I LIBRI DEGLI ALTRI n.22: Una vita lunga un giorno (e forse un sogno). Paolo De Luca, “Cielo e terra”

Paolo De Luca, Cielo e terraUna vita lunga un giorno (e forse un sogno). Paolo De Luca, Cielo e terra, Napoli, Tullio Pironti Editore, 2010

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di Giuseppe Panella

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Il progetto narrativo che sottende questo lungo romanzo di formazione di Paolo De Luca è il tentativo dispiegato dall’autore di cogliere nella parabola esistenziale del suo personaggio principale (il suo antenato, il calzolaio  Berardino De Luca di Sant’Anastasìa  in quel di Napoli) non solo il senso e la continuità di molti anni cruciali per la formazione dell’Italia contemporanea ma anche il significato profondo del legame che collega indistricabilmente cielo e terra, interiorità e superficie, immanenza e trascendenza umane. Si tratta di un proposito molto ambizioso (come si vede), forse non sempre mantenuto nella concretezza delle molte pagine (ben 480!) che compongono il romanzo ma sicuramente di grande fascino, di grande interesse letterario e di forte impatto sulle coscienze dei lettori. La definizione di “romanzo di formazione” non deve ingannare: la storia narrata di Berardino e delle donne degli amici che lo accompagnano nel suo tragitto terreno dura tutta la sua esistenza terrena (l’uomo, nato nel 1784 morirà nel 1860, all’alba della da lui deprecata Unità d’Italia) ma nel corso di essa egli non cesserà mai di “imparare a vivere” e morirà soltanto quando gli sembrerà di esserci riuscito.

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