Cercando un posto tranquillo per morire. Paul Auster, “Follie di Brooklyn”

 di Francesco Sasso

Nathan Glass stava “cercando un posto tranquillo per morire.” Qualcuno gli raccomandò Brooklyn. Nathan è un uomo cinico, disilluso, uscito indenne dal cancro e da un matrimonio. Ex assicuratore, decide di vivere gli ultimi anni della sua vita da pensionato a New York. Ma il caso è dietro l’angolo. E’ così che inizia il bel romanzo Follie di Brooklyn di Paul Auster.

 

Pochi giorni dopo essersi trasferito a Brooklyn, il protagonista incontra nella libreria del quartiere il nipote Tom, figlio della sorella. Di lui aveva perso ogni traccia dopo la morte della madre di Tom. Nathan e Tom iniziano a frequentarsi come due vecchi amici. Scopre così che il giovane nipote, da promettente studioso di letteratura americana, dopo un’esperienza come autista di taxi, è diventato un accidioso commesso di libreria antiquaria. Nathan chiede notizie dell’altra nipote, sorella di Tom. Quest’ultimo gli racconta che la sorella, dopo un’esperienza da pornostar e da cantante drogata, è svanita nel nulla dopo aver conosciuto un cristiano rinato.

Un bel giorno la figlia di nove anni della sorella di Tom bussa alla porta dello zio. Non spiaccica una parola. Per giorni si trincera nel silenzio. Da questo momento il lettore inizia a seguire le vicende della famiglia Glass fino alla conclusione del romanzo.
Auster imbastisce un flusso continuo di avvenimenti. Maestro della divagazione, il tono è da commedia brillante americana. Mirabile il tratteggio dell’ambiente di Brooklyn. Il tema principale del romanzo è il rapporto fra vita e scrittura (il protagonista sta scrivendo Il libro della follia umana, un repertorio di strafalcioni che gli era capitato di vivere oppure osservare nell’arco della sua vita), nonché la ricerca della felicità in questa vita (il nipote si è laureato con una tesi su “Eden immaginari: la vita della mente in America prima della guerra civile”). Però sulla vita dei protagonisti incombe la mattina dell’11 settembre.

 f.s.

[Paul Auster, Follie di Brooklyn, traduzione Marco Bocchiola, Einaudi 2005, 265 pp., €17,50]

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