QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.80: “De profundis”, all’emergere della luce. Eugenio De Signoribus, “Trinità dell’esodo”

De profundis, all’emergere della luce. Eugenio De Signoribus, Trinità dell’esodo, Milano, Garzanti, 2011

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di Giuseppe Panella*


“Ci piaccia o no, noi siamo qui per imparare non tanto ciò che il tempo fa all’uomo ma ciò che il linguaggio fa al tempo”

(Josif Brodskij, Fuga da Bisanzio)

 

«Ombre nel bosco. ombre nel bosco / restate lì, nel vostro folto / onniparvente. // ch’io segua il tenue verde / l’appena luce di mezzo / che fa il sentiero // il sottopresente» (p. 57)

 

Che cos’è il “sottopresente”? Il termine, parola-chiave per la comprensione del complesso e spesso oscuro e criptico percorso, lessicale e formale, di De Signoribus, individua la dimensione della poesia come aurora della Storia e strumento potenziale del suo attraversamento quotidiano.

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