ESERCIZI DI LETTURA: In direzione uguale e contraria. Una lettura ponderata di Entropia e arte di Rudolf Arnheim

Rudolf Arnheim, Entropia e Arte, trad. it. Torino, Einaudi editore, 1974; ed. cit. 1989. L’ultima ristampa italiana del saggio è del 2000.

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di Gustavo Micheletti

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Premessa

   Nel 1865 Rudolf Clausius introduceva in fisica il concetto di “Entropia” (il termine deriva da Entropè, che in greco vuol dire cambiamento o evoluzione), con l’intento principale di esprimere in modo nuovo l’esigenza che definisce ogni sistema motore: ovvero il suo ritorno allo stato iniziale alla fine del ciclo, quando il flusso e la conversione del calore si sono compensati.
In un suo famoso saggio del 1944, il fisico Erwin Schrodinger (1887-1961) – insignito del premio Nobel nel 1933 – utilizzava poi il concetto di Entropia per cercare di fornire una spiegazione fisica del fenomeno della vita. Successivamente, un altro fisico, Ilya Prigogine – anch’egli premio Nobel nel 1977, nonché direttore degli Istituti Solvay di Bruxelles e del centro di meccanica statistica e di termodinamica dell’Università del Texas – si è servito del concetto di Entropia per spiegare l’irreversibilità che è alla base di molti fenomeni naturali e della stessa auto-organizzazione biologica.
Nel 1971, inoltre, lo psicologo della conoscenza e storico dell’arte Rudolf Arnheim ha dedicato al concetto di Entropia e alla sua utilità per l’analisi dell’opera d’arte un saggio fondamentale, adatto come premessa teorica e punto di partenza per impostare una ricerca interdisciplinare sulla rilevanza del concetto di Entropia (ma anche di “Disordine”, o “Caos”) nella scienza, nell’arte, nella letteratura – e quindi più in generale nella cultura – dell’ultimo secolo del secondo millennio. Lo scritto presente intende fornire, come esercizio di lettura, una sintesi ragionata di quest’ultimo testo: Rudolf Arnheim
Entropia e Arte, trad. it. Torino, Einaudi editore, 1974; ed. cit. 1989. L’ultima ristampa italiana del saggio è del 2000. Non mancheranno, o almeno è quanto auspichiamo, spunti di riflessione che, prendendo spunto da questo breve saggio, che è a nostro parere fondamentale per comprendere l’arte degli ultimi due secoli, potranno forse arricchirne la comprensione. Il numero delle pagine riportato di volta in volta fra parentesi, sarà da intendersi riferito ad esso.

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Opere e autori liberi da copyright nel 2021

Opere e autori liberi da copyright nel 2021 – Liber Liber

Ogni anno tante opere e tanti autori vengono liberati dal copyright. In questo modo possono essere pubblicati da tutti, la qualità delle edizioni migliora, accendendosi una sana concorrenza tra editori, i prezzi scendono e diventa più facile realizzare opere derivate.

Ai grandi editori non piace il pubblico dominio perché a loro non piace la concorrenza, così inducono i politici a dilatare sempre di più la durata del copyright (siamo arrivati a 70 anni dopo la morte dell’autore in Europa e a 99 anni negli USA, quando una durata ragionevole non supererebbe i 2 anni). Ma il pubblico dominio è fondamentale per garantire una editoria di qualità e per assicurare ai lettori opere più curate e a prezzi più accessibili (o gratuite, come nel nostro caso).

Ecco alcune delle opere e degli autori sui quali stiamo lavorando e che saranno presto disponibili. L’elenco completo è più lungo e richiederà ancora un po’ di lavoro, ma nel corso del 2021 provvederemo ad arricchirlo ulteriormente.

Tu nel frattempo dacci una mano con una donazione oppure facendo circolare questo messaggio.

Buona lettura e buon 2021.

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Enthymema N. 26 (2020)

“SE UNA NOTTE D’INVERNO UN VIAGGIATORE” QUARANT’ANNI DOPO

Introduzione
Paolo Giovannetti
1-8

Il disagio del piacere. Effetti di lettura in “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino
Bruno Falcetto
9-19

«Il potere d’evocazione dei nomi» in “Se una notte d’inverno un viaggiatore”
Silvia T. Zangrandi
20-31

Italo Calvino tra le forme e i generi del discorso metaletterario
Nicola Turi
32-40

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Prosa in prosa: giovedì 14 gennaio 2021

Giovedì 14 gennaio 2021 alle ore 19:00, per MTM – Manifatture Teatrali Milanesi, La finestra di Antonio Syxty presenta una diretta facebook di intervista e dialogo con i sei autori di  PROSA IN PROSA (TIC edizioni)

Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Andrea Raos, Michele Zaffarano

EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/3225263820907267

La diretta sarà trasmessa in contemporanea su questi canali:

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Lord Byron, un antiromantico travolto dal romanticismo

(c) Newstead Abbey; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Lord Byron, un antiromantico travolto dal romanticismo

(“Swept into the camp of the Romantics”)

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di Claudia Cardella

L’epiteto romantico e l’antitesi classico-romantico sono approssimazioni da lungo tempo entrare nell’uso. Il filosofo le mette solennemente alla porta esorcizzandole con logica che non erra, ed esse rientrano chete chete per la finestra, e son sempre lì tra i piedi, elusive, assillanti, indispensabili; il retore cerca di dar loro stato, grado e inamovibilità, ed ecco, alla fine di travagliose costruzioni, s’accorge d’aver trattato ombre come cose salde”.1 Così Mario Praz introdusse un discorso a proposito della funzione e della quasi necessità di due “etichette”, cioè romantico e quella che qui, per comodità, ribattezziamo opposto a romantico. Si tratta di due etichette l’utilità delle quali è innegabile, soprattutto se, come in questo caso, si devono segnalare delle caratteristiche atipiche. Tuttavia, esse tendono a dare l’impressione che si stia parlando di quadri omogenei, nei quali tutto è in armonia con i connotati di una o dell’altra categoria. E invece bisogna tenere presente che queste etichette, solitamente, indicano piuttosto delle caratteristiche comuni, la presenza delle quali mette in relazione un autore, le sue opere, il suo pensiero, con una categoria o con un’altra.

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V.S. Gaudio, “Aurélia STEINER. Die Deutsche” & “I King della Gabelliera e del Poeta”

Aurélia STEINER. Die Deutsche

Edizione speciale limitata numerata e firmata dall’autore

80 pagine / 15×15

Printed 2020


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I KING DELLA GABELLIERA E DEL POETA
Aurélia Steiner & V.S. Gaudio
I Libri di Uh Magazine 2020
15×15; pagg.80
Edizione numerata e firmata

 

Richiedete una copia in dono con una semplice email: https://uhmagazine.blogspot.com/2020/11/aurelia-steiner-die-deutsche.html

Controlettura ‘intersonettistica’ di Pietro l’Aretino

Controlettura ‘intersonettistica’ di Pietro l’Aretino

di Giovanni Tesio

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Questi vostri sonetti fatti a cazzi

sergenti de li culi e de le potte,

e che son fatti a culi a cazzi a potte,

s’assomigliano a voi, visi de cazzi

(P. Aretino, Sonetti lussuriosi, 1524;

in Stefano Lanuzza, Caos e bosco, 2020)

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SPECIALE GUIDO MORSELLI: Dissipatio in the Usa – «L’intellettuale dissidente»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

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Guido Morselli sbarca in America con “Dissipatio H.G.”. Il NY Times ne parla come di un capolavoro. E c’è ancora una miniera da pubblicare. La nuova newsletter dell’Intellettuale Dissidente si ispira a lui, il corpo del reato della letteratura italiana

Leggi l’articolo su «L’intellettuale dissidente»

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Leggi tutti i numeri di 

ESERCIZI DI LETTURA: Joao Guimaraes Rosa, “Grande Sertao”. Quel che esiste è l’uomo umano, traversia

Joao Guimaraes Rosa, Grande Sertao, Feltrinelli editore

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di Gustavo Micheletti

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Rispetto ad altri scrittori dell’America latina decisamente più letti e più famosi, come il brasiliano Jorge Amado o il columbiano Gabriel Garcia Marquez, a Joao Guimaraes Rosa mancano forse i requisiti favorevoli a un successo ampio e rapido. Rispetto al primo non ha per esempio lo stile da sceneggiatore ed il gusto per il giuoco folclorico, rispetto al secondo manca dell’accattivante combinazione di personaggi surreali con le evoluzioni fantastiche della storia. Tuttavia, nonostante l’assenza di tali requisiti, il suo maggiore romanzo, Grande Sertao, ha avuto la prerogativa di dare vita a due schiere di lettori: coloro che lo considerano uno dei più grandi romanzi del nostro secolo e quelli che non hanno superato, nella più ottimistica delle ipotesi, le prime settanta pagine.  

Pur evocando i modelli narrativi tipici dell’epica classica, Grande Sertao rimane infatti – come ebbe a definirlo lo stesso Guimaraes Rosa – un libro “diverso e terribile, consolatore e strano. […] Gli uomini non muoiono, restano incantati”, disse lo stesso Guimaraes Rosa al termine del discorso che lo insediava all’accademia brasiliana delle lettere, poche ore prima della sua morte; e non si trattava di un pensiero solo occasionale: il restare incantati è infatti uno dei temi dominanti di tutta la sua opera, e in particolare di questo romanzo, dove si può rimanere incantati ad ogni riga. Grande Sertao è una storia di briganti, di uomini in guerra, di donne appena intraviste; è la storia di un ex bandito, Riobaldo, raccontata da lui stesso ad un dottore silenzioso in viaggio nel Sertao, che non chiede mai nulla e che nella traduzione italiana è chiamato Vossignoria.

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“Expanded Poetry : Otto Iconopoemi 2006-2018” di Andrea Cortellessa

Si propone qui la relazione tenuta al convegno Concreta 1, tenuta all’Accademia d’Ungheria in Palazzo Falconieri, a Roma, il 2 maggio 2018. Sin dal titolo, il presente contributo s’intende organicamente collegato a due altri: il primo, pubblicato appunto come “Expanded Poetry,”è l’introduzione a Nanni Balestrini, Caosmogonia e altro. Poesie compete volume terzo (1990-2017) (Roma: DeriveApprodi, 2018), 5-32; il secondo è un’analisi comparata dell’icono-poemetto Blackout, pubblicato da Balestrini nel 1980 da Feltrinelli, e della Divina Mimesis di Pier PaoloPasolini, pubblicata nel 1975 da Einaudi (presentata al seminario Poesia degli anni 2000: modelli, forme, contaminazioni, tenutosi a cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi alla Fondazione Primoli di Roma il 25 maggio2018, e come lezione al Dottorato in Visual and Media Studies dello IULM di Milano il marzo precedente). (Andrea Cortellessa)

Qui il saggio di Andrea Cortellessa

 

Errata corrige: Stati complementari della poesia

Cari lettori,

giovedì, sabato e domenica la nostra rivista ha dato ampio spazio alla manifestazione Stati complementari della poesia su queste pagine web, su Twitter e sul proprio canale Facebook (qui abbiamo trasmesso la diretta). Lunedì abbiamo voluto riproporre la cosa ai nostri lettori e pubblicare i video della manifestazione tratti da Youtube. Il nostro era un gesto dettato dalla condivisione, dalla gratuità e dalla poesia.

Successivamente ci siamo accorti che cliccando sul video compariva questo messaggio:

“Video unavailable
Watch this video on YouTube.
Playback on other websites has been disabled by the video owner. Watch on YouTube”.

Purtroppo i gestori del canale di Youtube “Incontri Festival Roma” e della manifestazione Stati complementari della poesia hanno deciso di non rendere fruibili i contenuti su altri siti. Scelta rara in Youtube; scelta inutile e antipoetica.

Abbiamo quindi provveduto a cancellare il post con i due video tratti da Youtube e ci scusiamo con i lettori per aver male interpretato lo spirito dell’iniziativa da noi segnalata.

Francesco Sasso

L’edizione ridotta e gratuita del libro più amato di Terzani

«Il mondo di oggi ha bisogno di ribelli, ribelli spirituali» disse Tiziano Terzani. Un appello che Folco Terzani – 51 anni, figlio del reporter fiorentino – rilancia con un’operazione senza precedenti, la distribuzione gratuita in formato digitale de La fine è il mio inizio, opera postuma del 2006 che raccoglie l’intenso dialogo tra padre e figlio. Una versione ridotta, ma arricchita da un centinaio di foto – molte inedite – e destinata in particolare ai giovani.

«I mesi che verranno ci vedranno isolati, lontano dagli altri – spiega Folco – impauriti e confinati dalla pandemia. Invece di sprecare quest’occasione con l’angoscia dei bollettini giornalieri alla tv o con la rabbia verso coloro che muovono le leve e gli interessi del mondo, questo può essere il momento per riflettere, costretti in un raro silenzio monacale, assieme a un libro-amico, sulle speranze e sugli errori del nostro tempo, sulle sfide che ci stanno davanti e, ancor più, sulle grandi domande che ognuno di noi un giorno si dovrà porre.»

Un’edizione “redux” pensata per le nuove generazioni, tanto connesse quanto smarrite: «È come una mappa della vita – spiega Folco, che ha alleggerito il testo originale – è il succo del succo, una formula ancora più concentrata delle ultime riflessioni di un vecchio che, poche settimane prima di morire, riafferma dinanzi ai limiti e alle vulnerabilità di cui tutti soffriamo come sia possibile “fare una vita, una vera vita, una vita in cui sei tu, un vita in cui ti riconosci”.»

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Stati della Poesia

Chi siamo: Siamo un gruppo di scrittori e critici che promuove e organizza occasioni pubbliche di lettura e discussione sulla poesia, le scritture di ricerca, la letteratura in generale.

La nostra esperienza individuale e comune ci ha portato a realizzare negli anni numerosi eventi (in Italia ed anche all’estero) che hanno consolidato (pur nelle reciproche differenze) la volontà di proseguire un progetto sempre più definito e ricco.

Evento: STATI COMPLEMENTARI DELLA POESIA è ospitato da Incontri Festival 2020 – Orizzonte multiplo, progetto vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022 e curato da MRF5 srl.

Il primo evento (2020) è fissato per sabato 12 e domenica 13 dicembre, su StreamYard e in contemporanea sul sito https://statidellapoesia.it, sulla pagina https://www.facebook.com/statidellapoesia/, e sul canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCLjSD5KCVcYx74ailWJUjfw

Nei due pomeriggi si ascolteranno alcuni poeti della generazione dei nati fra gli anni Ottanta e Novanta (in rapporto con la generazione nata fra i Sessanta e i Settanta ovvero i quaranta-cinquantenni).

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ESERCIZI DI LETTURA: Leibniz, Kant e il rapporto della filosofia con le scienze e l’evoluzionismo secondo Ernst Cassirer

Ernst Cassirer, Kant e la biologia moderna e altri scritti, a cura di Riccardo De Biase, Marchese editore, Grumo Nevano (Na), 2014.

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di Gustavo Micheletti

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Sigmund Freud sostiene che Leibniz sia stato l’ultimo uomo ad aver saputo tutto. Dopo di lui, già con l’Enciclopedia divenne chiaro che lo scibile umano non potesse più essere padroneggiato da una mente sola. La filosofia, che fino a quel momento era stata una sorta di coordinatrice generale di tutte le attività di ricerca nei campi più disparati, perse questa funzione. La “vecchia metafisica” – come la chiama Hegel – che aveva svolto quella funzione più di ogni altra sua componente e che per Cartesio ne costituiva il fusto centrale, venne da Kant relegata nell’alveo delle attività pseudoscientifiche, buona tutt’al più a mostrare l’aspirazione legittima e profonda dell’anima umana a conseguire un sapere assoluto e incondizionato. Da questo punto in poi, il rapporto tra la filosofia e le scienze particolari sarà sempre più problematico e incerto.

Con Kant, la filosofia si emancipa definitivamente dalla teologia: se infatti una volta si poteva eventualmente “convenire con l’orgogliosa pretesa della facoltà teologica di considerare quella filosofica la sua ancella”, dopo Kant è rimasta aperta la questione se “l’ancella precedesse la sua graziosa signora con la fiaccola o le reggesse lo strascico”. Ma nel secolo dei lumi, secondo Ernst Cassirer, non solo la filosofia si emancipa definitivamente dalla teologia, ma si trova anche a dover ripensare radicalmente le proprie relazioni con le altre scienze particolari.

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Carlo Manzoni, “Ti spacco il muso, bimba”

Carlo Manzoni, “Ti spacco il muso, bimba”

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di Francesco Sasso

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Vi segnalo una vecchia scoperta, uno scrittore che non si pubblica più: Carlo Manzoni (1909-1975). Scrittore italiano, autore di opere teatrali, racconti e romanzi come Brava gente (1940), Giochi di società (1953), 50 scontri col signor Veneranda (1966) e Ti spacco il muso, bimba (1961).

Ho appena letto Ti spacco il muso, bimba nell’edizione del 1961 e mi sono divertito. In questo romanzo Manzoni ha saputo raccontare una storia gialla, con un umorismo di volta in volta ironico, surreale e parodistico. In libreria trovate il volume pubblicato da Sensoinverso Edizioni. Purtroppo non troverete altri titoli di Manzoni.

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“Litterateur Redefining rw” … l’artista Cuttone

Litterateur Redefining rw” … l’artista Cuttone

incontro traduzione dialoghi

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di Antonino Contiliano

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A poca distanza della pubblicazione di “Litterateur Redefining World” (Ottobre/2020), la rivista che ha portato l’artista siciliano Giacomo Cuttone “fra gli altri” con l’opera pittorica “L’enigma della mano” in prima pagina, Shajil Anthru (scrittore e poeta indiano) ritorna a parlane. E ancora una volta lo fa con il linguaggio della traduzione. La lingua adottata è l’inglese. L’espresso è leggibile su https://www.litterateurrw.com/blog.

Oggetto della traduzione è la nostra nota divulgativa “L’artista G. Cuttone in India- Non solo “tra” noi”. È l’articolo che diffondeva la notizia non solo “tra noi”. Il noi che leggeva e legge https://itacanotizie.it, https://retroguardia2.wordpress.com, http://mazaracult.blogspot.com/; https://www.tp24.it/.

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RETROTECA: Milo De Angelis parla del “De rerum natura” di Lucrezio

Serata a cura di Milo De Angelis

Milo De Angelis parla del De rerum natura di Lucrezio e presenta alcune sue nuove traduzioni. Letture di Viviana Nicodemo.

Tutti noi ricordiamo per memoria scolastica le formidabili scene in cui la natura di Lucrezio su manifesta in tutta la sua catastrofica potenza: voragini, incendi, uragani, terremoti, forza immense che sovrastano l’uomo e lo schiacciano, povera canna al vento. Ma il De rerum natura è anche un’opera in cui l’uomo viene scrutato in ogni suo aspetto, con affondi mirabili nelle zone più buie e drammatiche della sua vita interiore, come vediamo nelle pagine dedicate all’amore, tra le più crudeli che siano mai state scritte su questo tema grandioso.

FONTE: https://youtu.be/UDjy-nYUflM


RETROTECA youtube: http://www.youtube.com/user/retroguardia

 

Appuntamenti de “L’officina della traduzione”

Proseguono gli appuntamenti dell’iniziativa “L’Officina della traduzione”.  Il prossimo giovedì 3 dicembre alle ore 17,30 sarà Valerio Nardoni  ad intervenire sul tema:

Tradurre, o meglio, ritradurre Cervantes.

Introduce e coordina Maria Rita Digilio

Sarà possibile partecipare all’appuntamento del 5 novembre collegandosi tramite google meet al seguente indirizzo: https://meet.google.com/vqb-zqih-nbf

Di seguito il calendario completo degli incontri:

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3 Dicembre 2020, ore 21.00: Extrema ratio, terza serie. Per Carlo Bordini

PER  CARLO  BORDINI
CON ANDREA CORTELLESSA, GUIDO MAZZONI, GILDA  POLICASTRO, FRANCESCA SANTUCCI, GIANLUIGI SIMONETTI.
COORDINA NICCOLÒ SCAFFAI

Il Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne dell’Università di Siena ha il piacere di presentare il terzo ciclo di dialoghi e lezioni serali Extrema ratio, realizzato con la collaborazione del Centro AMA – Antropologia del Mondo Antico e del Centro Franco Fortini.

Seguiranno Eva Cantarella, Carlo Ginzburg, Claudio Giunta, Gianluigi Simonetti e un dialogo sul grande poeta Carlo Bordini, scomparso di recente.

Per partecipare è possibile collegarsi alla stanza virtuale Webex, accessibile dalle ore 20.50. Si può entrare direttamente con il link “accedi dal browser”, oppure scaricando l’applicazione Webex. Sarà trasmessa anche una diretta streaming sul canale YouTube del dipartimento

Fonte: Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne (unisi.it)

G. Cuttone e A. Contiliano su Litterateur RW

[L’artista indiano Shajil Anthru (Lietter. RW), che ha pubblicato G. Cuttone (L’enigma della mano), ha tradotto e pubblicato qui l’articolo scritto da Antonino Contiliano e pubblicato da Retroguardia 3.0, tp24 e Itacanotizie. (f.s.)]

Italian electronic notebook of literary criticism RETROGUARDIA 3.0 , Itacanotizie and Tp24 published and appreciated Litterateur Redefining World – the magazine from Kerala, India for featuring and honoring Giacomo Cuttone as the Doue of the month.

The artist G. Cuttone in India. Not just “between” us -Antonino Contiliano-
Not only between us (neighbors) but “between” us and others (even far away), the pictorial instances of Giacomo Cuttone’s canvases, like ferried sails (in terms of common semio-cultural and political transduction), arrive between the pages of Indian magazine “Litterateur Redefining world / October 2020” and return to their homeland, the Mediterranean routes. Redefine the world – “Redefining world” – in fact it is the common idea that the voice and letter of “Litterateur” (by the writer and publisher Shajil Anthru, Trivandrum Kerala – India) and the signs and semiosphere of the researches and expressions of painting by Giacomo Cuttone intend to translate and carry on in a historical reality which is completely different for shared purposes and ends.

Continua a leggere su litterateurrw.com

Domenico Scarpa, “Italo Calvino”

Domenico Scarpa, Italo Calvino, 1999, Bruno Mondadori, Milano

“Racconto biografico su un grande artigiano della lingua, fantasioso e multiforme narratore di storie e di idee, testimone della pienezza intellettuale del suo tempo”.

Il saggio è fuori catalogo, ma disponibile qui

Altre monografie su Italo Calvino: Francesca Serra, Calvino (Salerno); Claudio Milanini, L’utopia discontinua. Saggio su Italo Calvino (Garzanti); Mario Barenghi, Calvino (Il Mulino).

f.s

Gruppo ‘93

a cura di Francesco Sasso

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Giovanni Boine scrive: «Non v’è altro eterno che l’attimo». E da qui, attraverso percorsi e pensieri personali, son giunto a riflettere sul Gruppo ‘93. Da tempo mi riprometto di approfondire il dibattito aperto nel 1984 e proseguito con le «Tesi di Lecce». Lo farò, spero, forse. Intanto di seguito una breve e non esaustiva bibliografia sulla questione:

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RETROTECA: Géza Szőcs, poeta della rivoluzione – in memoriam

Serata a cura di a cura di Tomaso Kemeny

Il poeta ungherese Géza Szőcs è scomparso lo scorso 5 novembre all’età di 67 anni. È stato spesso in Italia, dove ha partecipato anche alle imprese mitomoderniste capitanate dall’amico Tomaso Kemeny, come l’occupazione nel 2011 del leopardiano colle dell’Infinito. Un’imponente antologia di suoi testi è stata pubblicata nel 2017 per i tipi di Jacabook “Né l’esistenza né la scala”. A una settimana dalla dipartita delle sue spoglie mortali, ma non della sua voce, lo ricordano leggendo alcuni suoi testi Tomaso Kemeny e Amos Mattio

FONTE: https://youtu.be/u00wXY7qk-0


RETROTECA youtube: http://www.youtube.com/user/retroguardia

 

IL NUDO E IL MORTO

IL NUDO E IL MORTO

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di Tommaso Pincio

Norman Mailer è morto il 10 novembre 2007 per un’insufficienza renale. Aveva vissuto a lungo e intensamente. Molto intensamente. Così intensamente che dovrà passarne, di tempo, perché il suo lascito venga riconsiderato in sé e per sé. Troppo ingombrante, per non dire sconcertante, è infatti l’ombra gettata dall’uomo sull’opera. Nei suoi ottantaquattro anni di vita Norman Mailer ha pubblicato una trentina di libri. Romanzi, biografie, reportage, saggi, pamphlet, testi di ogni genere. La frenetica attività di scrittore non gli ha tuttavia impedito di sposarsi due volte, pugnalare la seconda moglie, mettere al mondo nove figli, adottarne uno, sfidare un campione di pugilato, fondare il «Village Voice», conquistare fama di accanito bevitore di whiskey e fumatore di marijuana, dirigere film, diventare un «esistenzialista senza leggere Sartre» e un «simpatizzante del marxismo senza leggere Marx», mettersi alla testa di marce pacifiste, correre due volte per la carica di sindaco di New York, battersi per la scarcerazione di un omicida che tornò a uccidere poche settimane dopo essere uscito di galera, schierarsi contro il movimento per la liberazione delle donne. Essere scrittore, insomma, non gli ha impedito di essere Norman Mailer.

Continua a leggere il saggio su tommasopincio.net

La lotta di classe in lockdown. L’iocrazia dei padroni: Comunismo linea di fuga fluente (parte IV)

Comunismo linea di fuga fluente

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di Antonino Contiliano

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Se oggi l’attività lavorativa si deve confrontare anche con il tribunale delle macchine intelligenti (learning machine, i cervelli elettronici che hanno incorporato la potenza creativa e produttiva della forza-lavoro umana automatizzandola), non per questo si deve rimanere inerti e immobilizzati negli ordini del padrone dei capitali finanziari. Si devono sperimentare delle linee di fuga come azioni conflittuali e di rottura accendendo focolai di micro-poteri antagonisti in ogni punto delle fortezze. Lo stesso potere dominante non è più padrone assoluto della complessità delle variabili globalizzanti. La governabilità, dipendente dalla stessa innovazione tecnologia diffusa, è condizionata dal disequilibrio fra gli interessi e le strategie variegati delle grandi forze internazionali dell’economia finanziarizzata e in competizione tra loro stesse; un movimento che rimane sempre in preda anche all’imprevedibilità degli effetti ambientali e delle diverse passioni collettive messi moto. Si deve divenire-conflitto. Maturare una soggettivazione della “molteplicità” di contro-tendenza flessibile per rimuovere il feticistico “stato di cose presenti” rilanciando in modo diverso i processi della rivoluzione comunista (piuttosto che pensare, dire e fare come se il capitalismo e le sue forme risultassero inamovibili). Perché una nuova rivoluzione comunista democratica è possibile, se la democrazia comunista è costruenda a partire dalla sua semantica di termine fluente e “vuoto” (non la parola d’ordine di un partito centralizzato) via via da concretizzare nella contingenza degli eventi storici e materiali e con passione poetica non secondaria. Le passioni sono un corto circuito di passività e reattività senza scarti ed eccessi. La rivoluzione comunista è un ‘evento’, una virtualità attualizzabile quale estrazione dalla contingenza ineliminabile delle cose, e per questo soggetta (in senso positivo e negativo) a una congiunzione disgiunta di fattori eterogeni ed esposti ai colpi della “fortuna” o del caso (come ricordava N. Machiavelli).

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La lotta di classe in lockdown. L’iocrazia dei padroni: No al lockdown pastorale (parte III)

No al lockdown pastorale

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di Antonino Contiliano

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Ma si potrebbe dire che il fenomeno dell’iocrazia capitalista e dei padroni, senza considerare l’isteria consumistica e le presunte cure dell’amministrazione paternalistica, non è meno intrattenimento infantilizzante e prodigo di azioni pastorali. Di questo XXI secolo, almeno per i primi suoi tre decenni, non si può dire di certo che l’umanità abbia perso i suoi pastori, se il mondo, raccontato dai media elettronificati, è quello del perpetuo intrattenimento ludico e della chiacchera fine a sé stessa. Il mondo delle immagini digitali che, integrate con il piccolo schermo della tv, a milioni di individui sodomizzati, fornisco fantasmi senza immagini riflesse. Simulacri che scivolano su altre immagini-simulacro. Immagini senza corpi reali, quelli della virtualizzazione capitalistica che dematerializza la concretezza storica delle cose con la figurazione astratta e una fantasmagoria erotizzante fabbricata ad hoc, ma fuorviante. Il gioco di azioni e passioni di simulacri manovrato con joystick di classe e poteri transnazionali deresponsabilizzanti e devianti.

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La lotta di classe in lockdown. L’iocrazia dei padroni: Il godimento del plusvalore capitalistico (parte II)

Il godimento del plusvalore capitalistico

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di Antonino Contiliano

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E il plus-valore come godimento ripetitivo, nell’iterazione dei meccanismi del valore ciclico dell’economia capitalistica, viene usato come “astuzia”. Un’astuzia, questa, però diversa dalle astuzie individuate da Bertol Brecht. Un’astuzia cioè di tipo “pulsionale” o attinente alle relazioni inconsce e consce della psiche dell’animale umano, e strutturante sia il linguaggio socio-individuale tout court che le forze economiche e politiche.

Già Karl Marx (per non andare a Platone e Aristotele…) scriveva che è un’assurdità pensare «al formarsi di una lingua senza che esistano individui che vivano e parlino insieme. […] La produzione in generale è un’astrazione, […] che, astraendo (corsivo nostro) l’elemento comune, lo fissa e ci risparmia una ripetizione. Tuttavia questo elemento generale, ovvero l’elemento comune […] è esso stesso qualcosa di complessamente articolato, che si dirama in differenti determinazioni. Di queste, alcune appartengono a tutte le epoche; altre sono comuni solo ad alcune. […] Senza di esse sarà inconcepibile qualsiasi produzione; salvo che, se le lingue più sviluppate hanno leggi e determinazioni comuni con quelle meno sviluppate, allora bisogna isolare proprio ciò che costituisce il loro sviluppo, ossia la differenza da questo elemento generale, mentre le determinazioni che valgono per la produzione in generale devono essere isolate proprio affinché per l’unità – che deriva già dal fatto che il soggetto, l’umanità, e l’oggetto, la natura, sono i medesimi – non venga poi dimenticata la diversità essenziale»1. Ma le diversità (espunte dall’astrazione), in funzione di parti escluse, vengono dimenticate o manipolate per dimostrare l’eternità e l’armonia dei rapporti sociali e politici esistenti e di potere.

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La lotta di classe in lockdown. L’iocrazia dei padroni (parte I)

La lotta di classe in lockdown. L’iocrazia dei padroni

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di Antonino Contiliano

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Nel mondo della produzione e della divisione capitalistico-sociale del lavoro e del suo governo politico-sociale, non di rado il termine populista – letto come se fosse una qualità ‘generale’ a sé stante – è utilizzato per sminuire l’avversario politico e svalorizzare le stesse istanze popolari di cui si fa portavoce. Il termine diventa un capo di accusa, o il trascinarsi di una pura astrazione generale ideologica e propagandistica. Si lascia cadere l’intreccio relazionale che la parola, invece, intrattiene con quella di popolo, popolazione, plebe. Ma i nomi generali sono astrattezze linguistico-logiche elaborate sacrificando la concretezza e la contingenza delle cose e, in un contesto come quello odierno dell’ipercapitalismo tecnologico, non tutti (individui, gruppi, classi sociali) per interessi e bisogni soffrono però degli stessi limiti richiesti dalle definizioni generali.

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Rossocorpolingua

Editoriale
Due parole di benvenuto nella nostra rivista on line, rivista che già nel nome, oltre ad evocare uno dei testi più belli di Elio Pagliarani, edito nel 1977 dalla Cooperativa scrittori, poi compreso all’interno della Ballata di Rudi (prima ed. 1995 per Marsilio) sottintende un ambito ben preciso di ricerca poetica: studi e saggi ben radicati nel terreno storico (rubriche archivi, bibliografie, biografie), per una poesia e forme artistiche nelle quali scorra il sangue della valenza emotiva e morale (rubriche saggi e recensioni) e linguistica (rubrica traduzioni).
Il richiamo a Periodo Ipotetico, citato per immagine nella nostra testata, tiene la bussola rivolta verso quel forse dubitativo ed irrequieto che costituisce, credo, il nutrimento indispensabile per ogni crescita intellettuale e verso quella fusione di ambiti e i linguaggi tanto più importante oggi fra le sollecitazioni ed il continuo transito di mezzi, lingue, culture, fenomeno migratorio, e non solo di uomini, indotto dal pensiero e dall’economia digitale.
Poiché “il nostro daffare al momento/ è saltare, saltare, saltare/ sennò sulla coda ci mettono il sale” saltiamo su questa nuova ipotesi, radicati nel terreno concreto dei contesti e delle testimonianze, avendo come unica certezza quella della eticità della scrittura.
Maria Concetta Petrollo Pagliarani

Qui il sito della rivista Rossocorpolingua

Qui la presentazione video della rivista Rossocorpolingua e una riflessione sull’editoria indipendente

Qui l’indice delle pubblicazioni della rivista on line

(f.s.)

Seminario Annuale di Poesia Contemporanea | Seconda Edizione | 17-18 NOVEMBRE 2020

Il 17 e 18 novembre 2020 si terrà, via Microsoft Teams con accesso libero, la seconda edizione del Seminario Annuale di Poesia Contemporanea, organizzato dal Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Perugia, in collaborazione con l’Università IULM di Milano, presso cui si svolse la prima edizione (8-9-10 maggio 2019). Il comitato scientifico è composto da Maria Borio, Lorenzo Cardilli, Stefano Ghidinelli, Paolo Giovannetti, Stefano Giovannuzzi, numerosissimi e di varie generazioni i critici che interverranno. A seguire la descrizione dell’iniziativa, la locandina con il programma completo e il link a cui connettersi per la diretta.

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Idea di un portale popolare Manzoni Online. Nuove prospettive per la ricerca

Il convegno sarà accessibile online sulla piattaforma Zoom: https://unil.zoom.us/s/9469623765.

Lunedì 16 novembre 2020 dalle ore 9:30

Biblioteca Nazionale Braidense, Sala Teresiana
h. 9.30 Mariella Goffredo, Biblioteca Nazionale Braidense (Milano)
Manzoni tra città e campagna

Presiede Claudio Vela, Università di Pavia

h. 10:00
Giulia Raboni, Università di Parma
Accidenti manzoniani

h. 10:20
Simone Albonico, Université de Lausanne
Manzoni (vita e opere)

h. 10:40
Giorgio Panizza, Università di Pavia
Dire e non dire: Manzoni e le sue opere

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RETROTECA: Zanzotto 99 – Poetry and the city

La III edizione di “Poetry and the city” è dedicata ad Andrea Zanzotto, alla vigilia dei cent’anni dalla nascita del poeta di Pieve di Soligo, nell’appuntamento dal titolo “Zanzotto-99”. A ricordarlo con la lettura di alcune sue poesie Nicola Gardini, Vivian Lamarque, Vittorio Lingiardi e Patrizia Valduga. Sono previsti gli interventi di Marzio Breda e Giovanni Zanzotto, un saluto della famiglia del poeta e delle organizzatrici di Poetry, Cristina Battocletti e Giuseppina Manin. Purtroppo, a causa dell’emergenza Covid, è rimandato all’anno prossimo l’incontro alla BAM, Biblioteca degli alberi, dove sarebbe stato proclamato il vincitore del concorso dedicato al tema di Bookcity, Terra nostra.

Regia e riprese video originali (©) di Alvise Tedesco Fotografie a 3’20, 46’25, 48’50, 48’58, gentile concessione Graziano Arici Fotografie a 7’36, 45’45, 49’04, gentile concessione Vincenzo Cottinelli Fotografie a 17’03, 17’19, 17’38, 44’05, 45’22, 45’36, 45’41, 46’03, 46’11, 46’15, 46’36, 46’41, 46’51, 47’05, da archivio Giovanni Zanzotto Fotografia a 43’56 gentile concessione Danilo de Marco (Che ho dimenticato di ringraziare. Lo faccio ora) Fotografia a 46’33 gentile concessione Paolo Steffan (Creative commons licence)

FONTE: https://youtu.be/LCv-B5-hEfM


RETROTECA youtube: http://www.youtube.com/user/retroguardia

26^ edizione del concorso Campiello Giovani

Non ho mai partecipato ad un concorso letterario perché sono refrattario a tutto ciò che ha una pur tenue coloritura di vanità oppure un robusto odore di consorteria. Tuttavia, a me pare che il concorso “Campiello Giovani” sia da segnalare, non fosse altro per il semplice fatto che è riservato a giovani di età compresa fra i 15 e i 22 anni residenti in Italia e all’estero.

La data di scadenza per l’invio dei racconti è l’11 gennaio 2021.

Per informazioni o chiarimenti scrivete alla segreteria del concorso al seguente indirizzo di posta elettronica giovani@premiocampiello.it oppure leggete il bando qui.

f.s.

Storie ed eventi storici n.6: Il viaggio e la narrazione del viaggio

a cura di Francesco Sasso

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Ha scritto Italo Calvino che “Il luogo è lo scenario del pensiero” (Mondo scritto e mondo non scritto, 2002). Tale affermazione significa che tutto ciò che pensiamo lo pensiamo localizzato da qualche parte, collocato in una dimensione spaziale più o meno riconoscibile, insomma situato geograficamente. Per questo la dimensione geografica, ancor prima di farsi fattore costitutivo di una specifica disciplina scientifica, è sottesa a qualunque atto cognitivo, a qualunque tentativo di comprendere e descrivere il mondo. Il viaggio e la narrazione del viaggio sono due modelli cognitivi universali in quanto il primo e più antico modo di esplorare lo spazio, cioè di tutto ciò che accade e ci sta intorno, è quella di muoversi, di andare a vedere di persona, o di farsi narrare da chi è andato a vedere quanto a visto.

Sempre Italo Calvino, che di geografia e cartografia era fervidamente appassionato, ha parlato del “viaggio come struttura narrativa” (ibidem), nel senso che l’atto di scrivere un romanzo come quello di compiere un tragitto di ricerca scientifica si basano sul “seguire un percorso dall’inizio alla fine (ibidem). Insomma, il sapere umano è per sua natura geografico anche quando non lo sa.

f.s.

Introduzione a “La Critica” di Benedetto Croce (1903)

«La Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia diretta da B. Croce», 1, 1903

Abbiamo in Italia molte riviste speciali di storia politica, di filologia, di filosofia, di arte, e, specie, di storia letteraria, talune delle quali sotto ogni rispetto ottime. Ma, dovendo ciascuna d’esse tener dietro alla copiosa produzione d’un singolo ramo di studii, ed informare i lettori su tutte le questioni e controversie minute, è naturale che non possano acconciamente soddisfare al bisogno di chi desideri un ragguaglio critico, e come una scelta, dei libri, che si vanno pubblicando, d’interesse generale. Inoltre, appunto per essere specializzate, accade che di parecchi libri, anche dei più importanti, nessuna di quelle riviste si occupi o si occupi a fondo, perché o non entrano nelle specialità già organizzate in riviste o si distendono sulle linee d’incrocio di parecchi campi di studio attigui. Cosi, per spiegarci con un esempio, se una dissertazione su un punto anche particolarissimo della biografia o dell’opera di un antico scrittore italiano troverà ora in Italia per lo meno quattro o cinque recensori competenti, critici ernunctae naris, non si può dir che la stessa sorte sarà per toccare ad un libro, poniamo, Ai storia politica contemporaii o ad un altro che concerna un argomento di letteratura o di storia straniera. Di questi, se mai, tratteranno, più o meno leggermente, le riviste pel gran pubblico; nelle quali la parte critica è di solito assai trascurata, consistendo o in annunzii editoriali di uniforme intonazione elogiativa, o in articoli complessivi e sommarii in cui la critica non ha l’agio d’esplicarsi.

Peggiore è l’inconveniente che delle riviste pel gran pubblico nasce dall’assenza di criterii fermi e di un organico sistema d’idee: onde un’anarchia e un’ineguaglianza di giudizii che le fa somigliare talvolta a botteghe di caffè, dove ciascuno si rechi a dire, o a gridare, la propria opinione od impressione.

Eppure ognuno di noi sente forte il bisogno di non perder di vista i problemi generali e d’insieme, che son tanta parte della vita degli studii, e di dedicare ad essi la stessa attenzione ed intensa cura che si adopera per le idee e i fatti speciali e particolari. 

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Antologie e manualistica scolastica

Tra le antologie : Antologia della poesia italiana , diretta da C. Segre e C. Ossola, Torino, Einaudi-Gallimard, 1997; Teatro italiano , a c. di S. D’Amico ed E. Possenti, Milano, Nuova Accademia, 1955-1956; Il teatro italiano , Torino, Einaudi, 1975-1985; Il teatro dal Medioevo all’Illuminismo, a c. di M. Scaparro, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1999; e le antologie dei Meridiani : Scrittori italiani di aforismi , a c. di G. Ruozzi, Milano, Mondadori, 1994-1996; La poesia in dialetto , a c. di F. Brevini, Milano, Mondadori, 1999; Scrittori italiani di viaggio , a c. di L. Clerici, Milano, Mondadori, 2008.

Nella manualistica scolastica (legata allo schema tradizionale della storia-antologia: Salinari-Ricci, Giudice-Bruni ecc.) un importante ruolo di rinnovamento metodologico è stato svolto da R. Ceserani L. De Federicis, Il materiale e l’immaginario , Torino, Loescher, 1978. Tra i manuali pubblicati negli ultimi anni: C. Segre e al., Testi nella storia. La letteratura italiana dalle origini al Novecento , Milano, Bruno Mondadori, 1991; G. Baldi e al., Dal testo alla storia, dalla storia al testo , Torino, Paravia, 1994; R. Luperini e al., La scrittura e l’interpretazione , Palermo, Palumbo, 1995; C. Riccardi e al., La memoria letteraria. Storia, testi e temi della letteratura italiana , Firenze, Le Monnier, 2003; G. Ferroni e al., Storia e testi della letteratura italiana , Milano, Mondadori Università, 2002; G.M. Anselmi e al., Tempi e immagini della letteratura , coordinamento di E. Raimondi, Milano, Bruno Mondadori, 2003; M. Santagata e al., Il filo rosso. Antologia e storia della letteratura italiana ed europea , Roma-Bari, Laterza, 2006; C. Bologna e al., Rosa fresca aulentissima , Torino, Loescher, 2010

GLOSSA n.3: Salvare gli esseri umani dallo stato di miseria…

Glossa 3

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a cura di Francesco Sasso

Nell’epistola XIII, scritta per accompagnare l’invio e la dedica del Paradiso a Cangrande della Scala, Dante spiega che il fine del poema è “removere viventes in hac vida de statu miserie et perducere ad statum felicitatis” (salvare gli esseri umani dallo stato di miseria e condurli alla felicità). Credo che sia una delle più belle definizioni di letteratura.

Fin dal principio, la complessità del materiale dottrinale e storico della Commedia dantesca determinarono l’esigenza di spiegare e commentare l’opera. Alcuni commenti del Trecento e Quattrocento sono in latino, ma mi stupisce il lavoro del frate minore Giovanni Bertoldi da Serravalle, il quale si spese molto nel commento e nella traduzione latina della Commedia. Un chiaro esempio di lavoro smisurato, ma inutile. Ecco un libro che non leggerò mai.

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RETROTECA: Omaggio a Emanuele Severino. L’Occidente e il Destino

Omaggio a Emanuele Severino. L’Occidente e il Destino

Intervengono: Massimo Cacciari, Carlo Sini, Emanuele Severino Antonio Gnoli (coordina)

Il Teatro Franco Parenti, mentre Adelphi sta pubblicando l’Opera omnia di Emanuele Severino (Dike è l’ultimo edito), ha organizzato una serata omaggio dedicata al pensiero del nostro più grande filosofo, dal titolo L’Occidente e il Destino per indagare il rapporto tra lo sviluppo della civiltà occidentale e la verità.

Progetto Cittadella Luna con il sostegno di Fondazione Cariplo. Video a cura di Victor Mella

RUSSIA INTERTESTUALE. CITAZIONI E RISCRITTURE IN AMBITO SLAVO su “Parole rubate” n.22

[Riceviamo e volentieri pubblichiamo (f.s.)]

Cari Amici, cari Colleghi,

Vi annuncio l’uscita del fascicolo nr. 22 di “Parole rubate. Rivista
internazionale di studi sulla citazione / Purloined Letters. An
International Journal of Quotation Studies”. In calce potete leggere
l’indice.

Chi è interessato ai problemi della citazione può proporre un contributo
scientifico indirizzandolo a me, a uno dei segretari di redazione o alla
rivista. Gli indirizzi elettronici sono indicati sul sito
(www.parolerubate.unipr.it) alla voce contatti / contact us.

Vi ricordo che la nostra rivista ha ottenuto la classificazione A da parte
dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della
Ricerca (ANVUR).

Con un cordialissimo augurio di buon lavoro e ringraziandovi per
l’attenzione,
Rinaldo Rinaldi

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George Steiner (Poadcast)

L’11 settembre 1982 va in scena a Londra “Il Processo di San Cristobal” di George Steiner – con Franco Buffoni
Repertorio

Ascolta il podcast su Rai Radio 3

– Lettura e commento di un brano Il processo di San Cristobal. Paginone, 31.03.1982, Radio3 – Archivio Rai

– Premio Ulisse Cortina per il libro Linguaggio e Silenzio, 25.01.1973 – Archivio Rai

– intervista per l’uscita del libro Grammatiche della creazione, Fahrenheit, 23.04.2003 Radio 3 – Archivio Rai

– Premio Ulisse Cortina per il libro Linguaggio e Silenzio 25.01.1973 – Archivio Rai

– Premio Mondello servizio Tg2 notte 22.11.2004 – Archivio Rai

– UNO mattina 2008 2009, intervista su I libri che non ho scritto – Archivio Rai

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Poesía contra el bloqueo

Poesía contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela, a cura di Geraldina Colotti, Gabriele Frasca, Lucidi, Argolibri, 2020, €5.00, versione ebook

L’ebook è disponibile per l’acquisto da questo sito. Verrà pubblicato ufficialmente il 2 novembre su tutti gli store online.
I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

Poesia contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela
Con muy diversas voces la poesía italiana se posiciona a favor de una postura radical contra el bloqueo económico, financiero y comercial del imperio norteamericano contra Cuba y Venezuela, mantenido y recrudecido incluso en plena emergencia sanitaria de la Covid,  simplemente porque son dos países disidentes que resisten la embestida del capital y del modelo único que se quiere imponer a escala planetaria. Las dos naciones latinoamericanas ni responden  a los parámetros del capitalismo sin salida en el que nos encontramos sumidos, y del cual por su precaria visión del ser humano como algo desechable, ahora corremos el riesgo de morir.  El encuentro con la poesía cubana y venezolana hace de este eBook, una expresión  de lo que debe ser el diálogo entre pueblos que aunque diferentes, independientemente de credos filosóficos, políticos, religiosos o ideológicos se encuentran unidos en una misma lucha por la paz,  la justicia y la preservación de la vida en la tierra, empeñados en ejercer su derecho a elegir su propio destino como pueblos, naciones y culturas.

La poesia italiana si schiera con tante voci diverse per una presa di posizione forte e radicale contro il blocco economico, mantenuto persino in piena emergenza Covid, imposto a nazioni come il Venezuela e Cuba semplicemente perché non corrispondono ai parametri del capitalismo senza scampo nel quale siamo immersi, e del quale rischiamo oramai di morire. L’incontro con la poesia cubana e quella venezuelana fa al contrario di questo eBook un esempio di quello che dovrebbe essere il dialogo fra i popoli.

I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

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Personale d’Arte figurativa di Stefano Lanuzza: 28 ottobre – 28 novembre 2020

28 ottobre – 28 novembre 2020

Personale d’Arte figurativa di Stefano Lanuzza

Galleria “La Cornice” – Lugano Via Giacometti 1, Lugano

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di Vincenzo Guarracino

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L’occhio abbagliato del tempo

Tra immagini e versi

È come un bosco strano, “senza sentieri” e senza indicazioni, pieno di anfratti e di misteri, una sorta di hypnerotomachia, di “battaglia d’amore nel sogno”, quello in cui ci immette Stefano Lanuzza (in arte, talora, Laínez = Lanuzza: dallo spagnolo Diego Laínez, successore del Loyola, 1512-1565. Cfr. Carlo Battisti – Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano. III, G. Barbèra, Firenze, 1968).

È, quello dell’artista, un viatico nell’atto di inoltrarsi nell’intrico sintattico di un “diario crittografico” e pittorico se non l’avvertimento che qui “scorrono le Furie”, come scriveva venti anni fa lo stesso autore nella sua raccolta di poesie Bosco dell’essere (2000). Perciò non giova attrezzarsi di nient’altro se non della disponibilità a ritrovarsi e viversi in una storia altra di ordinaria “crudeltà”: in un bosco di scorie e “oscure bestie”, di “marcente verde” e di “rovi e fratte scoppiate”, in cui “l’umore dell’anima deserta” esala in soffi d’inquietudine, in deliri e orrori, in tremori e deliqui…

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“I docenti e i concorsi pubblici”

I docenti e i concorsi pubblici (della dignità del lavoro e della funzione dello Stato).

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di Simone D’Alterio

Sono iniziati tra mille polemiche i concorsi per la scuola.
Dal bailamme che sta coinvolgendo lo Stato e le regioni, impegnati in un conflitto nel merito delle competenze relative ai provvedimenti sulla tutela della scuola nell’attuale situazione pandemica, emerge chiaro il dato dell’incertezza, aggravato da scelte, spesso adottate in maniera unilaterale, che non godono nemmeno del supporto della conoscenza del contesto su cui vanno ad influire.
Come spesso accade in Italia, i problemi che riguardano in generale il Paese, si acutizzano e trovano nuove declinazioni quando si parla di Meridione. Riassumendo la situazione attuale potremmo parafrasare una citazione celebre: quando si fa un concorso al sud si piange due volte, la prima perché non ci sono posti disponibili, la seconda perché i concorsi vengono dislocati in luoghi collegati poco e male.
Per rendere l’idea della situazione effettiva, a titolo meramente esemplificativo di una situazione comune, potremmo analizzare la condizione di un docente specializzato sul sostegno nella Scuola secondaria superiore, a cui aggiungeremo poi ulteriori livelli di difficoltà, attribuendogli la condizione “deficitaria” di essere residente in una regione del Meridione, che potrebbe essere, ad esempio, la Campania.

Continua a leggere su Il primo amore

I situazionisti (Poadcast)

Il 28 luglio 1957, nel retrobottega di un bar di Cosio d’Arroscia, in provincia di Imperia, un gruppo di artisti e letterati fonda l’Internazionale situazionista – con Massimiliano Panarari
Repertorio

Ascolta il podcast su Rai Radio 3

– Frammento da Viva Dada. La nascita del dadaismo, RAI5 – Archivio Rai

– servizio sulla mostra  alla GAM di Torino che nel 2007 espone il ciclo pittorico de La Gibigianna  di Pinot Gallizio, uno dei fondatori dell’Internazionale Situazionista, dal TGR Piemonte, 20/3/2007 – Archivio Rai

– Frammento di un discorso di Debord dalla mostra “Guy Debord, un art de la guerre”, che ha avuto luogo dal 27 marzo al 13 luglio 2013 alla Bibliothèque nationale de France | François-Mitterrand / Grande Galerie

– frammenti da “La società dello spettacolo” letti da Guy Debord

– frammento dal film The dreamers, diretto da Bernardo Bertolucci, 2003

– Debord, La rivolta del maggio 68, Archivi INA

– Enrico Ghezzi intervistato in occasione dei 10 anni dalla nascita di Blob, TG3 Cultura, 22/12/1999 – Archivio Rai

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“Italiano Digitale” a cura dell’Accademia della Crusca

La rivista, in formato elettronico, oltre ad ospitare saggi e articoli scientifici, raccoglie, dopo averle sottoposte a processo di valutazione, le migliori pubblicazioni comparse in Rete nel sito dell’Accademia della Crusca: schede di consulenza linguistica fornita ai lettori, schede lessicografiche dedicate alle parole più recenti dell’italiano, articoli di interesse linguistico e storico-linguistico che l’Accademia sceglie di valorizzare. Vengono qui raccolti anche i Temi del mese, che portano il parere dell’Accademia su questioni di attualità. Lo scopo di “Italiano digitale” è quello di fornire a tutti gli interessati, nella veste della rivista in formato PDF, un accesso ai contributi scientifici della Crusca. Ogni numero è poi corredato di una sintesi delle attività e delle iniziative più significative che hanno visto coinvolti l’Accademia e i suoi membri.

QUI il pdf del numero XIII, 2020/2 (aprile-giugno), ISSN: 2532-9006, 30 giu 2020, pag.185

Qui Archivio fascicoli

FONTE: https://id.accademiadellacrusca.org/

Hai Zi, “Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989”

Hai Zi, Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989, a cura di Francesco De Luca, Del Vecchio Editore 2019, € 16,50

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di Francesco Sasso

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Prima di iniziare la mia breve analisi delle poesie di Hai Zi, devo fare i complimenti all’editore. L’impaginazione, la copertina, il frontespizio, l’immagine del poeta all’interno del libro, la mappa finale: l’oggetto libro è di rara bellezza.

Chi è Hai Zi? Il 26 marzo 1989 il poeta Hai Zi si uccide facendosi travolgere da un treno. Ragazzo prodigio, a soli quindici anni viene ammesso alla più prestigiosa università cinese, a diciannove anni inizia ad insegnare. Solitario, spirito semplice, conduce una vita da eremita. Ama scrivere di notte e perdersi nella natura di una Cina ancora rurale. Scrive tanto in pochi anni, soffre per amore e si dedica interamente alla poesia. Vien voglia di abbracciarlo e dirsi suo amico. Hai Zi cresce negli anni della Rivoluzione culturale e muore a pochi giorni dal massacro di Piazza Tian’an men.

In mare: «Tutti i giorni son giorni in mare/  povero pescatore/ grumi di carne come una fune maldestra/ lanciato sulle onde/ vuole afferrare terre lontane/ oggetti luminosi/ anche solo i finti sorrisi del sole/ ma afferra solo assi di legno marce:/ capanne, barche e bare/ dorsi di pesci migrano in branchi/ senza fine e senza inizio/ della giovinezza solo si può dire/ quanto sia fragile». (pag.27).

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Il Museo della lingua italiana

Luca Serianni, coordinatore della commissione per il Museo della lingua italiana, sintetizza l’impostazione del progetto

Costruire insieme il Museo della lingua italiana

Come altre lingue del mondo, circa 65, anche l’italiano – grande lingua di cultura internazionale – avrà un suo museo. Museo della lingua italiana, quindi, si chiama l’istituzione che prenderà vita, sotto l’egida del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBact), grazie all’intervento del ministro Dario Franceschini e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso i lavori della commissione nazionale che riunisce gli esponenti delle istituzioni più rappresentative e attive nel campo dello studio, valorizzazione e promozione della lingua in Italia e nel mondo: Accademia della Crusca, Accademia dei Lincei, Istituto della Enciclopedia italiana, Società Dante Alighieri, Associazione per la Storia della lingua italiana (ASLI).

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Paolo Volponi / Eugenio Montale / Nanni Balestrini

1) Massimo Colella, Cartografia del contemporaneo. Lettura di “Con testo a fronte” di Paolo Volponi (1986), in “Rivista di Studi Italiani” (Toronto), XXXVII, 2, 2019, pp. 177-207.

Qui il pdf

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2) G. CANDELA, «Come un essenziale alfabeto». L’influenza della musica nell’opera di Eugenio Montale

Questo scritto si articola in due momenti fondamentali che si concentrano in altrettanti aspetti del percorso poetico e critico dell’opera di un poeta centrale nella storia della letteratura non solo italiana, ma anche europea del secolo scorso, Eugenio Montale. Montale e la sua opera sono infatti al centro della riflessione novecentesca sulla poesia e sarà intenzione di questo scritto mettere in risalto quegli aspetti che legano il poeta italiano alle tradizioni letterarie e culturali esterne all’ambito puramente nazionale, come nel caso dell’interesse per la storia della musica e l’attenzione agli sviluppi contemporanei di questa o la ripresa di tematiche e forme poetiche della letteratura straniera, soprattutto anglosassone. La prima parte di questo scritto riguarderà principalemente la prima produzione poetica di Eugenio Montale, dalle poesie giovanili fino ad Ossi di Seppia, tenendo conto del lavoro di eminenti critici sullo stesso argomento. Qui si cercherà di dimostrare le affinità che legano il nostro poeta alle molteplici espressioni della cultura europea fin de siècle e in particolar modo alla musica di Claude Debussy, nei temi, nei motivi e nelle soluzioni espressive del reciproco linguaggio artistico. La seconda parte invece tenterà brevemente un confronto con altre voci della tradizione musicale del Novecento, alla luce delle profonde conoscenze e degli interessi teorici di Montale che emergono nei suoi scritti di critica culturale e musicale.

Qui il pdf

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3) Gian Paolo Renello, Machinae. Studi sulla poetica di Nanni Balestrini

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