La letteratura d’evasione (II): la nascita di nuovi generi

La letteratura d’evasione: nascita di nuovi generi.

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di Francesco Sasso

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Lo scrittore , non più mantenuto nelle corti, o da ricchi mecenati, come era accaduto ancora fino al Settecento, si mantiene attraverso la vendita dei suoi romanzi oppure esercitando il giornalismo, mentre l’attività letteraria tende a diventare una professione vera e propria.

In Inghilterra e in Francia gli editori abbassano fortemente il prezzo dei libri, stampando edizioni economiche. Inoltre si assiste alla nascita di piccole biblioteche individuali e familiari. All’interno di questi processi, le opere dotte rimangono interne a una circolazione molto ristretta, mentre i generi di successo come il romanzo hanno un mercato molto largo.

Alcuni dei romanzi più amati dai lettori di massa venivano da tradizioni antiche: le storie di cappa e spada, ambientate nel Medioevo, erano la continuazione del romanzo storico ottocentesco; in Italia, i romanzi di Salgari derivano dalla tradizione del romanzo esotico settecentesco. Molti altri generi, invece, hanno cominciato ad affermarsi proprio a partire dalla fine dell’Ottocento e godono ancora di grande fortuna.

È il caso del romanzo poliziesco che come come genere propriamente detto nacque nell’Inghilterra vittoriana della seconda metà dell’Ottocento, o del romanzo western, i cui primi esempi risalgono agli anni ottanta dell’Ottocento. È il caso dei romanzi di fantascienza: la Macchina del tempo, il romanzo di H.G. Wells, capostipite del genere, viene pubblicato la prima volta nel 1895. Al pubblico femminile si indirizzano specifiche iniziative editoriali e particolari generi letterari: per esempio in Italia il pubblico femminile era il principale lettore della scrittrice d’appendice Carolina Invernizio. Si crea infine una produzione libraria specificamente per ragazzi. Proprio in questo periodo in Italia verranno scritti due tra i libri di maggior successo: Cuore di Edmondo De Amicis e Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.

f.s.

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