Remainders n.9: Franco Fortini, “Breve secondo Novecento” & Ferdinando Camon, “Il mestiere di poeta”

Franco Fortini, Breve secondo Novecento, pref. Romano Luperini, note di Luca Lenzini, Piero Manni Editore, 1998, pp.91, Lire 18.000

 

Ferdinando Camon, Il mestiere di poeta, Garzanti Editore, 1982, pp.228, Lire 14.000

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di Francesco Sasso


Franco Fortini è stato un intellettuale impegnato anche sul terreno della critica militante. Oltre che poeta e traduttore, egli è critico acuto e attento alle ragioni del testo. Esempio di ciò sono le postille critiche di Breve secondo Novecento con cui Fortini cura di dare al lettore preziose, se pure occasionali, indicazioni su autori di primo piano del secondo Novecento.

Ecco come è nato il libro. Nel dicembre del 1983 la Radio Svizzera Italiana commissiona a Fortini 50 brevi conversazioni di ca. 3’ per una loro rubrica letteraria. Le conversazioni radiofoniche costituiscono la base di un progetto editoriale per le edizioni di Barbablù di Siena, non portato a termine per volontà del poeta. Il progetto incompiuto fu ripreso dieci anni dopo per volontà di Manni durante la malattia di Fortini. Il librò è stato pubblicato postumo nel settembre del 1996.

Il libricino è quindi apprezzabile, tenendo in considerazione che l’autore non ha potuto leggere le ultime bozze, perché più che altro richiama l’attenzione del lettore su quelle parti di alcune opere nelle quali l’autore, portato dal suo gusto di ricercatore che scruta con particolari occhiali ideologici, individua pregi e difetti. Sono particolarmente da notare i suoi giudizi negativi su Gadda, Contini e Sinisgalli. Consiglio la lettura del volumetto.

In ultima istanza, segnalo un altro volume fuori catalogo che spero si possa trovare nelle biblioteche pubbliche: Il mestiere di poeta di Ferdinando Camon.

Il poeta e scrittore Camon raccoglie in questo volume una serie di conversazioni critiche con 21 poeti italiani scelti, come scrive l’autore, “ per campioni”, «in maniera che la sequenza dei loro discorsi venga a formare quasi una “storia parlata” delle poetiche del Novecento. Le conversazioni sono state generalmente sviluppate su tre direttrici: la verifica delle precedenti dichiarazioni rilasciate dal poeta; la sua replica agli interventi della critica; le sue confessioni di uomo, le sue credenze, i suoi traumi, le sue nevrosi».

Ecco i poeti intervistati: Ungaretti, Quasimodo, Montale, Jahier, Sbarbaro, Palazzeschi, Valeri, Govoni, Betocchi, Sinisgalli, Gatto, Caproni, Luzi, Sereni, Fortini, Pasolini, Giudici, Zanzotto, Sanguineti, Pignotti, Bellezza.

Tutte le interviste sono anteriori al novembre del 1965, data in cui uscivano in volume presso l’editore Lerici, mentre l’intervista di Bellezza è del novembre del 1981 e quella di Giudici è del febbraio 1982.

f.s.

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