Normal Mailer, “La costa dei Barbari”

Normal Mailer, La costa dei Barbari, trad. Delfina Vezzoli, Baldini Castaldi Dalai editore, 2009, pp.277, € 19,00

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di Francesco Sasso

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Nel 1951 Normal Mailer, dopo il clamoroso successo del primo romanzo The Naked and Dead, scrisse La costa dei Barbari, romanzo che esce per la prima volta in Italia nel 1995 e riproposto nel 2009 dallo stesso editore Baldini Castaldi Dalai.

La costa dei Barbari narra l’isterismo maccarthista di un’America alla deriva.

In breve: il protagonista, Mike Lovett, reduce della Seconda Guerra Mondiale, soggetto a vuoti di memoria a causa di una ferita («Qua e là i ricordi tornano. Solo che è difficile fidarsi» (p.7)), decide di risparmiare cinquecento dollari per poi trovare una stanza a buon mercato in cui isolarsi dal mondo e scrivere un romanzo. Grazie ad un amico scrittore di teatro, il quale gli cede la sua mansarda economica in un palazzo gestito dalla prosperosa padrona di casa Guinevere, ha inizio la nuova esistenza del protagonista. Tra una seduta di scrittura e l’altra, Mike Lovett fa amicizia con la padrona di casa, con la figlia di quest’ultima, Monina, ninfa e isterica bambina; con i propri vicini di corridoio: McLeod, vetrinista in un grande magazzino e comunista ora inattivo; e Hollingsworth, misterioso agente di Wall Strettt, dongiovanni e inquisitore di McLeod. Con questi ultimi il protagonista si intrattiene in lunghe e indecifrabili conversazioni incentrate sulla politica e le idee rivoluzionarie dei comunisti. All’improvviso, nell’esistenza del protagonista entra una nuova e stravagante fittavola, Lannie, che pare vivere in un mondo tutto suo:

«Rovesciò la borsa sul pavimento, e diede un calcetto ai pochi biglietti da un dollaro che le erano rimasti.

“E dopodomani?” […] In fondo la invidiavo.

“Dopodomani… la gente mi darà da mangiare. La gente è buona, è questo che nessuno capisce”

“Chi ti darà da mangiare?”

Rise di me. “Mrs. Guinevere.”

“Ma se mi lesina persino una tazza di caffè.”

“Ma è perché non ti vuole bene, Mikey. A me vorrà bene.”

Ero esasperato. “Vuoi un po’ di soldi in prestito?”

“Lo vedi, Mikey”, disse con voce squillante, “la gente si prende cura di me”» (pp.93-94)

Durante la narrazione ci saranno colpi di scena, esplorazioni dostoevskiana dell’anima, riflessioni politiche. Normal Mailer amalgama letteratura, psicologia, sociologia, giornalismo. In questo libro rompe le barriere e le distinzioni fra generi e forme di scrittura, e il romanzo si unisce al saggio politico.

f.s.

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