SPECIALE GUIDO MORSELLI n.12: Morselli, brano tagliato per rispetto agli ebrei – di Antonio Armano – «Il Fatto Quotidiano»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

Bisogna qui ricordare il principio teorico fondamentale per cui l’autore reale è estraneo alla realtà narrativa della sua creazione, il suo doppio è “l’autore implicito”. La presenza in un romanzo di personaggi intellettualmente caratterizzati da una particolare ideologia storico-politica non fa dell’autore un loro complice, né la loro ideologia coincide con quella dell’autore reale. Ho sempre ritenuto  peccato di superbia  di un “senza nome” l’aver tagliato  alcune invettive antisemite “che si trovano in due delle tre versioni manoscritte del romanzo Contro-passato prossimo ma non nell’edizione Adelphi”.  (Francesco Sasso)

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Morselli inedito e “proibito”? Nell’anno delle celebrazioni centenario – lo scrittore varesino è nato nel 1912, il 15 agosto come Stieg Larsson, altro “postumo” seppure ben più recente e popolare – la domanda sembra paradossale. Perché Morselli non vide mai nessuno dei suoi romanzi pubblicati in vita e la vita, come non ci si stanca di ripetere, se la tolse dopo l’ennesimo rifiuto editoriale, il 31 luglio del ‘ 73, poco prima di compiere 61 anni, con un colpo di Browning, nella dependance della villa di via Limido a Varese. Cioè dopo avere trovato nella posta – al ritorno da una villeggiatura in montagna con l’amica Maria Bruna Bassi – il manoscritto rifiutato di quello che è forse il suo capolavoro, Dissipatio H. G. Ma subito dopo la morte, a partire dal ‘ 74, con Roma senza Papa – testo fantateologico dove mette in scena il trasferimento del Vaticano a Zagarolo -, è iniziata la pubblicazione dei manoscritti donati dalla nipote Loredana Visconti al Centro Manoscritti dell’università di Pavia.

L’anno successivo vide la luce Contro-passato prossimo, romanzo fantastorico dove si immagina la vittoria degli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale, grazie a un tunnel ferroviario che permette agli austriaci di prendere alle spalle l’esercito italiano e arrivare fino in Val di Susa per affrontare i francesi. L’esito è il rovesciamento delle sorti belliche e la creazione della Unod (Comunità europea democratica), dominata dalla Germania. Quasi una prefigurazione della situazione attuale con Walter Rathenau al posto della Merkel, mentre in Val di Susa oggi gli austriaci dovrebbero vedersela coi no-Tav.

In una seduta dell’assemblea dell’Unod – cui assiste anche un anziano Freud « oniromante clinico » – Morselli ambienta alcune invettive antisemite che si trovano in due delle tre versioni manoscritte del romanzo ma non nell’edizione Adelphi. Lo scrittore e politico nazionalista francese Maurice Barrès – autore di diversi articoli antisemiti dove affermava tra l’altro: « Che Dreyfus abbia tradito, io lo deduco dalla sua razza » – prende la parola dopo la proposta di nominare Trotzky ministro senza portafoglio: « Non vi sembra – interloquì appena ironico, – che il genere ebreo sia rappresentato abbastanza, in cima alla neo-Federazione? Su 12 posti al Consiglio dei ministri ne avete 6. Rathenau, Blum, Goldstein, Ravà, ecc. ». E aggiunge: « Uno dei pochi sentimenti che da secoli gli Europei hanno in comune, da Varsavia a Salamanca, da Roma a Amburgo, è l’avversione per gli Ebrei ».

« Giudei al rogo! Giu-dei al rogo. Giudei al rogo!» gli fa eco Charles Maurras, scrittore nazionalista e fondatore del giornale “Action Française”, zeppo di articoli antisemiti – insomma sempre Dreyfus e dintorni. « Un Ebreo “senza portafoglio”? Beh, direi che è ottimistico. Più facile trovare un Ebreo senza il Talmud » ironizza Rathenau, ebreo lui stesso e – nella realtà storica – ministro degli esteri della Repubblica di Weimar, ucciso in un attentato terroristico di estrema destra raccontato nel libro “maledetto” I Proscritti da Ernst von Solomon. Naturalmente in Contro-passato prossimo Rathenau non perde la vita, la Germania non viene sconfitta.

Ma perché la pagina con le invettive antisemite non è stata inserita nell’edizione definitiva da Adelphi, che meritevolmente, sotto l’egida del fondatore Luciano Foà, ha pubblicato i romanzi di Morselli? Maria Antonietta Grignani, docente alla facoltà di lettere dell’università di Pavia e direttore del Centro Manoscritti, rimanda alla rivista “Autografo” (ottobre 1996). Dove le studiose Elena Borsa e Sara D’Arienzo, scrivono: « Un altro passo filologicamente intricato è quello leggibile alle pp. 249-251 dell’edizione: in quel punto Morselli aveva inserito un brano molto delicato sulla questione ebraica in Europa, che non compare assolutamente nella vulgata edita. Le ragioni di questa mancanza (a cui non dovrà per forza seguire una reintegrazione) sono ancora tutte da indagare, dal momento che un altro mutamento di trama, dalla storia compositiva del tutto simile (pp. 193-199), è stato invece accolto ».

La frase « a cui non dovrà per forza seguire una reintegrazione » sembra quasi sostenere l’opportunità di reintegrare il passo soppresso. Possiamo ipotizzare che Foà, critico e editore scomparso nel 2005, di origini ebree, abbia optato per eliminare la pagina « molto delicata »? La sua crisi con l’Adelphi si ha nel ‘ 94 con l’uscita di un libriccino di Léon Bloy, Dagli ebrei la salvezza, considerato da molti come opera antisemita, in seguito alla quale si scatenò una polemica in particolare tra Roberto Calasso e Cesare Segre.

Le invettive, del resto, sono storicamente realistiche perché Morselli, studioso e intellettuale oltre che scrittore, autore di un saggio su Proust – uno dei due libri che ha pubblicato in vita – le attribuisce a personaggi reali e notoriamente antisemiti. Un frammento realistico non certo espressione del suo punto di vista: « Sarei molto amareggiata – commenta Loredana Visconti, nipote dello scrittore – se qualche giornale facesse un titolo come “Morselli antisemita”. Non c’è niente di più lontano da quello che era mio zio ».

Valentina Fortichiari, autrice di diversi saggi su Morselli che si è di recente dimessa dal premio per romanzi inediti dedicato allo scrittore a Varese e fondato dallo scrittore Silvio Raffo, dice: « Anche Giuseppe Pontiggia e Dante Isella potrebbero avere avuto voce in capitolo nel decidere di escludere il brano ». Perché molto scottante? « O perché ritenevano che quella fosse la versione voluta da Morselli. Esiste sempre un margine d’arbitrarietà nelle scelte editoriali postume ».

Che cosa pensa dei testi del teatro di Morselli in fase di valutazione presso Adelphi? Ci sono possibilità che vengano pubblicati? « Morselli nel centenario della nascita è uno scrittore dimenticato. Dopo la fama successiva alla morte, l’interesse nei suoi confronti si è ridotto ». Adelphi ha un po ’ tirato i remi in barca? « Un editore, specie di tempi di crisi, investe su autori che considera in grado di conquistare nuovi lettori, non su chi, come Morselli, ha un pubblico di affezionati lettori. Per me è uno sbaglio, Morselli è in grado di dire molto alle nuove generazioni, oltre che a Contro-passato prossimo, penso a romanzi come Divertimento 1889. Era un autore all’avanguardia, ancora attualissimo diversamente da altri classici invecchiati. Anche per questo gli editori l’hanno rifiutato, non sapevano come e dove collocarlo ».

Linda Terziroli, curatrice di un volume epistolare morselliano Lettere ritrovate (Nuova Editrice Magenta) e ideatrice insieme a Raffo del premio, sottolinea l’apoliticità dello scrittore, affascinato da idee di sinistra filtrate dalle lezioni di Antonio Banfi, critico nei confronti del comunismo, affamato di ideali ma troppo esigente per credere fino in fondo (di antisemitismo manco a parlarne).

Saturno, 2 marzo 2012

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FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/05/quel-brano-tagliato-per-rispetto-agli-ebrei/195009/

La foto è tratta da: http://vecchiosito.bnnonline.it/images/Morselli1.jpg

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