Paulu Piulu di Giorgio Morale

Recensione/schizzo #10

L’estate scorsa (2007) lessi un bel romanzo: Paulu Piulu di Giorgio Morale. Promisi a me stesso di scrivere una recensione, nel mio piccolo, per quel poco che vale. Invece non sono riuscito a “tradurre” in parole il romanzo dello scrittore nativo di Avola, ma da anni trapiantato a Milano. Ciò non esclude che il sottoscritto possa riuscire nell’impresa in un futuro prossimo.

Come ho scritto [QUI], non sempre sono capace di rievocare la verità e la bellezza di un libro con le armi della critica. A dirla tutta, forse, non ci sono mai riuscito. Però si può cogliere il centro poetico di un’opera nel silenzio contemplativo e le impressioni restano sospese, astratte, intraducibili. 

Perciò, vi segnalo il romanzo di formazione di Giorgio Morale. Merita!

Le pagine di Paulu Piulu sono animate da una profonda maturità artistica. Vigile, con un linguaggio sorvegliato e severo, lo scrittore giunge a sentire l’amara consapevolezza dell’umana sofferenza in ogni vita. La sua però non è “poesia” della disperazione. Tra i ricordi idealizzati di giorni felici, egli evoca un irraggiungibile mondo di pura bellezza, invoca l’unica speranza: l’infanzia dell’uomo.

In rete trovate molte recensioni, mentre nel sito dell’editore c’è un’ampia rassegna stampa.

Infine, nel bel sito del poeta Francesco Marotta, potete leggere un estratto dal nuovo romanzo di Morale [QUI].

f.s.

 [Giorgio Morale, Paulu Piulu, Manni, 2005, pagine 171, euro 15]