Dall’”Introduzione” a “Come per una congiura. Il carteggio Contini-Sinigaglia” a cura di Gualberto Alvino

Gianfranco Contini-Sandro Sinigaglia, Come per una congiura. Gualberto AlvinoGianfranco Contini-Sandro Sinigaglia, “Come per una congiura. Corrispondenza (1944-1989)”, a cura di Gualberto Alvino, Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2015.

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di Gualberto Alvino

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La corrispondenza tra Gianfranco Contini e Sandro Sinigaglia[1] — iniziata nel 1944 e protrattasi quasi ininterrottamente fino al 1989, a pochi mesi dalla scomparsa d’entrambi — costituisce una vistosa eccezione nel folto epistolario del Domese, scaturendo non già, come negli altri casi, da ragioni d’ordine letterario o professionale, ma da un’attrazione indomabile, un’amicizia virile durata mezzo secolo senza l’ombra d’un attrito e scoccata da un «gesto» altrettanto istintivo che disinteressato compiuto all’insegna del pericolo e dell’avventura in uno dei frangenti più dolorosi della nostra storia nazionale.

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