I LIBRI DEGLI ALTRI n.41: Un campo di battaglia. Antonio Ferrero, “Classe terminale”

Antonio Ferrero, Classe terminaleUn campo di battaglia. Antonio Ferrero, Classe terminale, Marina di Massa (MS), Edizioni Clandestine, 2011

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di Giuseppe Panella

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Scrivere libri sulla scuola è ormai diventata una delle attività predilette degli insegnanti più validi e meno demotivati tra i tanti (troppi!) che rischiano di diventarlo nel caso il declino e la caduta della scuola pubblica non si arresti e si ritorni a quella qualità di un tempo da tutti nostalgicamente evocata (anche se forse anche all’epoca non erano certo mancati dubbi e lamentazioni sul loro stato mediocre e periclitante). In sostanza, sulla  scuola esiste una vera e propria “letteratura di genere” che vanta veri e propri piccoli gioielli (i primi romanzi di Domenico Starnone, ad esempio, prima della sua attuale deriva cinematografico-mainstream) o una robusta quanto ben consolidata mediatà stilistica (Un paradiso triste di Francesco Paolo Tanzj, ad esempio).

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.40: Parabole di viaggio. Paolo Carlucci, “Strade di versi”

Paolo Carlucci, Strade di versiParabole di viaggio. Paolo Carlucci, Strade di versi, Roma, L’aura di Roma Edizioni, 2011

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di Giuseppe Panella

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Scrive Eugenio Ragni nel suo lungo saggio introduttivo a questa nuova raccolta di poesie di Paolo Carlucci, provando a racchiudere in una frase il senso riposto e profondo della sua proposta :

«Antico e moderno sono compresenze in parallelo o, altre volte, contrapposte quel tanto che basta per connotare il trascorrere del tempo, ma quasi mai per confronti moraleggianti, anche dove gli accenti si fanno più caustici : la tipologia urbana mutata e i modus vivendi fatalmente diversi dall’oggi non suscitano infatti le abusate modulazioni di gemebonda nostalgia care a tanta rimeria dilettantesca, ma costituiscono la base per disegnare una suggestiva immagine in diacronia della città, dove la coesistenza di passato e presente – anzi, di un “antico presente” – compone l’originale, suggestiva fisionomia atemporale di un agglomerato urbano assolutamente unico ; cui Carlucci aggiunge di volta in volta coloriture ora bistrate d’amarezza, ora elegiacamente pastello, ora espressionisticamente graffianti : Rovine / il rumore del Tempo in città / Riaffiorano antichi / sepolcreti in periferia / il sonno dell’eternità. Tra le case grigie, infinite / i dormitori della Modernità»[1].

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.39: Antigone e il contesto della giustizia. Giorgio Fontana, “Per legge superiore”

Giorgio Fontana, Per legge superioreAntigone e il contesto della giustizia. Giorgio Fontana, Per legge superiore, Palermo, Sellerio, 2011

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di Giuseppe Panella

 

Scritto con buona evidenza sotto la suggestione della rilettura di Porte aperte di Leonardo Sciascia del 1983, questo romanzo è soprattutto una riflessione, aspra e sincera, rilevata e dura, sul rapporto tra legge e giustizia e tra forma giuridica e ricerca della verità. Un romanzo solo apparentemente giudiziario quello di Fontana che suscita, in realtà, echi più profondi di quanto il puro e semplice fait divers che racconta potrebbe suscitare ; non solo, ma l’apparente banalità dell’evento raccontato ne accentua il valore simbolico, lo scatto esistenzialmente carico di umanità e di dolore.

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.38: Ritorno al mondo nuovo. Alberto Gandini, “Il guardiano delle dune di Massenzàtica”

Alberto Gandini, Il guardiano delle dune di MassenzàticaRitorno al mondo nuovo. Alberto Gandini, Il guardiano delle dune di Massenzàtica, Firenze, Gazebo, 2012

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di Giuseppe Panella

 

Massenzàtica, in provincia di Ferrara, in realtà, più che un vero e proprio paese, è un luogo di passaggio che dal crocevia di Italba si spinge verso Mèsola dove si trova un caratteristico e vasto castello tardo-cinquecentesco che serviva come residenza estiva e di caccia per Alfonso II d’Este.

La sua caratteristica principale è quella di sorgere lungo la strada d’argine del Po che si spinge fino al porto di Goro. E’ sulle dune che si distendono tra la strada e il fiume che si svolge la maggior parte del romanzo di Gandini e che avvengono gli eventi mirabolanti e straordinari in esso narrati.

Si tratta di un romanzo fantastico, con forti coloriture fantascientifiche e distopiche, che si pone con decisione nel solco di quelle opere di anticipazione e di precorrimento di un futuro non più visto con gli occhiali rosa dell’utopia e che possono essere ricondotte come modello a capolavori del Novecento quali Il mondo nuovo (Brave New World del 1932), l’opera narrativa forse più famosa di Aldous Huxley o 1984 scritto, come è noto, nel 1948 da George Orwell.

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MULTITESTO POETICO. Noi Rebeldìa 2013 – “L’ora zero”

ora zeroProposta del soggetto collettivo e anonimo “Noi Rebeldìa 2013”:

modalità e testo poetico L’ora zero

 

Proposta

Il soggetto collettivo poetico “Noi Rebeldìa”, concluso l’esperimento We are  winning wing (“Noi Rebeldìa 2010”), il testo collettivo e anonimo messo in rete da www.retididedalus.it e poi edito da CFR, propone, per il 2013, il nuovo testo L’ora zero.

L’ora zero, lasciato in rete, è un testo di undici (11) “lasse”, ognuna delle quali è di cinque (5) versi, e opera di undici voci poetiche diverse: un soggetto collettivo plurale in azione (un “multi-ego in movimento”). L’ora zero, come è stato per We are  winning wing, è messo online su www.retididedalus.it, e proposto, come indicato più avanti, ad altri siti e blog di poesia (italiani e non italiani).

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