DIO FA IL PROFESSORE. In memoria di Giorgio Celli

«(i gorilla sugli arsi vulcani del Vironga continuano a sognare)»

(Giorgio Celli, Morte di un biologo)

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di Giuseppe Panella

 

Ho incontrato Giorgio Celli solo una volta, a Firenze mentre presentavo un libro alle “Giubbe Rosse” (una presentazione alla quale avrebbe dovuto partecipare anche lui, ma arrivò all’ultimo, con amplissimo ritardo, come si addice alle prime donne…). La sua figura fisica non mi fece troppa impressione perché era del tutto simile a come compariva in fotografia o alla televisione e quello che disse poi non fu memorabile (si presentava un numero della rivista di poesia “L’area di Broca” diretta da Mariella Bettarini e Gabriella Maleti dedicata all’acqua e lui, in qualità di biologo, disse che il corpo era composto in gran parte d’acqua – tutto qui). Nutrivo per lui un’ammirazione sconfinata perché era riuscito a coniugare ricerca scientifica (era un entomologo illustre) e passione letteraria: pratica della scrittura ed esercizio della divulgazione scientifica in lui facevano tutt’uno. Quell’episodio me lo alienò un po’ ma continuai comunque a leggere una parte di quella che era già allora (negli anni Novanta inoltrati) una copiosa produzione e che prometteva di essere continua, prorompente e ricca di novità anche sotto il profilo della ricerca formale.

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