Dario Bellezza a cura di Roberto Deidier

Repertorio

– la notizia della morte di Dario Bellezza diffusa dal GR3 la mattina del 31 marzo 1996 (fonte: archivio RAI)

– un frammento di un servizio giornalistico di Nevio Casadio su Dario Bellezza, trasmesso poche settimane prima della sua morte (da TV 7 del 3 marzo 1996, RAI 1 – fonte: archivio RAI)

– una sequenza dal documentario “Dario Bellezza – Amelia Rosselli” dal programma La cultura dell’occhio – Scrittori per un anno: ritratti, storie e percorsi ( RAI 1, 20 giugno 2007 – fonte: archivio RAI)

– la voce di Dario Bellezza in Vita da poeta, dal programma tv Le voci della scrittura (RAI 3, 17 dicembre 1987 – fonte: archivio RAI)

– uno stralcio da una intervista di Enzo Siciliano a Dario Bellezza sulla sua traduzione di Rimbaud, dal programma Quadernetto romano. Piccole note di cultura e teatro (RADIO 2, 27 maggio 1978 – fonte: archivio RAI)

Ascolta il podcast

Giovanni Inzerillo, “Dalla vita assassinato alla poesia. Il Canzoniere di puro disamore di Dario Bellezza,”

Giovanni Inzerillo, Dalla vita assassinato alla poesia. Il Canzoniere di puro disamore di Dario Bellezza, Franco Cesati Editore, 2019, pp.80, €10,00

_____________________________

di Francesco Sasso

.

Ad oggi di Dario Bellezza (1944-1996) ho letto rime sparse su riviste e antologie, nonostante da cinque anni un Oscar Mondadori (Tutte le poesie) campeggi intonso nella mia libreria. Lacuna che andrò a colmare presto anche grazie al bel saggio Dalla vita assassinato alla poesia. Il Canzoniere di puro disamore di Dario Bellezza di Giovanni Inzerillo.

Come ci suggerisce l’autore del saggio nell’Introduzione: «Nel condurre questo attraversamento di un’opera poetica vasta e complessa si è scelto di adottare un approccio di tipo cronologico che ne agevoli la lettura e di avvalersi di un’indagine volutamente intertestuale. Oltre a dimostrare come il percorso dell’autore si muova all’interno del panorama poetico di quegli anni e come spesso si distacchi, per poi in un certo senso riavvicinarsi, dalla corrente allora in circolazione, si è tentato di far comprendere come la scrittura dialoghi con gli autori italiani e stranieri di ogni epoca, ereditando soprattutto la recente tradizione di Pasolini e Penna, talvolta affiancandosi ai grandi modelli del passato quali Leopardi e Baudelaire.» (pag.12)

Continua a leggere