QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.93: Cantico della solitudine. Francesco Bargellini, “Dresda”

Cantico della solitudine. Francesco Bargellini, Dresda, con una premessa di Fabio Flego, Viareggio (Lucca), Pezzini Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*

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Sono il vuoto, la solitudine, l’abbandono le Muse che presiedono alle operazioni di scrittura del quinto volumetto di versi del giovane poeta di Pistoia. Anche se la disperazione sembrerebbe avvolgere la sua lirica di una sorta di funereo manto, il sentimento che la salva è, alla fine, un’ironia di grana fine che lo porta a privilegiare i momenti di riflessione amara e desolata ma sostanziale sulla sua vita e sul mondo che lo circonda. La stessa Solitudine presa come punto di partenza esistenziale viene, alla fine, personificata e trasformata in un personaggio in cerca d’autore:

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.76: Piccola elegia, vasto disegno. Francesco Bargellini, “Il significato”

Piccola elegia, vasto disegno. Francesco Bargellini, Il significato, premessa e cura di Fabio Flego, Viareggio (Lucca), Pezzini Editore, 2009

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di Giuseppe Panella*

Un piccolo mannello di versi ma compatti e non dispersi come il loro esiguo numero potrebbe facilmente far pensare al lettore distratto – un canzoniere ristretto nello spazio degli anni e certamente riconducibile a vicende familiari, personali, soggettive e quindi, proprio per questo, universali nel tema e nel tempo…

Come scrive Fabio Flego nella sua breve Premessa al testo di Bargellini:

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