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Marlene DUMAS    Pour qui sonne le glas    2008   huile sur toile    100x90

Marlene DUMAS Pour qui sonne le glas 2008 huile sur toile 100×90

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di Andrea B. Nardi

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Marlene Dumas è uno di quei rari artisti contemporanei in grado d’emozionare sia lo smaliziato conoscitore dei linguaggi moderni, sia il neofita digiuno d’ogni altra espressività posteriore, mettiamo, tanto per cambiare, agli impressionisti.

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copLucini copiaL’errante poeta Gianmario Lucini

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di Antonino Contiliano1

Lascio […] che ognuno viva a suo talento e che

chi vuol morire muoia a proprio piacimento,

purché a me sia dato di vivere per la verità.

B. Spinoza (al sigr. E. Oldenburg, Epistolario, XXX)

L’editore e poeta Gianmario Lucini è morto nell’ottobre del 2014. Non ha potuto vedere nulla del destino di quest’ultima sua fatica poetica, Istruzioni. Per le quattro sezioni che compongono il libro – Istruzioni per la notte, Istruzioni per l’ascesa, Istruzioni per l’ira, Istruzioni per la città –, le poesie di questa raccolta, a parere di chi scrive, non sono molto lontane da veri e propri esercizi spirituali, e numerati.

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Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, di Étienne Davodeau Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, di Étienne Davodeau, Porthos, 2015, pp. 287, euro 25,00.

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di Andrea B. Nardi

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Deve essere bello saper disegnare. E deve essere bello possedere una vigna. Ve lo dice uno che non riesce a tirare una linea dritta nemmeno col righello, e che col vino ha un rapporto conflittuale (sono più tipo da birra, e da cocktail Martini). Étienne Davodeau e Richard Leroy sono due amici, il primo è un disegnatore famoso per i suoi reportage a fumetti, l’altro un produttore di vini naturali, entrambi raggiunti, nel proprio ambiente, da quella fama meno ossessionata dal denaro che dall’ottima esecuzione del lavoro, il che, spesso, è il primo presupposto dell’arte.

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fine serieI LIBRI DEGLI ALTRI è il titolo della raccolta delle lettere editoriali di Italo Calvino indirizzate agli autori poi accettati e pubblicati dalla casa editrice Einaudi presso la quale lo scrittore ha lungamente lavorato. Utilizzando questo titolo, mi sono proposto di scrivere e valorizzare al meglio testi quasi sempre non adeguatamente messi in evidenza nelle usuali recensioni librarie anche nell’ambito delle riviste letterarie sul web. Dopo aver superato i cento titoli recensiti mi sembra opportuno ora cambiare registro e utilizzare nuovi strumenti per raggiungere lo stesso obiettivo.

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Valerio Magrelli, Il sangue amaroEsercizi di attesa. Valerio Magrelli, Il sangue amaro, Torino, Einaudi, 2014

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di Giuseppe Panella

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Sesta raccolta di versi del poeta “laureato” Valerio Magrelli, Il sangue amaro mette insieme alcuni versi “d’occasione” (scritti in situazioni e pubblicazioni molto diverse tra loro) con almeno due sezioni liriche rilevanti per impegno e vocazione di scrittura. In una di esse, non a caso intitolata Timore e tremore (dove al richiamo paolino si unisce il rimando a Kierkegaard), l’angoscia quotidiana della contemporaneità si mescola al ricordo di situazioni del quotidiano che alla paura dell’ignoto e della morte sapientemente si riannodano:

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Orazio Labbate, Lo ScuruLa materia scura di Orazio Labbate. Orazio Labbate, Lo Scuru, Latina, Tunué edizioni, 2014, pp. 120, € 9,90

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di Primo De Vecchis

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Pare che una delle attività più prolifiche del nemico dell’umanità che chiamiamo il diavolo sia quella di far credere alla maggior parte delle persone (razionali!) che egli stesso non esiste, che si tratta invero di una invenzione grottesca della religio, anzi della superstitio. Dunque ben venga un libro, nella fattispecie un romanzo, che ci dice chiaramente non solo che il diavolo esiste, ma che è in piena attività, senza che le future anime (dannate) ne abbiano contezza.

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pdf_ico-libro I titoli dei saggi pubblicati da Retroguardia 2.0

nuovo saggio: 49 Domenico Carroso, Piero Chiara: lingua e stile

[QUI] puoi scaricare i saggi di letteratura in formato PDF.

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INDICE SAGGI

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Piero_Chiara_autografoPiero Chiara: lingua e stile

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di Domenico Carosso

«A raccontarsi mi tira una novella di cose cattoliche e di sciagure e d’amore in parte mescolata»: questo l’exergo, dal Decameron II, 2, che apre e giustifica, col trinomio cattolicesimo-amore-sciagura, il romanzo o racconto lungo di Piero Chiara La spartizione.

Il vero tema su cui nasce la novella è la popolarità, nel Medioevo, di san Giuliano, della sua leggenda, che si legge anche nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze, 30, di cui si trovano già tracce nello Speculum historiale di Vincenzo di Beauvais.

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scritture collettive

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di Silvia Ciancimino1

  1. Volendo recuperare alcune recenti considerazioni di Gabriele Perretta sullo stato dell’arte a noi contemporanea, egli, problematizzando l’irrimediabile metamorfosi e dell’opera e dell’autore che la concretizza (come fenomeno endemico ai complessi regimi di accumulazione di capitale immateriale e monetario), sostiene: «l’artifex è più vicino ad un esangue artigiano che si allena ad eseguire un mandato progettuale e teorico ormai staccatosi dal contesto del singolo soggetto […].
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Guerra (BALDASSARRE – QUILICHINI)

Andrea Galgano, Di là delle siepiIl sapore della realtà, il colore del giorno che passa, la memoria del presente. Andrea Galgano, Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido, prefazione di Davide Rondoni, preludio di Irene Battaglini, Roma, Aracne, 2014

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di Giuseppe Panella

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Lodando l’impianto non esclusivamente accademico e di pura ricerca e curiosità bibliografica che presenzia alla ricerca di Andrea Galgano (doti quest’ultime presenti nel libro ma che non lo soffocano né gli impediscono di comunicare le proprie novità ermeneutiche), Davide Rondoni scrive con efficacia nella sua prefazione al libro:

«Qui no, spira invece un’aria di partecipazione e di fame, non ho altra parola, che somiglia a quella con cui bevendo qualcosa si ascolta con attenzione e ci si interessa alla vita di un amico, ai suoi casi e alle sue testimonianze. Il lungo approfondimento sul tema della memoria, oltre a fornire una chiave lungo la quale leggere evoluzioni e cesure in una ideale storia della poesia, ci mostra come e quanto questa indagine sia mossa dalla volontà di entrare in un mistero, e la sua fragranza che trapela nelle opere in esame. Ma senza quella fame di amicizia, tale indagine sarebbe stata più mesta e fredda, più distaccata e non per questo più obiettiva. C’è un metodo affettivo che guida l’autore, libero di prender suggerimenti da precedenti lettori molto diversi e quasi antagonisti tra loro»1.

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Stefano Lanuzza, Céline della LibertàLanuzza Stefano, Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un «maledetto» , 2015, Stampa Alternativa, € 14,00

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di Antonino Contiliano

Due particolari e recenti eventi editoriali richiamano il nome dello scrittore e critico Stefano Lanuzza. Sono l’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, tradotto in lingua tedesca da Moshe Kahn (S. Fischer Verlag, Frankfurt, 2015), e ora, dello stesso Lanuzza, Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un “maledetto” (Stampa Alternativa, Roma-Viterbo, 2015). Si tratta di due pubblicazioni che hanno al centro, pur diversamente connotato, un linguaggio letterario ‘eretico’ (per una letteratura non d’‘accatto’, ossia consumistica o di mercato): un linguaggio come passione della parole, come scelta fortemente trasgressiva.

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I video delle presentazioni di L’Ora Zero, Vilipendio, Il ritmo dei tempi in Antonino Contiliano (Firenze, Roma, Napoli – 1,3,4, 6 marzo 2015)

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Firenze (1 marzo 2015): L’Ora Zero (a cura di Antonino Contiliano) e Vilipendio (Gianmario Lucini)

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Pigs – La crisi spiegata a tutti, di Paolo FerreoLa truffa del debito pubblico, di Paolo Ferrero_____________________________
di Andrea B. Nardi

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Tra un secolo o forse due, agli studenti svogliatamente curvi sui capitoli di Storia relativi a questi nostri primi decenni del Duemila non potrà non calare una triste domanda: ma come potevano essere tanto ciechi e sottomessi e ottusi e idioti gli uomini del XXI secolo da tollerare d’essere così schiavizzati dai potentati finanziari? E perché non si sono subito ribellati a quell’aristocrazia politica inetta e criminale, lacchè della finanza internazionale, da cui erano governati?

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“«Il silenzio mi passava tra le vene / sembra infinito il silenzio». Sono le parole di un poeta. Ma ha nove anni e forse nemmeno frequenta più la scuola. Si chiama Marius, è un bambino rom. Ha imparato a comporre versi nella sua scuola, quando ha incontrato una strana maestra, diversa da tutte le altre, venuta per condurre un seminario di poesia. Di cosa si tratta? Risponde Alice, otto anni, italiana: «tranquillità / silenzio / concentrazione / un po’ di pazzia / piacere di ascoltare / il nostro amico silenzio». Questa maestra si chiama Chandra Livia Candiani, vive a Milano, dove è nata, ma ha origini russe. Scrive una poesia tra le più significative oggi in Italia e da otto anni conduce seminari di poesia in diverse scuole elementari a tempo pieno della sua città. Le classi interessate erano dapprima le quarte e le quinte; poi solo le quinte, in seguito ai tagli all’istruzione. Leggere le poesie di questi bambini è un’esperienza straordinaria. All’inizio si stenta a crederci, eppure nulla di ciò che hanno scritto è stato corretto né modificato. A loro sono stati affidati due strumenti prima di ogni cosa: libertà e fiducia.” Questa esperienza, che così viene riassunta da Andrea Cirolla nell’introduzione, è diventata un libro proposto dalle edizioni Effigie: Ma dove sono le parole?, curato dalla stessa Chandra Livia Candiani e da Andrea Cirolla. Secondo Sebastiano Aglieco, maestro e poeta, uno si tratta di uno di quegli “oggetti infuocati capaci di bruciare le nostre convinzioni sull’insegnamento e di proiettarci verso paesaggi che non conosciamo, un libro che “va letto ai bambini. O agli adulti che ancora si riconoscono nell’immagine dell’aviatore caduto nel deserto. Per gentile concessione dell’editore, che ringraziamo, proponiamo su vivalascuola un brano iniziale e una scelta di poesie di bambini.

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Riccardo Donati, Nella palpebra internaL’occhio del poeta costruisce il percorso poetico. Riccardo Donati, Nella palpebra interna. Percorsi novecenteschi tra poesia e arti della visione, Firenze, Le Lettere, 2014

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di Giuseppe Panella

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Riccardo Donati si è sempre mosso, nello sviluppo della sua ricerca critica di studioso, tra Settecento1 e Novecento2, tra proposta originaria presente nel Secolo dei Lumi e i suoi esiti in ambito novecentesco. Tuttavia i suoi interessi predominanti concernono, in massima parte e proprio a partire dalla sua originaria analisi del Bigongiari critico d’arte, l’evoluzione della poesia italiana contemporanea e i suoi rapporti con le arti della visione.

Nella palpebra interna, infatti, rende conto di tutta una serie di importanti poeti della tradizione novecentesca italiana che si sono messi in rapporto con le arti della visione facendo oggetto della loro ricerca poetica le potenzialità ermeneutiche e liriche dello sguardo.

Per riuscire ad ottenere conclusioni non banali e in certa misura più nuove rispetto alla tradizionale analisi di questo rapporto, Donati si cimenta, in linea preliminare, con una nozione ambigua e sfuggente come quella di sguardo provandosi a darne un quadro teorico generale di riferimento.

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Marcelo Damiani, Il mestiere di sopravvivereLa scacchiera di Marcelo Damiani. Marcelo Damiani, Il mestiere di sopravvivere, traduzione e cura di Marcella Solinas, Salerno, Edizioni Arcoiris, 2014, pp. 184, euro 12,00

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di Primo De Vecchis

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In un’isola dell’America Latina, per certi versi simile all’Argentina dei nostri tempi, sorge una particolare università chiamata Centro Accademico SCAcchistico Transnazionale Avanzato (C.A.SCA.TA), che prevede una innovativa Laurea in Scacchi, dove si insegnano materie tecniche (“Aperture”, “Finali”) e altre più teoriche (“Estetica”, “Filosofia della scacchiera”). Non si tratta dell’inizio di un racconto di David Foster Wallace, ma del primo capitolo di un romanzo postmoderno (ma per nulla “superficiale”) dell’argentino Marcelo Damiani, classe 1969, che prende il titolo de Il mestiere di sopravvivere.

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di Antonino Contiliano
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Che parole intrecciare e quali pensieri farvi parlare quando la morte toglie voce e silenzi a un amico e a un poeta che hai frequentato – Gianmario Lucini, inaspettatamente scomparso (ottobre 2014). Il poeta e l’amico con cui hai dialogato, scherzato, sgranocchiato, progettato incontri e viaggi di poesia, o con cui hai condiviso anche un mondo, il mondo della poesia, e intrecciandone destino e funzione oggi! Il mondo che per lui era generato dal “pensiero poetico integrale” (logico, analogico, scelte epistemologiche, affetti, condotte) e dal suo divenire – forma secondo il principio pareysoniano della “formatività” critica. Perché «l’uomo è un essere dotato di pensiero poetico integrale criticabile, in quanto riconoscibile secondo un principio di coerenza interna al pensiero poetico integrale stesso, che si esprime in una forma artistica» (G. Lucini, Pensiero poetico e critica integrale dell’arte).

Scarica e leggi il pdf Ricordando il poeta Gianmario Lucini “parresiasta”

Fonte: http://www.senecio.it

Shotgun Lovesongs, Nickolas ButlerNickolas Butler, Shotgun Lovesongs, Marsilio 2014, pp. 318, euro 18,00

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di Andrea B. Nardi

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Nelle comunità rurali degli Stati Uniti l’espressione shotgun wedding, o shotgun lovers, sta a indicare il fidanzamento e matrimonio riparatore imposto dal padre della ragazza al giovanotto che l’ha insidiata, tramite il più che convincente argomento di una doppietta a canna liscia puntata addosso al malcapitato. Sebbene parecchi siano i temi che vanno a intrecciarsi in questo davvero bel romanzo d’esordio di Butler, quello che ci ha affascinato e pienamente coinvolto è proprio l’ambiente agricolo dei grandi spazi americani, ossia, in pratica, l’intera America, la sua maggiore espressione sociale, al di là delle varie metropoli aliene e distanti.

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Adriana Gloria Marigo, L’essenziale curvatura del cieloAdriana Gloria Marigo, Un biancore lontanoIl cielo è il tetto del mondo. Adriana Gloria Marigo, Un biancore lontano, Faloppio (Como), LietoColle Edizioni, 2009; L’essenziale curvatura del cielo, postfazione di Eros Olivotto, Milano, La Vita Felice, 2012

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di Giuseppe Panella

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Un biancore lontano è il primo libro di poesie di Adriana Gloria Marigo, pubblicato dopo molte riflessioni e una lunga attesa nel 2009. E’ un libro di esordio, certamente, ma che mostra già i caratteri di una maturità linguistica e umana che possono farla considerare alla lettura ben lontana dall’essere un’ “esordiente assoluta”. In questo breve ma succoso grappolo di versi, la densità dei richiami e dei riferimenti, in particolare alla cultura classica e alla mitologia, è tale da imporsi come cifra della scrittura stessa della Marigo. Proprio quel “biancore lontano”, allora, è l’emergenza culturale di un progetto poetico che vede nella scelta a favore della natura e nella passione d’amore vissuta e sofferta il suo punto di riferimento essenziale.

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Nei giorni 1, 3, 4 e 6 marzo 2015 l’autore marsalese, Antonino Contiliano, sarà a Firenze, Roma e Napoli per la presentazione di alcuni libri di poesia; libri che lo vedono nella veste di curatore, di prefatore o che hanno come centro l’intero ciclo della sua stessa produzione poetica (Francesca Medaglia, “Il ritmo dei tempi in Antonino Contiliano”, Empirìa/2014).

Domenica 1 marzo 2015, alle ore 17, il Nostro sarà a Firenze per la presentazione di Noi Rebeldía 2014, “L’ora zero” (il libro di poesia collettiva-anonima di cui è stato ideatore e curatore) e “Vilipendio” (libro di poesie dell’amico Gianmario Lucini – recentemente scomparso – di cui ha curato la prefazione). La presentazione, che vedrà gli interventi di Annalisa Macchia, Francesca Medaglia e Giuseppe Panella, avrà come sede la sala dell’‘Area N.O.’ (via Panicale 24rosso, Firenze), lo “spazio olistico” diretto dal poeta fiorentino Massimo Mori.

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SULTANE_Layout 1La vita è adesso e la morte non fa paura. Marilù Oliva, Le Sultane, Roma, Elliot, 2013

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di Giuseppe Panella

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Tre vecchiette, Wilma, Annunziata detta Nunzia e Mafalda (tutti nomi d’antan – come si può vedere) che abitano a Bologna in una (inesistente) via Damasco in un complesso di case di edilizia popolare e sono note come le Sultane, sono al centro di un romanzo di cui è difficile stabilire genere e profilo narrativo. La vicenda parte apparentemente come una storia di ordinaria mestizia e solitudine con protagonista la difficile “terza età” degli italiani medi, prosegue – sempre apparentemente – come un noir e termina con un finale (diciamo così) aperto.

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La quarta uscita della collana kritik è un testo di Jean-Marie Gleize: Opacità critica. Il file, di 744 Kb, può essere scaricato direttamente QUI
o dalla pagina EbooKritik: http://gammm.org/index.php/ekritik/.


 

La seconda uscita della collana kritik è un saggio di Christophe Hanna: Poesia azione diretta. Contro una poetica del gingillo, tratto da Poésie action directe, uscito per le Éditions Al Dante nel 2003. Il saggio presenta un’analisi del fatto poetico che si distacca dalla tradizione formalista e parte dalle ultime proposte testuali dei nuovi autori francesi. Potete scaricare il file .pdf (192 KB) qui o qui.

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Maria De Lorenzo, Un lungo desiderioChe la terra le sia lieve… Maria De Lorenzo, Un lungo desiderio. Poesie, con una postfazione di Nino Borsellino, Roma, Fermenti, 2014 ; Gliommero, poesie di Maria De Lorenzo e quindici acquarelli di Nino Tricarico, Roma, Edizioni L’Impronta, 1998

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di Giuseppe Panella

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Maria De Lorenzo non ha lasciato un’opera eccessivamente abbondante: si tratta di sei raccolte di versi in vita (tra cui il prezioso Gliommero con tredici, splendidi acquarelli del grande pittore potentino Nino Tricarico) e questo suo bel testo postumo che è, in realtà, il frutto della volontà di suo marito, il critico letterario Nino Borsellino, di impedire che il ricordo della sua scrittura si perda nell’oblio (come troppo spesso frequentemente ormai accade a tanti, troppi poeti).

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Il presidente deve morireIl Cile falsificato: intervista senza intervistato a Maurizio Chierici sul suo libro Il presidente deve morire.

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di Andrea B. Nardi

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L’odio cieco verso gli Usa, meno ideologico che nevrotico, porta alcuni individui ad alimentare menzogne, propagandare calunnie, falsificare la storia. Spesso a distanza anche di decenni. È quanto pare essere accaduto con questo libro di Maurizio Chierici, il quale, certo contando sulla generale memoria corta del pubblico, pretendeva di riscrivere a modo suo i fatti drammatici del Cile di oltre quarant’anni fa. Noi volevamo intervistarlo non solo per smentirlo ma soprattutto per sentire le sue ragioni. Purtroppo, dopo un iniziale assenso, l’autore, dopo aver letto le nostre domande, si è reso latitante senza mai concedere l’intervista. Ecco le domande che gli avevamo inviato.

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Franco Legni, Io Nichi MorettiSgangherato frenetico stomp. Franco Legni, Io Nichi Moretti, Firenze, Curiosando Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Nichi Moretti non è certo quello che si suole definire un “bravo ragazzo”, non è riuscito nella vita, non è molto amato dalle donne né apprezzato dalle madri che lo vorrebbero come genero (della sua, di mamma, non si sa nemmeno se ci sia o che cosa faccia tranne una fuggevole apparizione sul finale della narrazione della sua storia). In realtà, scivola ogni giorno di più nel fallimento totale.

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Andrea B. Nardi, AliAndrea B. Nardi, Ali, Parallelo 45 edizioni, 2014, pp. 204, € 12

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di Francesco Sasso

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L’esistenza di Dio, la sua azione creatrice e provvidenziale, la legge morale, l’esistenza del Male sono tutte verità alle quali la ragione umana può giungere da sola? Cosa accade se un arcangelo inizia a dubitare dell’esistenza di Dio? Se quelle verità sono in balia del Male e Dio tace da lungo tempo, allora non resta che ribellarsi? La storia raccontata da Andrea B. Nardi, Ali, è umana nella sostanza e soprannaturale per il modo di comunicarla. Nardi racconta le vite parallele di arcangeli e cherubini nella New York senza tempo prima dell’attentato alle Torri Gemelle.

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Guido Guidi Guerrera, Avatar Beauty ProjectSalvate (almeno) la faccia. Guido Guidi Guerrera, Avatar Beauty Project, Baiso (Reggio Emilia), Verdechiaro Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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La fisiognomica è un’arte antica e che nasce dallo sviluppo della riflessione filosofica sul rapporto tra corpo e anima. I tratti del volto (soprattutto il riflesso dello sguardo e il taglio della bocca) sono tra le forme espressive che caratterizzano il corpo umano e lo rendono unico e indistinguibile rispetto a quello di tutti gli altri esseri umani.

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Sostiene Pereira, di Marino Magliani Marco D’AponteMarino Magliani & Marco D’Aponte, Sostiene Pereira, Tunué 2014, pp. 174, euro 19,90.

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di Andrea B. Nardi

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Si è ricomposta la coppia Marco D’Aponte & Marino Magliani, premiata ditta già autrice di Quattro giorni per non morire (Transeuropa), ma dove questa è un’ottima graphic-novel di alto profilo, Sostiene Pereira va oltre e raggiunge i crismi dell’opera d’arte. Non abbiamo tema di essere smentiti: la versione grafica del romanzo di Tabucchi è una galleria di dipinti veri e propri, niente a che fare con le graphic cui potreste essere abituati, nemmeno quelle di miglior fattura. Chi conosce il lavoro di D’Aponte non si stupisce, in verità: pittore professionista, professore di disegno, il maestro torinese è un artista autentico, non un graffitaro o un fumettista tout-court, quindi nel campo della grafica d’autore lascia un segno personalissimo improntato a una propria poetica ben precisa, intellettuale ed emozionale.

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Bernardini, Chen contro ChenLa Cina è vicina. Giorgio Bernardini, Chen contro Chen, La guerra che cambierà Prato, Roma, Round Robin Edizioni, 2014

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di Giuseppe Panella

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Ogni generazione conosce le sue guerre private, la sue scaramucce familiari, le sue lotte intestine, l’eterna querelle tra vecchi e giovani, tra i sostenitori del modello tradizionale di vita cui si sono attenute i precedenti modelli di vita e gli animosi e volenterosi propugnatori di nuovi e più avanzati equilibri. Tutto ciò accade continuamente e non solo nel mondo occidentale dove lo scontro generazionale ha contrassegnato in maniera forte e spesso dolorosa i passaggi epocali e i mutamenti di mentalità. Ma quello che sta accadendo qui e ora a Prato nella vastissima comunità cinese che la contraddistingue ha caratteri di eccezionalità, di straordinaria unicità rispetto agli scontri interni tra le etnie che pure sono spesso avvenute nell’ambito di paesi europei in cui il lascito coloniale ha spesso lasciato strascichi sanguinosi (e non soltanto dal punto di vista culturale).

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Diego Fusaro, Il futuro è nostroDiego Fusaro, Il futuro è nostro – Filosofia dell’azione, Bompiani 2014, pp. 614, € 15,00.

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di Andrea B. Nardi

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Questo saggio di Diego Fusaro potrebbe essere destinato a diventare uno dei libri più significativi della nostra epoca, e – ce lo auspichiamo – uno dei più influenti. C’è qui, finalmente, la visione della società migliore, la società liberata dalle pastoie concettuali cui è stata perversamente assoggettata tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI, le stesse pastoie responsabili d’aver distrutto quei principi democratici e civili con tanta fatica raggiunti in millenni di storia umana. Oggi non solo ci stanno strappando via le conquiste politiche e morali della modernità, ma noi stessi contribuiamo a buttarle nella spazzatura senza reagire, rassegnati alla nostra presunta impossibilità di ribellarci ai nuovi feudatari del mondo. Siamo ridiventati servi della gleba senza neppure essercene accorti.

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favola_selvaggia César Vallejo, Favola selvaggia, traduzione di Raul Schenardi, Postfazione di Silvana Serafin, Salerno, 2014, Edizioni Arcoiris, pp. 76, euro 8,50.

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di Primo De Vecchis

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Il poeta peruviano César Vallejo, prima di emigrare alla volta dell’Europa per motivi politici, pubblicò nel 1923 un racconto lungo (o romanzo breve) dal titolo Favola selvaggia. Vallejo scrisse la novella in uno dei momenti più drammatici e fecondi della sua vita: nel 1922 aveva pubblicato la sua raccolta poetica più innovativa, Trilce, scritta per lo più mentre si trovava rinchiuso in carcere, accusato ingiustamente di aver “istigato intellettualmente” una rivolta con furti, saccheggi e un incendio doloso nella sua città natale, Santiago de Chuco.

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La guerra degli uomini. Fiorenza Alderighi «Voi che sarete emersi dai gorghi / dove fummo travolti / pensate quando parlate delle nostre debolezze / anche ai tempi bui / cui voi siete scampati . // Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe, / attraverso le guerre di classe, disperati / quando solo ingiustizia c’era, e nessuna rivolta. // Eppure lo sappiamo / anche l’odio contro la bassezza / stravolge il viso. / Anche l’ira per l’ingiustizia / fa roca la voce. Oh, noi / che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza, / noi non si poté essere gentili. // Ma voi, quando sarà venuta l’ora / che all’uomo un aiuto sia l’uomo, / pensate a noi / con indulgenza» (Bertolt Brecht)

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di Giuseppe Panella

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Histoire d’une vie. Fiorenza Alderighi racconta e si racconta

1. Il racconto in prosa : la guerra, la morte, la pace

Da molto tempo ormai, Fiorenza Alderighi trasforma periodicamente la sua vita in una serie di racconti di vita e poi li rilancia in una prospettiva poetica di trasfigurazione necessaria.

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