte di Kublai-Khan dei Tartari, giunto fino alla Cina e all’India. L’opera fu scritta in lingua franco-veneta sulla base del racconto di Marco Polo, dal letterato Rustichello da Pisa, che si trovò insieme al mercante veneziano prigioniero dei Genovesi dopo la battaglia di Curzola (1298). Il manoscritto fu poi divulgato sotto il titolo Il Milione.

  Continua a leggere »

un-lento-apprendistato1

Recensione/schizzo

Ho iniziato la lettura di Un lento apprendistato di Thomas Pynchon, edizione Einaudi 2007, con la vana certezza di non restare deluso. Il libro è una raccolta di cinque racconti scritti tra il 1958 e il 1964: La pioggerella, Terre Basse, Entropia, Sotto la rosa, L’integrazione segreta. Se non erro, la raccolta era già edita dalle edizioni e/o con il titolo Entropia.

 

Entro nel merito senza troppe cerimonie ed esprimo il mio parere di lettore. Dico subito che i racconti sono brutti, tranne l’ultimo: L’integrazione segreta. Poco importa se nelle trenta pagine di introduzione, lo scrittore statunitense fa autocritica, evidenziando le carenze strutturali dei suoi racconti giovanili. Inoltre, secondo me, se si desiderava servirsi della raccolta come di una sorta di laboratorio di scrittura “rispetto a certe pratiche da cui forse ai giovani scrittori non spiacerà guardarsi”, l’autore sarebbe dovuto scendere più in profondità nell’analisi dei suoi testi. A questo punto non resta che leggere i cinque racconti alla luce dei suoi esiti più maturi. Per cui, se siete lettori non specialisti dello scrittore americano, quello che posso dire è: non acquistate questo libro. Se desiderate conoscere la scrittura di Thomas Pynchon, iniziate con L’incanto del Lotto 49.

 

[Thomas Pynchon, Un lento apprendistato, traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi Stile Libero, pag. 203, euro 11,00]

platone-acri

Recensione/schizzo

Platone è non solo massimo filosofo, ma anche sublime artista e prosatore. Leggendo i dodici dialoghi nella versione di Francesco Acri, non so se ammirare di più il fascino del pensatore, la forza del prosatore, la grandezza dell’artista. Platone ci dà un’idea esatta- direi viva- dell’uomo ateniese del IV secolo, che riveste tutti gli atteggiamenti della sua esistenza con forme di un’arte che non pretende di nascere da un vuoto gioco di parole ben connesse, ma dalla profonda ispirazione elaborata da una finissima sensibilità.

  Continua a leggere »

ti-prendo-e-ti-porto-via-cop

Recensione/schizzo

Ti prendo e ti porto via è la storia di Pietro, figlio di genitori miserevoli, timido, amante degli animali e perseguitato da Pierini, il ragazzo più malvagio di Ischiano Scalo; di Graziano Biglia, rozzo playboy ultra quarantenne, chitarrista e musicista di latinoamericana, innamorato di una giovane aspirante velina; della professoressa Palmieri, trentenne alla ricerca del primo amore, solitaria, da anni accudisce la madre affetta da una grave e rara malattia. Le tre storie si diramano in capitoli brevi, che ora sarebbe vano voler seguire punto per punto, e si svolgono parallele fino a che si incrociano/scontrano sulla soglia della fine del romanzo. La struttura narrativa è oggettivamente coerente e razionalmente congegnata; i personaggi sono caratterizzati e imbolsiti come manichini esposti in una vetrina di negozio; i dialoghi sono standardizzati. Il risultato è un romanzo privo di qualsivoglia valore artistico, giacché, per il sottoscritto, la letteratura è stile, è conoscenza, è armonia polifonica, è ordine nuovo di percezione ed esperienza. Qualità queste, a mio parere, che il romanzo di Ammaniti non possiede.

 f.s.

 

[Niccolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via, Mondadori, I miti, 2004, p.458, Euro 7,75]

alberibelligrande

di Francesco Sasso

Questo La Tana degli Alberibelli (Longanesi, Milano 2009), che esce proprio oggi in libreria, è il sesto romanzo di Marino Magliani.

 

Vi si narra delle indagini di un giovane olandese, Jan Martin, inviato da un’agenzia europea antifrode in Italia. Siamo in Liguria, nelle terre di Ponente. A Bruxelles si sospetta che i fondi europei per costruire un porto turistico, il più grande del Mediterraneo, siano stati dirottati altrove.

 

La storia s’apre con la misteriosa morte di un’agente, collaboratore di Jan Martin. A Bruxelles chiedono del tempo per valutare e decidere se proseguire con l’indagine oppure mollare la presa. Nel mentre, invitano Martin a proseguire con il suo lavoro di copertura. Ufficialmente egli è in Italia per conto di una emittente televisiva olandese, alla ricerca di un oggetto abbandonato in una grotta carsica da due disertori della battaglia di Marengo.

  Continua a leggere »

amelia-rosselli-poesie

 

La libellula (1958) di Amelia Rosselli; sottotitolo: Panegirico della Libertà. Il titolo del poemetto «vorrebbe evocare il movimento quasi rotatorio delle ali della libellula, e questo in riferimento al tono piuttosto volatile del poema». «La libellula può anche ricordare le parole “libello”, “libertà”; infatti il poema ha come tema centrale la libertà, e il nostro, e mio “libertarla”».

 

Ho letto il poemetto della Rosselli e l’ho trovato eccezionale. Lingua biologica, musicale, incantatoria, dotata di una irrelata energia riproduttiva. Durante la lettura, l’anima è sospinta verso la riscoperta dell’oggetto poetico nella totalità del suo essere. I versi acquistano una realtà autonoma dotata di un’intima coerenza, dove le parole si arricchiscono reciprocamente e dove le parti operano, all’interno della totalità di struttura, su più livelli diversi.

 

Non saprei come spiegarmi meglio, ma dalla lettura del poemetto si emerge colmi di Libertà. Insomma, queste poche e nude righe per invitare i lettori di Retroguardia a leggere La libellula.

 f.s.

[Amelia Rosselli, La libellula in Le poesie, Garzanti, Milano 2004, pp. 141-158]