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[Il libro è un piccolo gioiello narrativo. Ve lo consiglio caldamente. Lo stile è semplice e poetico allo stesso tempo. Narrazione essenziale, costruita su dettagli minimi. Di seguito la recensione di Paola Sorge, italianista e germanista, collabora alle pagine culturali del quotidiano la Repubblica. f.s.

La scelta di Marianne è la rinuncia all’amore

di PAOLA SORGE

 

 
“Nel paese dell’ideale: io da un uomo mi aspetto che mi ami per ciò che sono e per ciò che diventerò.” E poi, facendo scorrere il foglio nella macchina da scrivere, Marianne continua a tradurre dal testo originale scritto in francese: “Finora gli uomini mi hanno tutti resa più debole. Mio marito diceva di me: ‘Michèle è forte’. In realtà vuole che io sia forte per ciò che non interessa a lui: per i figli, per la casa, per le tasse. Ma in quello che a me balena come possibile lavoro, in quello mi distrugge. Dice: ‘Mia moglie è una sognatrice’. Se si chiama sognare voler essere ciò che si è, allora voglio essere una sognatrice.” Quelle appena riportate, le affermazioni che lo scrittore e drammaturgo Peter Handke fa pronunciare ad un personaggio esterno al racconto, una donna che evidentemente ha preservato una minima quota di forza psichica e di consapevolezza di se stessa, superiori a ciò di cui, nel corso della narrazione, proprio Marianne si rivelerà del tutto sprovvista.

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di Franco Cordelli

Che ne è di Antonio Pizzuto? Coetaneo di Gadda (Pizzuto nacque a Palermo nel 1893), egli ebbe più travagliata vicenda. Quando nel 1959 Romano Bilenchi e Mario Luzi pubblicarono per Lerici Signorina Rosina, scoppiò il caso. Era un esordio tardivo. Aleggiava Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, lontano dall’ essere il classico che oggi è; non erano pervenuti all’ attenzione o alla conoscenza gli altri due stilisti siciliani, Stefano D’ Arrigo e Gesualdo Bufalino. Il caso Pizzuto ebbe risonanza mentre si affermava la neoavanguardia in Francia, in Germania e in Italia. Ma Pizzuto non fu riconosciuto come uno dei padri. Il primo a prendere atto di quell’ eccezionale debutto fu Luigi Baldacci, che dell’ avanguardia non era un compagno di strada. Grande interesse mostrarono, tra gli altri, Ruggero Jacobbi, Oreste Del Buono e Giuliano Gramigna. Ma quando Gianfranco Contini dichiarò la sua predilezione e poi amicizia per l’ ex questore siciliano, quello apparve il momento della consacrazione. Pure, non c’ è consacrazione che tenga.

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