IL TERZO SGUARDO n.39: Un concorso pubblico di Dino Campana. Paolo Maccari, “Il poeta sotto esame”

Un concorso pubblico di Dino Campana. Paolo Maccari, Il poeta sotto esame, con due importanti inediti di Dino Campana, Firenze, Passigli, 2012

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di Giuseppe Panella*

 

 

Anche Dino Campana, il più irregolare (e forse maudit, sicuramente il più sfortunato dal punto di vista umano) tra i fin troppo “regolari” poeti italiani del Novecento, si è sottoposto a un esame statale per cercare di avere un posto di lavoro stabile come insegnante di francese.

In un eccellente reportage tra  lo storico-critico e il filologico, Paolo Maccari (interessante poeta e già studioso di Bartolo Cattafi) ha portato alla luce i compiti scritti redatti dall’autore dei Canti Orfici in occasione di un concorso bandito dal Regio Istituto di Studi Superiori di Firenze (istituzione universitaria che, all’epoca, vantava Ernesto Giacomo Parodi tra i suoi più autorevoli docenti) per l’insegnamento delle lingue straniere nei ginnasi italiani.

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.11: «In Limine» – Guido Morselli 2012

In Limine-Quaderni Letterature Viaggi Teatri, 2012

Guido Morselli

A cura di ALESSANDRO GAUDIO e FABIO PIERANGELI

[QUI] puoi scaricare e leggere i saggi in formato pdf.

Sotto l’indice di In Limine 2012 – Guido Morselli

f.s.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.99: Il vento soffia ancora… Giuseppe Iuliano, “Vento di fronda”

Il vento soffia ancora… Giuseppe Iuliano, Vento di fronda, Grottaminarda (AV), Delta 3 Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella*

 

«Soggetti plurali. Respiriamo a fatica / in un mondo usuraio / che guarda al solo profitto / e accumula talenti. // Chissà se avremo forza di semenza / e le donne voglia di parto / tra sterili convenienze, aborti / di ogni peccato? Del vero peccato. // Ci resta una terra spolpata / l’osso dei meridionalisti / la gobba di monti e piane / occhio di malizia per discariche // gli inganni della politica / gli intrighi ruffiani / premi e castighi a capriccio / come rovesci di pioggia // Monta invasiva l’orgia del potere / adesca, fascina e corrompe. // La terra è sfruttata / come corpo di prostituta / presto vecchia e rinsecchita. // Avremo solo agonia e morte ai paesi. / Anche la parola è radice sterrata / negata a voci opposte discordi / tra bocche cucite con fili / che tessono convenienze e paure. // Sono invece i figli a lasciarci / scoraggiati stanchi già prima del tempo. / Povera e senza memoria ci separa / una storia divisa da troppi rimorsi» (p. 27).

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Gualberto Alvino, “La parola verticale. Pizzuto, Consolo, Bufalino”

Gualberto Alvino, La parola verticale. Pizzuto, Consolo, Bufalino, prefazione di Pietro Trifone, Napoli, Loffredo Editore-University Press, 2012, pp. 174, € 16,80.

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di Antonino Contiliano

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Non sempre appaga lettori e critici leggere opere letterarie insolite, che sconvolgono i canali della scrittura consolidata e quelli dell’attigua comunicazione narrativa e critica orizzontale (lineare), in quanto – come scrive l’autore nella Premessa – sono irregolari e con, nel bagaglio, una variegata e complessa struttura linguistico-stilistica. Se poi l’urto avviene con la lingua liscia, semplificante e accuratamente deprivata di pieghe e “invenzione” – che la parola letteraria invece cerca, inseguendo la materia con opzioni formali tutt’altro che scontate e di facile accesso –, allora certa prosa letteraria e la parola verticale che le dà vita – geometria stilinguistica non lineare –, come scrive lo stesso Alvino, «fa saltare le sinapsi» (p. 90) e ne richiede di nuove. Qui i contenuti hanno la sostanza che la forma dell’autore ha costruito e coagulato in quel testo sicuramente particolare e non disponibile per un soggetto che non si muova con sensibilità, intelligenza e apertura all’ascolto e alla com-prensione dell’intera costruzione letterario-poetica, la quale si presenta e s’impone con un’architettura nuova e originale. Se non si sta in questo “fra”, nessuna spiegazione plausibile, o comprensione ragionata (non necessariamente seguita da un accordo) e interpretazione contestuale e attualizzante troverebbe passaggi di penetrazione praticabili (pur conflittuali) per la ricerca del senso.

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Premio speciale alla critica letteraria a Giuseppe Panella

Premio Nazionale “L’inedito” Sulle tracce del De Sanctis XI EDIZIONE

Domenica 5 agosto 2012 ore 18 – c/o il Teatro comunale di Lacedonia (Av), via M. Bianchi

Durante la serata verranno conferiti alcuni premi.

PREMIO SPECIALE ALLA CRITICA LETTERARIA a Panella Giuseppe per La scrittura memorabile. Leonardo Sciascia e la letteratura come forma di vita

Leggi la locandina della serata

f.s.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.10: Jean Valjean e altri carcerati. Carmelo Musumeci, “Gli uomini ombra e altri racconti”

Jean Valjean e altri carcerati. Carmelo Musumeci, Gli uomini ombra e altri racconti, prefazione di Alberto Laggia, con interventi di Vauro Senesi, Mauro Cevolotto e Giovanni Russo Spena, San Pietro in Cariano (VR), Gabrielli Editori, 2010

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di Giuseppe Panella*

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Forse l’ergastolo è un tema letterario molto meno frequentato, assai più trascurato di quello della pena di morte. L’ergastolo, nonostante la sua agghiacciante natura di fine pena mai, non risulta immediatamente sconvolgente come la visione degli uomini gasati, ghigliottinati, impiccati cui la letteratura (e poi il cinema) ci hanno abituati (in parte). Se la condanna per la pena di morte è quasi dovunque un dato acquisito (anche se in realtà non mancano frange di forcaioli che ne giustificano e ne esaltano l’utilizzazione e ci sono paesi in cui essa non solo non è stata abrogata ma ne viene fatto un uso intensivo), per l’ergastolo il rifiuto e il rigetto di questa pena disumana è sicuramente assai meno sentito e praticato. Come scrive Alberto Laggia nella sua Introduzione alla raccolta:

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IL PIEDE E L’ORMA (semetrale): “Di sponda in sponda” (n.5). Rivista diretta da Alfonso Cardamone.

Aa.Vv, «Il piede e l’orma: di sponda in sponda», Anno III, n.5, gennaio-giugno 2012, Pellegrini editore, pp. 222, € 20,00

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Segnalo l’uscita del nuovo numero di «Il piede e l’orma: di sponda in sponda», n.5.

Di seguito  n.5, gennaio-giugno 2012 (f.s.)

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