Carlo Lucarelli, “L’isola dell’angelo caduto”

di Francesco Sasso

La vicenda si svolge durante il ventennio fascista. Un giovane commissario è relegato da due anni su una piccola isola italiana sperduta in mezzo al mare che, oltre ad ospitare pescatori, è utilizzata dai fascisti come Colonia Penale per oppositori e semplici delinquenti. Il romanzo si apre con la scoperta del cadavere di un miliziano fascista precipitato da un alto dirupo. Da questo momento una serie di oscure morti spingeranno l’indolente commissario ad indagare a fondo intorno alla colonia penale.

In un’atmosfera misteriosa e dal valore simbolico dei suoi elementi, i personaggi paiono ombre infernali isolati dal mondo, immersi in paesaggi selvaggi, sotto un cielo oscuro spazzato da un vento incessante. Il romanzo è ben costruito e il disegno stilistico è equilibrato ed essenziale. L’unico appunto che desidero muovere a Lucarelli è di essersi soffermato troppo sulla descrizione dei luoghi e dei personaggi, la qual cosa rallenta inutilmente il ritmo della narrazione.

 f.s.

[Carlo Lucarelli, L’isola dell’angelo caduto, Einaudi, 2001, 224 p., € 10,00] 
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