STORIA CONTEMPORANEA n.33: Il web e la critica. Giulia Iannuzzi, “L’informazione letteraria sul web. Tra critica, dibattito, impegno e amori emergenti”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

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di Giuseppe Panella

 

Il web e la critica. Giulia Iannuzzi, L’informazione letteraria sul web. Tra critica, dibattito, impegno e amori emergenti, presentazione di G. C. Ferretti, Milano, Biblion Edizioni, 2009

 Scrive Gian Carlo Ferretti nella sua Presentazione a questo volume:

«Sull’impostazione del lavoro l’Introduzione stessa porta motivazioni e chiarimenti precisi, indicando tra l’altro due nodi alternativi fondamentali: tra esaltazione e demonizzazione del web (democrazia e mercato), e tra criteri di popolarità e di autorevolezza per valutare i siti. Giulia Iannuzzi scioglie con intelligenza e concretezza questi nodi nel vivo delle analisi campioni scelti, che ne sottintendono naturalmente tanti altri, per analogia o per contrasto. Già questi sei campioni scelti offrono un variegato panorama di strutture e organizzazioni redazionali, ruoli interni e contributi dei lettori, contenuti e rubriche, formule e linguaggi, politiche di recensione e rapporti con l’editoria tradizionale. Un panorama altresì caratterizzato da interessi e sensibilità comuni, e in particolare da una consapevole partecipazione critica ai problemi civili e sociali contemporanei, con iniziative coordinate tra i siti» (p. 5).

 

Ferretti coglie certamente il cuore del problema in questa sua nota di prefazione.

Giulia Iannuzzi analizza sei blog di centrale importanza per la nascita di un modello nuovo di critica letteraria sul web (Nazione Indiana; Carmillaonline; Wu Ming Foundation; vibrisse, bollettino; Il primo amore; Lipperatura) e tenta nella sua breve Introduzione al libro una propria via interpretativa tra teoria e storia letteraria degli ultimi anni. A p. 8 scrive:

«I motivi d’interesse legati alle specificità tecniche del medium telematico sono numerosi e rilevanti: l’ambiente digitale del web rende possibile ad esempio veicolare codici diversi (documenti di testo, sonori, visivi), costruire ipertesti tramite l’uso di links (collegamenti diretti tra unità di contenuto), pubblicare istantaneamente materiali testuali e non, senza limiti quantitativi e infine offrire ai lettori spazi d’intervento e interlocuzione più o meno im-mediata. Scopo di questo lavoro è dunque stato anche verificare, almeno parzialmente, se e come vengano sfruttate queste possibilità peculiari da chi si occupa di letteratura in Internet» (p. 8).

La Iannuzzi privilegia alcuni blog collegati a personalità ritenute forti nel mondo della letteratura o della critica letteraria (Antonio Moresco e Carla Benedetti per Il primo amore, sito da cui è derivata anche una rivista cartacea; Valerio Evangelisti per Carmillaonline cui in un primo tempo era collegata una rivista cartacea, poi abolita; Wu Ming Foundation ovviamente collegata al quintetto, ora quartetto, dei Wu Ming già Luther Blissett; vibrisse, bollettino fondata e tenuta in piedi dallo scrittore padovano Giulio Mozzi; Lipperatura, creatura della scrittrice e giornalista Loredana Lipperini e Nazione Indiana che schiera ora diversi medi calibri da Franz Krauspenhauer ad Andrea Inglese a Helena Janacek a Francesco Forlani e che in passato ha ospitato i primi scritti di Roberto Saviano), trascurando forse altri tentativi gestiti a più voci come La poesia e lo spirito e Viadellebelledonne (o più piccoli come La dimora del tempo sospeso, Blanc de ta nuque o il presente RETROGUARDIA). Ma la scelta è sufficientemente esemplare per quanto riguarda attività, scontri, sinergie e rapporti presenti in opera sul web per quanto riguarda il mondo sempre agitato e combattivo della scrittura letteraria.

L’esame inizia con Nazione Indiana, testata attiva fin dal 2003 e nata dalla volontà di allargare il dibattito sorto intorno alla pubblicazione di Scrivere sul fronte occidentale (volume collettivo a cura di Antonio Moresco e Dario Voltolini, Milano, Feltrinelli, 2002) nato a sua volta da un omonimo convegno realizzato a ridosso dell’attentato terroristico dell’ 11 settembre 2001.

Continua con Carmillaonline (per distinguerla dall’omonima rivista cartacea Carmilla scomparsa nel giugno 2004) e ne mostra i diversi livelli di articolazione critica che vanno dalla letteratura fantastica in senso stretto (il titolo del blog deriva da quello di uno splendido racconto ottocentesco di Joseph Sheridan LeFanu) alla narrativa di anticipazione e horror (quest’ultima ad opera soprattutto di Danilo Arona), dal cinema alla Kulturkritik e alla politica in senso stretto. Nume tutelare del blog è Valerio Evangelisti stesso che vi pubblica spesso anche propri testi già apparsi nelle sedi più varie (in riviste, giornali o come introduzione di libri altrui).

Prosegue con la Wu Ming Foundation (collegata negli scorsi anni a un mitico gruppo detto IQuindici che aveva funzione di talent scout per giovani esordienti e non solo) : il gruppo dei “senza nome”, già Luther Blisset negli anni Novanta, utilizza il blog spesso in chiave di auto-promozione personale e di segnalazione dei propri impegni pubblici ma si prova soprattutto ad interagire con i suoi lettori, sottoponendogli propri testi in elaborazione e accogliendo e integrando in essi i loro eventuali suggerimenti, rettifiche e proposte di cambiamenti testuali.

Dopo i Wu Ming è il tempo di Il primo amore, creatura nata da una costola di Nazione Indiana e curata redazionalmente da Antonio Moresco, Carla Benedetti (docente di Storia della Letteratura Italiana a Pisa ed opinionista letteraria per “L’Espresso”), Tiziano Scarpa, Andrea Tarabba, genero di Moresco stesso, Sergio Baratto e Sergio Nelli, critico letterario e romanziere in proprio. Il primo amore alterna pezzi già usciti altrove (i testi della Benedetti per “L’Espresso”) ad articoli scritti direttamente per la testata; interviene inoltre sia sull’attualità che su questioni ormai legate alla tradizione e alla storia letteraria italiane (il caso Pasolini, ad esempio). La pubblicazione cartacea dallo stesso titolo, comunque, veicola contenuti propri e non quelli esclusivi della rivista.

Lipperatura, dovuta all’intensa e spesso furibonda attività della giornalista Loredana Lipperini, pubblica recensioni, dibattiti, polemiche furiose (e talvolta ai limiti dell’insulto) in relazione all’attività della sua fondatrice che apre però sempre le porte e ospita in maniera quasi ecumenica interventi i più disparati (anche quelli al limite dell’accusa di essere frutto dell’attività di troll dei suoi estensori).

Vibrisse, bollettino, infine, è legato al carisma personale di Giulio Mozzi che ne ha fatto una sorta di proprio marchio letterario, provando ad allargare l’esperienza del blog anche ad un’attività editoriale (ribattezzata sans papier) che presupponeva comunque oltre che la pubblicazione “virtuale” anche l’approdo finale di testi considerati significativi in cartaceo per case editrici di un certo livello.

La Iannuzzi censisce, rielabora, riassume e talvolta integra e commetta il vastissimo, enorme materiale ormai prodotto dalla rete. Il merito del suo saggio è soprattutto quello di non essersi fermata davanti alla difficoltà di catalogazione e di selezione dei testi a disposizione ma di averli saputi disporre come delle sinopie significative, in attesa di un testo più ampio e generale che ne accolga il più possibile (e che ci si augura che la stessa autrice rediga in tempi non lontani rispetto a questo).

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