RETROTECA: Serie “O dolce padre, che è quel ch’i’ odo…” Intervista con Luciano Curreri

“O dolce padre, che è quel ch’i’ odo…” Intervista di Paolo Sabbatini (IIC Bruxelles) a Luciano Curreri (ULIEGE)

Luciano Curreri presenta il suo ultimo volume “Il non memorabile verdetto dell’ingratitudine” appena uscito per i tipi di Inschibboleth. L’opera rappresenta una distopia arrischiata e originale, è un libello schietto, colto e ruvido, comico e tragico insieme. L’anti-eroe, condannato per plagio da una gravosa e non identificata azienda, ha l’unica colpa d’aver provato ad aiutare un paio di giovani impiegati della stessa. Nei limiti di una surreale e postuma condizione, un narratore improduttivo affida il racconto a una specie di manoscritto sopravvissuto come carne e carta scannerizzate da remoto e spiritico supporto. Luciano Curreri dal 2002 è ordinario di Lingua e letteratura italiana presso l’università di Liegi. Tra i suoi lavori più recenti si possono ricordare: “Volevo scrivere un’altra cosa” (Passigli 2019), “Play it again, Pinocchio” (Moretti&Vitali 2017), “Solo sei parole per Sciascia” (Euno 2015), “Mariposas de Madrid. Los narradores italianos y la guerra civil española” (PUZ 2009), “Un po’ prima della fine? Ultimi romanzi di Salgari tra novità e ripetizione” (con Foni, Sossella 2009),  “Metamorfosi della seduzione. La donna, il corpo malato, la statua in d’Annunzio e dintorni” (ETS 2008), “D’Annunzio come personaggio dell’immaginario italiano ed europeo, Una mappa” (Lang 2008), . Ha svolto attività di ricerca e collaborato con diverse università (Torino, Savoie, Grenoble, Piemonte orientale, Firenze). Cura inoltre volumi per numerose case editrici, tra le quali Einaudi.