Vincenzo Pardini, Il viaggio dell’orsa, Fandango 2011, euro 18.
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di Marino Magliani
C’è un ritorno alla bestia nella letteratura italiana? Forse un vero e proprio abbandono non c’è mai stato, “Fabio” è di un paio d’anni fa, scoperta di un ragno, di Voltolini, e dallo sviluppo di “Fabio” è nata Zoo, la bella collana “bestiale” di Duepunti edizioni, curata appunto da Giorgio Vasta e Dario Voltolini. Librini eleganti, le cui copertine sono realizzate con escrementi di elefanti. Una collana che ospita le voci della narrativa italiana contemporanea, dove vedrei molto bene Pardini.
Poiché Vincenzo Pardini è un altro che a raccontare le bestie ci riesce dar par suo, attentissimo, laddove il precipizio della banalizzazione è sempre in agguato, Pardini percorre a passo sicuro lo spartiacque, cosciente del pericolo, scarta le vie difficili, quelle impossibili, come fanno le bestie selvatiche nel bosco, che seguono sempre le stesse piste, e lasciano solchi nell’erba.
Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)









