Caterina Davinio, “Il libro dell’oppio”

Caterina Davinio, Il libro dell’oppioCaterina Davinio, Il libro dell’oppio, postfaz. Mauro Ferrari, Puntoacapo ed., 2012, pp.166, €16

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di Francesco Sasso

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Nella Nota dell’autrice leggiamo: «Infatti, questo libro è rimasto inedito, ed oserei segreto, per più di un ventennio, raccoglie poesie che risalgono a una ormai remota e turbolenta gioventù, scritte tra i diciassette e i trentadue anni. I componenti sono disposti in successione non cronologica. Il libro dell’oppio è parte di un’ampia raccolta quasi interamente inedita: Fatti deprecabili, che contiene oltre quattrocento liriche e testi di performance dal 1971 al 1997».

 

«Era sempre giorno / vicino alla stazione. / Tutti andavano a comprarsi l’amore / e i sogni / sotto l’insegna blu. / C’era l’amore di velluto nero / quello perverso con finimenti di cuoio / quello con occhi da cerbiatta / e si vendeva l’amore bianco / cui tutti erano fedeli» (Hauptbahnhof, p.47)

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