Remainders n.5: La crudele verità, la dolce menzogna. Omero, “Iliade” e “Odissea”

La crudele verità, la dolce menzogna. Omero, Iliade e Odissea

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di Francesco Sasso

La più antica testimonianza della letteratura greca a noi pervenuta è rappresentata dai poemi omerici Iliade ed Odissea. Le due opere ci rivelano che il loro autore è connesso con tutta una tradizione letteraria e storica precedente. I poemi omerici riflettono questa civiltà, con usi, costumi, ordinamenti politici, abitudini di principi e di popolo.

È noto ai più la questione sulla effettiva esistenza di un poeta di nome Omero e sulla legittimità dell’attribuzione a lui dell’Iliade e dell’Odissea. Tale questione noi la sfioreremo appena, accennandola nelle sue linee essenziali.

Nessuna notizia, storicamente attendibile, si ha sulla figura del presunto autore Omero, i grammatici di tutti i tempi si sono ingegnati di ricavarle dal testo dei due poemi. Noi qui ne riassumiamo le diverse ipotesi:

I)                   L’autore dell’Iliade non è lo stesso che compose l’Odissea. Questa è la tesi di alcuni grammatici alessandrini (I sec. a.C.)

II)                 Omero non è mai esistito. A simile conclusione giunse, tra gli altri, il nostro G. Battista Vico (XVIII sec. d.C). Sulla base di profondi studi storici e filologici, Vico riduce Omero a puro simbolo, vedendo personificato nella sua figura lo stesso popolo greco.

III)              L’Iliade e l’Odissea non sono opera di un solo autore, ma sono il frutto dell’attività artistica di molti rapsodi anonimi.

Attualmente la critica pare aver rinunciato a stabilire qualcosa di definitivo sulla figura di Omero, giacché sono molte le riserve. Tuttavia, non si può negare che egli (o loro) sia stato un grandissimo poeta. Certo i due poemi sono diversi per i temi trattati. Sarà, perciò, utile penetrare sia pure in modo molto semplificato nei due poemi omerici.

L’Iliade è essenzialmente il poema della forza e dell’eroismo, esaltati nella figura di Achille. La nota dominante è quella della forza che ha in sé un che di religioso e divino che la giustifica e la sublima. I personaggi dell’Iliade sono sempre pronti al sacrificio di sé. È l’affermazione della forza intesa come ideale di vita, ed indirizzata alla conquista della gloria. Tuttavia, è pur vero che durante l’intero corso del poema troviamo dei passi dettati da sentimenti squisitamente delicati, per esempio il famoso incontro tra Ettore ed Andromaca o il colloquio tra Priamo ed Achille.

L’Odissea è invece ispirata da sentimenti assai diversi. La sua è una poesia che non disdegna di soffermarsi su sentimenti delicati, lasciando da parte le crude passioni dell’Iliade. I temi principali sono: il desiderio del ritorno, l’amore per la patria, la felicità di chi può godere l’intimità della casa, l’amore per la vita sedentaria. In quest’opera gli uomini desiderano ritornare alle proprie abitudini di un tempo, alla pace e alla tranquillità di una vita comune. È un tono più delicato ed umano, più vicino alla sensibilità dell’uomo d’oggi.

Achille ed Ulisse sono i protagonisti dei due poemi. Attraverso le loro figure noi vediamo svolgersi due mondi completamente diversi ed opposti: da una parte la guerra, le passioni violenti, l’amicizia, la vendetta; dall’altra la pace, il controllo dell’istinto, le peripezie. Due grandi modelli per l’occidente: da un lato Achille, il più forte, il più bello, il più generoso, il più crudele, l’ingiusto, il violento. Dall’altro lato sta Odisseo, non bello, non particolarmente valoroso, raffinato oratore, mentitore, intraprendente, paziente, accorto e audace. Odisseo è l’uomo che si adatta alle circostanze più varie, che si traveste. Da una parte la crudele verità del guerriero Achille, dall’altra la dolce menzogna di Odisseo.

Per un primo approccio ai due poemi omerici, consiglio le due versioni in prosa a cura di Maria Grazia Ciani: Omero, Iliade, Marsilio editore, 1990 poi ripubblicato nell’edizione Mondadori – I miti, 1998. Omero, Odissea, Marsilio editore, 1994 poi ripubblicato nell’edizione Mondadori – I miti, 1997.

f.s.

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