Un’ideologia concepita come violenza sull’uomo e degradazione della spiritualità. Claudio Morandini, “Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafail Dvoinikov”

Claudio Morandini, Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafail Dvoinikov, Manni Editore, 2010, pp.268, € 18,00

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di Francesco Sasso

 

Durante la dittatura di Stalin, fino alla sua morte nel 1953, la musica sovietica si trovò sotto il severo controllo del partito e i musicisti dovettero aderire al realismo socialista nella scelta dei temi e del loro sviluppo musicale. Il controllo era affidato alla polizia segreta e a mediocri burocrati, spesso musicisti o compositori senza talento e gonfi di invidia nei confronti di chi possedeva estro e talento. Il romanzo Rapsodia su un solo tema. Colloqui con Rafail Dvoinikov di Claudio Morandini è foderato da quest’unico tema: la messa in scena di un periodo storico della storia russa che comportò la distruzione dell’intera generazione dei migliori musicisti e artisti russi del primo Novecento, arrestati, fucilati, mandati nei campi di lavoro da dove non tornarono o, se non svanirono nel nulla, costretti a piegarsi alle linee politiche del dittatore.

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TEORIA DELLA LETTERATURA n.16: Il punto di vista: una novità novecentesca. A cura di Giuseppe Panella

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Le lezioni di teoria della letteratura su  RETROGUARDIA sono a cura di Giuseppe Panella

Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti

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STORIA CONTEMPORANEA n.80: Romanzo di formazione. Paola Ronco, “Corpi estranei”

Romanzo di formazione. Paola Ronco, Corpi estranei, Bologna, PerdisaPop, 2009

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di Giuseppe Panella*

Corpi estranei di Paola Ronco è un romanzo di formazione – certo molto diverso da quelli che hanno scritto Joseph Conrad, Thomas Mann o James Joyce ma con una costruzione narrativa e una linearità di scrittura che la conduce alle stesse conclusioni. Come accade in ogni Bildungsroman che si rispetti, è necessario che alla fine di una determinata serie di eventi si giunga a un punto di svolta: o si finisce (in qualsiasi modo, non solo con la morte) o si cambia e si passa su un altro piano. E’ proprio quello che accade in questa opera prima pubblicata della Ronco. Tre personaggi – Mauro Cabras, un poliziotto parzialmente invalidato al servizio attivo e trasferito nell’archivio del commissariato, Silvia, un’addetta stampa precaria con un contratto a progetto che lavora in un’agenzia che si occupa di pubbliche relazioni, Alessia, una studentessa di Filosofia che si arrabatta con lavoretti saltuari – risultano legati dal filo insanguinato di una morte avvenuta durante una grande manifestazione politica a Torino.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.76: Piccola elegia, vasto disegno. Francesco Bargellini, “Il significato”

Piccola elegia, vasto disegno. Francesco Bargellini, Il significato, premessa e cura di Fabio Flego, Viareggio (Lucca), Pezzini Editore, 2009

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di Giuseppe Panella*

Un piccolo mannello di versi ma compatti e non dispersi come il loro esiguo numero potrebbe facilmente far pensare al lettore distratto – un canzoniere ristretto nello spazio degli anni e certamente riconducibile a vicende familiari, personali, soggettive e quindi, proprio per questo, universali nel tema e nel tempo…

Come scrive Fabio Flego nella sua breve Premessa al testo di Bargellini:

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Dianella Bardelli, “I pesci altruisti nascono bambini”

Dianella Bardelli, I pesci altruisti nascono bambini, Girali Editore 2011, pp.99, € 10,00

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di Francesco Sasso

 

Di questo libro in cui senti scorrere nel monocromatismo della storia, talvolta nell’aerea esilità della struttura narrativa, un angosciato anelito di libertà. La protagonista Katia decide di cambiare stile di vita. Abbandona quindi casa, marito, lavoro e si lancia in un’avventura esistenziale senza meta né progetti. Il suo programma è chiaro e semplice allo stesso tempo:

 

«La mia è una scelta ben chiara. Non so se definitiva, ma ben chiara. Vivere libera, sola e alla giornata, ecco il mio programma» (p.34).

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Aa.Vv, “C’era (quasi) una volta”

Si chiama C’era (quasi) una volta la raccolta di fiabe (o quasi-fiabe) appena uscita per la Senzapatria Editore. Il volume nasce da un’idea di Marino Magliani.

Dal sito dell’editore:

«Tutti i profitti derivanti dalla vendita saranno devoluti a NutriAid, un’organizzazione umanitaria indipendente, nata nel 1996, con sede nazionale a Torino e sedi locali in varie regioni d’Italia. NutriAid opera in Rwanda, Senegal, Madagascar e Repubblica Democratica del Congo dove costruisce, ripristina e coordina centri intensivi di lotta contro la malnutrizione infantile severa e cronica, per il trattamento del disequilibrio ponderale nei bambini. Realizza interventi sanitari attraverso la propria unità medico-scientifica inviando equipe mediche specializzate. Attua programmi di sicurezza alimentare operando in partnership con importanti istituzioni internazionali, sostiene le famiglie in progetti di sviluppo agricolo e allevamento per prevenire le ricadute ed emergere dalla fame e dalla povertà.

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STORIA CONTEMPORANEA n.79: Il mistero dell’organo di Melegnano. Gabriele Prinelli, “La mano dell’organista. Melegnano 1817”

Il mistero dell’organo di Melegnano. Gabriele Prinelli, La mano dell’organista. Melegnano 1817, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009

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di Giuseppe Panella*

 

La scena è a Melegnano, in provincia di Milano, in epoca postnapoleonica. Gaspare, un giovane artigiano specializzato nella riparazione di organi antichi trova nelle canne di quello della chiesa del paese che sta per sostituire con uno nuovo delle ossa appartenenti a una mano umana (in principio aveva pensato che fossero quelle di un piccione che vi era finito per caso e vi era morto). Dopo aver consultato il medico Federico detto il “Malsano” (per il suo aspetto fisico non dei migliori), la sua ipotesi viene confortata dalla diagnosi anatomica di quest’ultimo. Ma come erano finite quelle ossa in un luogo dove nulla avrebbero avuto a che farci? Per tutto il romanzo, Gaspare cerca la risposta a questa domanda che, alla fine, si trasformerà in una storia tra il macabro e il fiabesco, di quelle che, una volta, si raccontavano davanti al fuoco nelle lunghe e implacabili sere invernali.

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