SUL TAMBURO n.37: Gianluca Barbera, “La truffa come una delle belle arti”

Gianluca Barbera, La truffa come una delle belle arti, Reggio Emilia, Aliberti Gruppo Editoriale, 2016

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di Giuseppe Panella

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«A voler credere alle congiunzioni astrali il 1842 fu un anno colmo di prodigi. […] E, dulcis in fundo, il mio bisnonno Petreus, detto Pepé, stupì il mondo con l’esibizione di un esemplare di sirena ribattezzato la “Sirena delle Galàpagos”. Migliaia di persone si misero in fila per ammirarla, ignare del fatto che si trattava di un banale innesto tra la testa e il torso di uno scimpanzé e la coda di un tonno essiccato. La creatura aveva la bocca spalancata, la coda piegata verso l’alto e le braccia protese, come raggelate in uno slancio disperato. Pareva morta tra indicibili tormenti. Anni dopo Pepè avrebbe ricordato la cosa con queste parole, sputando a terra: “Era una creatura brutta e rinsecchita, di colore melmoso, lunga un metro e mezzo, ed emanava un odore nauseabondo, ti assicuro…”. L’aspetto repellente della sirena non tenne lontana la folla dei curiosi venuti da ogni parte, disposti a scucire senza batter ciglio l’esorbitante prezzo del biglietto, per nulla scoraggiati dal fetore che quell’essere rattrappito emanava» (pp. 13-14).

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