STORIA CONTEMPORANEA n.100: L’amore ai tempi della Resistenza. Bert d’Arragon, “La Libellula. Una storia di persone nella Resistenza”

L’amore ai tempi della Resistenza. Bert d’Arragon, La Libellula. Una storia di persone nella Resistenza, Pistoia, Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Pistoia, 2009

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di Giuseppe Panella*


Habent sua fata libelli – l’amore e la vita trionfano anche nel corso delle peggiori lotte fratricide e vanno molto al di là della morte. E’ quello che, in fondo, accade in questo romanzo dolceamaro e teneramente stretto nella morsa sempre esistente e sempre lancinante tra storia e cronaca, tra angoscia del ricordo e speranza nel futuro. E’ possibile mettere al primo posto l’amore quando regna la morte, quando il dolore e la sofferenza regnano incontrastati in un periodo storico in cui dei sentimenti dei molti non importava affatto ai pochi che, imponendo la loro tirannica volontà di potenza, li trasformano in armi di distruzione del sentire umano? Certamente sì – se si deve dare ragione a Bert d’Arragon e il suo romanzo di “persone” situato all’interno della dimensione storica, politica e morale di quel grande processo di trasformazione della società italiana che fu la Resistenza contro i tedeschi e i loro alleati fascisti. L’amore di cui si parla nel lungo romanzo di d’Arragon, tuttavia, è un amore diverso tra “diversi”, una passione omosessuale che non solo risulta condizionato dai pregiudizi e dalle convinzioni virilistiche dell’epoca mussoliana ma risulta difficile da accettare anche dalle coscienze di chi lo vive. Uno dei protagonisti del romanzo, infatti, Pietro Zorzelli, approderà alla fine a una relazione eterosessuale, al matrimonio e a una paternità tanto difficile quanto incompiuta nel suo compimento (del figlio e della sua vita non saprà praticamente nulla e il figlio non conoscerà altrettanto nulla del proprio padre tanto che finirà per odiarlo); l’altro, Giovanni Balzoni, musicista affermatosi poi come pianista a livello internazionale, passerà ad altri amori anche se non rinnegherà il suo primo legame affettivo e rimarrà deluso dagli altri. Il loro amore, tuttavia, durante il fascismo, costituisce di per sé un crimine contro la razza e la nazione:

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