I LIBRI DEGLI ALTRI n.32: Situazioni sempre provvisorie e intimazioni di assolutezza. Amelia Casadei, “Exodus”

Amelia Casadei, ExodusSituazioni sempre provvisorie e intimazioni di assolutezza. Amelia Casadei, Exodus, Firenze, Polistampa, 2012

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di Giuseppe Panella

 

«IL RITO. Nelle notti sacre all’estate, / fluttuano nell’aria / sacerdotesse alate / votate all’antico rito / di risvegliare l’amore sopito. / In quelle notti / brama lucente / mi scorre nel sangue» (p. 14).

 

Il lessico poetico di Amelia Casadei è forse scarno, rilucente e nitido come un’ala di corvo, composto e investito della secchezza delle sue affermazioni liriche che sanno di verità e di esperienza di vita. Il rito che si consuma regolare e opulento nelle notti d’estate, quando il clima si presta proclive e dolce all’escursione delle “sacerdotesse alate” che volano nel cielo ricco di presenze e di sogni, è quello dell’amore.

E’ l’amore come sostanza vibrante dei corpi ma è anche il sentimento che scorre, languido e vigoroso, nello spirito che si ricorda della sua necessità vitale, della sua capacità di irrompere nel mondo per fecondarlo e rinnovarlo. Tutta la poesia della Casadei è attraversato da questo anelito.

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