IL TERZO SGUARDO n.50: Rossana Cavaliere, “Leonardo Sciascia e le immagini della scrittura. Il poliziesco di mafia dalla letteratura al cinema”

Rossana Cavaliere, Leonardo Sciascia e le immagini della scritturaRossana Cavaliere, Leonardo Sciascia e le immagini della scrittura. Il poliziesco di mafia dalla letteratura al cinema, Pisa, Felici, 2015

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di Giuseppe Panella*

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Leonardo Sciascia è stato tra gli scrittori italiani più importanti del Novecento quello che è stato maggiormente prediletto dai registi e dai produttori cinematografici. Quasi tutta la sua opera romanzesca è stata trasferita sullo schermo sia al cinema che in televisione, con risultati spesso pregevoli e importanti (anche se talvolta non graditi dall’autore stesso che ne parlò, in relazione alla loro uscita, in termini poco elogiativi1). Inoltre l’aspirazione di Sciascia sarebbe stata quella di diventare egli stesso un cineasta anche se tale desiderio non si sarebbe potuto realizzare mai. In uno scritto pubblicato poco prima della morte e poi rifluito in Fatti diversi di vita civile e letteraria2, il valore dell’esperienza e della scrittura cinematografica andava al di là del puro e semplice “piacere dello spettatore” per divenire una vera e propria metafora della conoscenza.

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