Non scoraggiate la critica. Alfonso Berardinelli e la cultura letteraria italiana. Saggio di Giuseppe Panella

«Desdemona. Che scriveresti di me, dovendo fare il mio elogio?

Iago. Non me lo domandate, signora. Io non sono altro che un critico»

(William Shakespeare, Otello, atto II, scena I; epigrafe rubata – con ammirazione – dal titolo di un libro di Morando Morandini)

Non scoraggiate la critica. Alfonso Berardinelli e la cultura letteraria italiana

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di Giuseppe Panella

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1. Intellettuali o misantropi?

Il tema della necessità e dell’importanza della funzione degli intellettuali tormenta da sempre l’intelligenza critica di Alfonso Berardinelli. Alla riflessione su questo argomento ha dedicato numerosi libri e libretti – uno di essi, di notevole acume, si intitolava L’esteta e il politico: sulla nuova piccola borghesia e si proponeva di sondare la consistenza di diverse e possibili tipologie di questa nuova, anche se non certo inedita, categoria sociale[1]; un altro, di undici anni dopo, L’eroe che pensa. Disavventure dell’impegno (Torino, Einaudi, 1997), ritornava sul tema in chiave più divertita e, se possibile, più amara, con momenti, tuttavia, di forte coinvolgimento satirico. I bersagli, anche se spesso erano riconoscibili, non erano mai troppo palesi o diretti per evitare l’effetto-domino della polemica ad personam.

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Alfonso Berardinelli, “Non incoraggiate il romanzo, Sulla narrativa italiana”

Alfonso Berardinelli, Non incoraggiate il romanzo, Sulla narrativa italiana, Venezia, Marsilio, 2011.

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di Eleonora Ruzza

 

Questa raccolta di articoli e brevi saggi, scritti a partire dagli anni novanta, appare come un’indagine sulla «veloce» e spesso «distratta» gestazione del genere romanzo nella narrativa italiana contemporanea. Mentre i tre capitoli centrali raccolgono recensioni sulla produzione di trentadue autori, da Carlo Emilio Gadda a Nicola Lagioia; la cornice rappresentata dal primo e dall’ultimo capitolo si preoccupa invece di raccogliere riflessioni teoriche sulla centralità del personaggio, sull’obbligatorietà della concatenazione, sul rapporto con il racconto, e la relazione tra la fictio romanzesca e la realtà.

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IL TERZO SGUARDO n.34: Intellettuali, politica, misantropia. “Alfonso Berardinelli, Che intellettuale sei?”

Intellettuali, politica, misantropia. Alfonso Berardinelli, Che intellettuale sei?, Roma, Nottetempo, 2011

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di Giuseppe Panella*


Il tema della necessità e dell’importanza della funzione degli intellettuali tormenta da sempre l’intelligenza critica di Alfonso Berardinelli. Alla riflessione su questo argomento ha dedicato numerosi libri e libretti – uno di essi, di notevole acume, si intitolava L’esteta e il politico: sulla nuova piccola borghesia (Torino, Einaudi, 1986) e si proponeva di sondare la cionsistenza di diverse e compossibili tipologie di questa categoria sociale; un altro, di undici anni dopo, L’eroe che pensa. Disavventure dell’impegno (Torino, Einaudi, 1997), ritornava sul tema in chiave più divertita e, se possibile, più amara, con momenti, tuttavia, di forte coinvolgimento satirico.

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RIFLESSIONI SULLA POESIA PER LETTORI UN PO’ ANNOIATI (A RAGIONE ?) di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

Quidquid tentabat dicere, versus erat”

“Qualsiasi cosa provassi a dire, mi veniva fuori sotto forma di versi”

(Publio Ovidio Nasone)

 

 

1.  Ma la poesia è poi così noiosa?

 

A prima vista, sembrerebbe proprio così…

Sia Hans Magnus Enzensberger che Alfonso Berardinelli ce la mettono tutta per dimostrare in un loro interessante manuale di poesia ad uso di chi non vorrebbe leggerne (gli studenti, delle scuole medie e delle Università, i professori di ogni ordine e grado, le persone che una volta venivano definite “colte” anche perché compravano libri, ecc. ecc.) che la poesia non allieta più l’esistenza a chi la legge. Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati è il titolo italiano di un libro uscito per i tipi di Einaudi nel maggio 2006 (e che così traduce il Lyrik nervt ! dell’originale tedesco pubblicato da Carl Hanser Verlag di Monaco nel 2004). Ben lungi dal voler disincentivare i (probabilmente sempre troppo pochi) lettori di poesia questo volume (tradotto da Enrico Ganni e Alfonso Berardinelli nella prima parte; opera originale di Berardinelli stesso nella seconda) si propone, in realtà, di insegnare loro a scriverne.

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