Terra nera di Giuse Alemanno

Recensione/schizzo #25

Il romanzo di Giuse Alemanno è un piccolo gioiello narrativo. La storia è ambientata nel duro universo contadino della Puglia dell’ultimo Ottocento ed è costruita intorno al personaggio Nino, ragazzo contadino travolto dalla sua umanità brutalmente grottesca che trova modo di manifestarsi in pieno alla vigilia della morte del padre, malato e stordito dalla povertà.

Dopo aver scoperto la relazione extraconiugale di Annina, sua madre, con il proprietario terriero don Aldo Fucciano, padrone del padre “cafone”, il protagonista decide di uccide l’amante, sventrato in sacrificio come un maiale. Inizia così il viaggio di iniziazione alla vita del protagonista, fatta di ipocrisie, di parole non dette, di crudeltà e sete di potere. Altro sangue sarà versato. Sullo sfondo, gli incontri clandestini di alcuni anarchici e l’artificio della magia che trova in Zio Peppe il personaggio ‘forte’ della storia, a metà strada tra un santone laico e un imbroglione. 

Per la puntuale oggettivazione dell’ambiente rusticano; per il proposito di aderire alla psicologia contadina; per certe asciuttezze di stile; per la frequente adesione di moduli linguistici assai vicini al colore dialettale, senza eccedere; il romanzo può dirsi riuscito e coinvolgente.

I personaggi del romanzo sono creature di carne, dolorose o inquiete nella pulsione erotica, sempre un po’ ambigue e talvolta perverse nel ruolo di uomini semplici.

f.s.

[Giuse Alemanno, Terra nera, Stampa Alternativa, 2005, pp.142, € 7]
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