Diario inverso di Lucianna Argentino

Recensione/schizzo #11

Ad un anno dalla lettura di Diario inverso di Lucianna Argentino, ecco un breve resoconto per i lettori di Retroguardia.

Squisito il sentimento che mena la penna sino al fondo del libro. Le poesie di Diario inverso raccontano la paura e la solitudine che nasce da un amore infelice e dall’impossibilità di comunicare con l’amato. Del resto, la poetessa trae da un’esperienza personale, dai turbamenti e dal dolore, materia di poesia, senza eccedere in inquieti e morbosi stati d’animo, come spesso mi capita di leggere in tanta poesia contemporanea.

La raccolta è costituita da liriche di stupefacente essenzialità, dai toni levigati e vibranti, in cui il sublime e il quotidiano si mescolano disinvoltamente con improvvise escalations verso altezze metafisiche. In breve: scrittura densa d’emozioni e schietta.

f.s.

[Lucianna Argentino, Diario inverso, Manni, 2006, pagine 52, euro 8. Prefazione di Marco Guzzi]
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