Zena Roncada, “Margini”

Zena Roncada, MarginiZena Roncada, Margini, Pentàgora, 2013, pp.170, € 12,00

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di Francesco Sasso

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I racconti di Margini sono storie folgoranti, miniature, quadretti. Sono storie di argini e margini, storie brevi come la vita, storie del Novecento italiano, pare un romanzo collettivo; ma pur storia non mia a guardarla fino in fondo, storia di molti del secolo scorso, storie di contadini in verità dispersi da cinquant’anni a questa parte, storie che scorrono lungo il fiume Po.

Storie che si riassumono così:

 

«Le avessero chiesto dov’era il paradiso, si sarebbe fatta il segno della croce, poi avrebbe detto Qui. Qui era una fetta di terra sfragolona. Grassa e scura. Si apriva a zampa di gallina: una strada per ogni grifa. A un crocevia di venti e di speranze» (Paradisi, p.31)

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.15: Valentina Fortichiari, “Guido Morselli lo sguardo bambino” – «La Stampa»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

Segnaliamo l’articolo Guido Morselli lo sguardo bambino di Valentina Fortichiari apparso su «La Stampa» il 10 marzo 2014

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di Valentina Fortichiari

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«Un artista non dovrebbe mai essere avulso dalla realtà», affermava già Cesare Zavattini, nelle sue vesti eteroclite di pittore, scrittore, uomo di cinema e di teatro. Guido Morselli il reale non l’ha mai perso di vista: pur senza manifestare in alcuna occasione un proprio definito orientamento politico o religioso, ha seguito con attenzione partecipe i temi a volta a volta oggetto di discussione nella società civile e, in quella culturale, soprattutto negli Anni 60 la non effimera querelle intorno alla concezione del romanzo, così come era assiduo follower dei dibattiti in radio, mezzo di comunicazione che molto amava (scrisse persino conversazioni radiofoniche). Si lasciava affascinare e tentare, anche sul piano creativo, da teatro, cinema, fotografia. Mi chiedo se Morselli, osservatore e critico sensibile pur se appartato, oggi sarebbe incline ad aperte manifestazioni di indignazione commentando la società politica contemporanea reale ovvero trasfigurandola in satira (si pensi allo stile grottesco e fantareligioso di Roma senza Papa o sentimentale nel Comunista). Sarei propensa a credere di sì.

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FONTE: http://www.lastampa.it/2014/03/10/cultura/guido-morselli-lo-sguardo-bambino-SrkLGLbkrCOQtiXvQK4dNM/pagina.html

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[SPECIALE GUIDO MORSELLI n.14] [SPECIALE GUIDO MORSELLI n.16]

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.74: Le voci del silenzio. Paolo Valesio, “La mezzanotte di Spoleto”

Paolo Valesio, La mezzanotte di SpoletoLe voci del silenzio. Paolo Valesio, La mezzanotte di Spoleto, prefazione di Alberto Bertoni, Rimini, Raffaelli Editore, 2013

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di Giuseppe Panella

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«Desiderando parola. Ogni giorno che vola, egli sente / dentro di sé un rombo premente: / son le parole che vorrebbe dire / prima che scocchi l’ora del finire, // le parole accorrenti a tutti quelli / che ha scoperto essere fratelli / e sorelle (se alcune furono amate / più d’altre, invidie e insidie son passate). // S’egli rappresentasse ad ogni uno / l’onda della vita come un dono, / riscatterebbe la sua tramontante // esistenza oscura e pesante / che non trova in se stessa più valore / se non nel tuttassurdo dell’amore»[1].
E’ il desiderio di poter parlare per dire adeguatamente ciò che prova e che gli urge dentro a spingere Valesio a scrivere la “sua” poesia e a pronunciare le “sue” parole. Per lo studioso bolognese, non si tratta qui di una questione di esercizi retorici da proporre ai suoi lettori ma di una ragione di vita da sostenere.

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Remainders n.13: Nicolò Machiavelli, “Il Principe”

Machiavelli, Principedi Francesco Sasso

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Le tristi condizioni politiche dell’Italia sul finire del secolo XV favoriscono il sorgere della scienza politica, alla quale Machiavelli legò la sua fama. Nato a Firenze nel 1469, scrisse Il Principe, opera nella quale, per usare le sue stesse parole «che cosa è principato, di quali spezie sono, com’è si acquistano, com’è si mantengono, perché si perdono». Il principe dovrà, per mantenere il potere, costituirsi prima di tutto un forte esercito, ostentare il culto della virtù, ma essere pronto a sacrificarla, se necessario, all’interesse dello Stato, essere avaro e non generoso, più spesso crudele che clemente, prudente al punto da saper anche mancare la parola data, ma conservare sempre l’apparenza della moralità: il mondo giudica solo dai risultati e se questi sono buoni passano in seconda linea i mezzi con cui si sono ottenuti.

 

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.14: Guido Morselli vs. Roland Barthes – «Il Primo Amore»

Guido Morselli, Una rivolta e altri scritti (1932-1966)[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

Segnialiamo la nota critica di Andrea Amerio a  Una rivolta e altri scritti (1932-1966) di Guido Morselli, a cura di Alessandro Gaudio e Linda Terziroli (Bietti, pagg. 350, euro 24). L’articolo è apparso su “Il Primo Amore” il  il 20 febbraio 2014

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Guido Morselli vs. Roland Barthes

di Andrea Amerio

Quando iniziai a leggere questa raccolta di articoli – cortese dono di Alessandro Gaudio, Lecturer of Italian Literature all’Università di Malta, che l’ha curata con Lina Terziroli per la collana “Archeometro” diretta da Andrea Scarabelli – avevo l’amaro in bocca.
Da poco terminata La mente prigioniera di Milosz, ero stupito di quanto un libro tanto importante fosse passato così silenzioso. Ma guarda, mi dicevo, è uscito lo stesso anno dell’invece chiassosissimo Miti d’oggi di Roland Barthes.

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FONTE: http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article1899

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[SPECIALE GUIDO MORSELLI n.13] [SPECIALE GUIDO MORSELLI n.15]

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.73: Giovani e già maledetti? Aa. Vv. “Toscani maledetti”

Aa. Vv. Toscani maledettiGiovani e già maledetti? Aa. Vv. Toscani maledetti, a cura e con un’ Introduzione di Raoul Bruni, Prato, Piano B Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Ventuno giovani scrittori under quaranta si allineano in ordine alfabetico in questo interessante volume antologico coordinato e introdotto da Raoul Bruni. Si va da Simona Baldanzi a Marco Simonelli in un’alternanza di storie più o meno lunghe (nel caso di Simonelli si riscontra  l’eccezione di un poemetto narrativo) che intendono fare il punto su una generazione di “scrittori precari” e sulle loro potenziali variabili stilistiche e diegetiche.

Nella sua buona introduzione, Bruni dichiara esplicitamente di rifarsi alle intuizioni contenute in un ormai classico (quanto ormai non troppo facilmente reperibile) volume di saggi di Carlo Dionisotti[1]:

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.72: La tentazione e la lussuria. Donatella Bisutti – Alberto Schiavi, “Tentazione (Lussuria)”

Donatella Bisutti – Alberto Schiavi, Tentazione (Lussuria)La tentazione e la lussuria. Donatella Bisutti – Alberto Schiavi, Tentazione (Lussuria), prefazione di Wolfango Testoni, Piateda (Sondrio), CFR Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Questa breve quanto intensa plaquette di versi di Donatella Bisutti, impreziosita da una serie di disegni di Albero Schiavi, si apre con una dichiarazione sentimentale dal taglio categorico, forse aspro, forse intenerito dal dolore di vivere:

«Amo il mio amore. Amo il mio amore, non te che mi assomigli / ma lui guerriero che ogni volta / vince / con un colpo ottuso. / Non astuto, né abile: / violento, illuso»[1].

L’amore è visto interamente come lotta, conflitto, forse dolore, forse violenza cieca e senza scampo, sicuramente non la métis, l’astuzia dell’antico greco Ulisse, piuttosto la rievocazione e il ricordo della pénia di Eros che, povero e irsuto, tuttavia irretisce, strazia, convince, affascina, trattiene.

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UNA JACQUERIE TRA LE PAGINE DEL LIBRO DI MARCO PALLADINI, “ATTRAVERSANDO LE BARRICATE. POESIE”

Marco Palladini, Attraversando le barricateUna jacquerie tra le pagine del libro di Marco Palladini, Attraversando le barricate. Poesie, Robin Edizioni, 2013, pp.179, € 12,00

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di Antonino Contiliano

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Attraversando le barricate è l’ultimo libro di poesie pubblicato da Marco Palladini. Il libro è edito per i tipi di Robin Edizioni, Boca (NO), 2013. I testi sono così raggruppati: SPIRITO DEL TEMPO (11 POESIE), STRETTAMENTE PERSONALE (6 POESIE), BALLANDO NEL SOTTOMONDO (17 POESIE), MusikalMusa (12 POESIE), (NO)BODY ART (12 POESIE), EROS PRO NOBIS (13 POESIE).

A lettura ultimata non spiace pensare a queste poesie di Marco Palladini, raccolte sotto il titolo Attraversando le barricate, come dei rivoltosi in assetto jacqueries. Una jacquerie che, come suggerisce il gerundio “attraversando”, è un “mentre” in azione, e ciò sia temporalmente sia spazialmente. L’attraversamento, infatti, non è solo un’azione temporale; è anche un movimento che buca i vari sbarramenti dello spazio civilizzato, quello che un certo modello di vita svitalizzata continua a porre per perpetuare se stesso e a ignominia di ogni cosa e valore alternativi. Attraversando le barricate, quelle (gli sbarramenti) che sono i pilastri del mondo del disamore e della violenza, innalzati per difendere e imporre il suo potere di classe e le devastazioni del caso, ha un soggetto agguerrito; è un collettivo che agisce come un insieme di pugili – le poesie – che mettono a segno i colpi sulle “barriere”. Allora i corpi dei caduti, implosi e colpevoli, facendo cumulo su se stessi, si elevano come le rovine di una fortezza abbattuta dalla jacquerie poetica.

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Mappe per il mondo. Conversazione con Chandra Livia Candiani, a cura di Giorgio Morale

Vorrei cominciare con un grazie, Chandra, per questo La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore: lo accolgo come uno di quei libri da portare con sé come i giovani che partivano per il fronte della Seconda Guerra Mondiale portavano nello zaino Ossi di seppia e che mostrano, a proposito delle opere dello spirito, come “le cose inutili a volte sono indispensabili” per la vita: come tu dicevi nell’epigrafe al tuo libro di ninnananne La nave di nebbia.

Mi piace un ‘libro da portare con sé’, più modestamente magari in tram verso il lavoro o verso casa, ma anche in vacanza o prima di dormire, sì. La poesia è pane, sfama e nutre il bisogno di quello che non si vede ma bussa in noi, e ci fa pulsanti e rivolti all’orizzonte. Grazie a te che leggi sempre con tanta premura e precisione la poesia.

Continua a leggere l’intervista su “Il primo amore”

I LIBRI DEGLI ALTRI n.71: La ricerca disperata della parola. Gabriele Lastrucci, “Bruciante fiore di vive”

Gabriele Lastrucci, Bruciante fiore di vivereLa ricerca disperata della parola. Gabriele Lastrucci, Bruciante fiore di vivere, Prato, Claudio Martini Editore, 2013

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di Giuseppe Panella

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Arricchito da una cospicua sezione di testi scritti a ridosso della lancinante esperienza rappresentata da La Rosa Murante e da Ora-Mai, redatti di getto nel 2012, Bruciante fiore di vivere può essere considerata come la summa dell’attuale fecondo periodo di scrittura di Gabriele Lastrucci (allo stesso modo era accaduto per Contro-verso del 2011, che pure raccoglieva tutta la produzione lirica dello scrittore realizzata fino a quel momento).

In Oltre: Luna-Park, la sezione più significativa della nuova stagione di Lastrucci, i temi topici e l’esplosione linguistica di La Rosa Murante acquistano ulteriore e più densa specificazione poetica e si trasformano in un tentativo di lettura di ciò che è riuscito ad andare oltre il muro della difficoltà di vivere (l’impossibilità, l’indecidibilità, l’angoscia e la gioia bruciante dell’esistenza) alla ricerca di una realtà che gli permetta di sbloccare una situazione di stallo quale era quella che si era prodotta con l’Ora-Mai che chiudeva l’insieme dei testi precedenti:

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ESOTERISMO E COSPIRAZIONE POLITICA NEI ROMANZI DI ROBERTO ARLT: UN CONFRONTO CON CURZIO MALAPARTE E PIER PAOLO PASOLINI (E-book). Saggio di Primo De Vecchis

roberto arltEsoterismo e cospirazione politica nei romanzi di Roberto Arlt: un confronto con Curzio Malaparte e Pier Paolo Pasolini.

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di Primo De Vecchis

 

Scarica e leggi l’intero saggio Esoterismo e cospirazione politica nei romanzi di Roberto Arlt: un confronto con Curzio Malaparte e Pier Paolo Pasolini di Primo De Vecchis in formato PDF

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Bibliografia

 

Opere di Roberto Arlt

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I Quaderni della Ricerca #07

La scuola, luogo di formazione e apprendimento, vuole dismettere i panni edulcorati dei contenuti analogici e sequenziali, per accogliere, con più entusiasmo rispetto al passato, i germi copiosi del digitale. A questo punto ci poniamo delle domande fondamentali e allo stesso tempo interessanti, considerate tali perché enfatizzano i veri nodi critici delle questioni affrontate nel nostro lavoro. La scuola italiana è pronta a fare tutto questo? E gli insegnanti, sono pronti? Ma soprattutto che cosa ne pensano?

È uscito il settimo Quaderno della Ricerca, a cura di Valeria Zagami, intitolato Fare scuola nella classe digitale – Tecnologie e didattica attiva fra teoria e pratiche d’uso innovative. Dalla quarta di copertina:
L’inserimento delle nuove tecnologie in classe mette in discussione categorie consolidate nel tempo, che restringono da sempre i campi del fare scuola a strumenti e luoghi prestabiliti, come la classe, il libro e la cattedra. Riconoscere il valore aggiunto offerto dalle tecnologie digitali induce a riformulare il senso di questo fare scuola e porta in evidenza un potenziale strategico costituito da risorse didattiche che possono avere anche effetti dirompenti su una tradizione radicata e spesso restia ad accogliere le istanze di cambiamento. I risultati della ricerca oggetto del presente Quaderno, condotta sul campo della scuola reale, hanno il merito di testimoniare – anche attraverso le voci dei diretti protagonisti – casi concreti di didattica sperimentale e di classi 2.0, in particolare nei resoconti delle fortunate esperienze di MARINANDO e di “Un computer per ogni studente”. Esse offrono un importante spunto di riflessione sugli effetti e sulle opportunità di una scuola che sia concretamente alternativa, soprattutto quando è supportata da setting multimediali anche molto avanzati e da operatori appassionati, disposti ad assecondare i cambiamenti. Ne emerge un paradigma educativo dalla fisionomia nuova, che rompe gli schemi; ormai da tempo e da più parti auspicato, ma non esente da critiche e riconsiderazioni. 

Sfoglia o scarica il pdf dei Quaderni della Ricerca.

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