L’osservazione attenta porta alla precisione del pensiero.

L’osservazione attenta porta alla precisione del pensiero.
#1

Conoscere gli altri è difficilissimo, conoscere se stessi forse impossibile, tante sono le incoerenze dell’animo umano, tanto è diversa l’apparenza della realtà, i tanti moventi, le giustificazioni di ogni atto umano. Eppure il tentativo di guardare dentro di sé, di porsi davanti al proprio animo per scoprirlo e modificarlo, è un bisogno naturale in cui coesistono istinti e ragione, non soltanto per poeti e scrittori, ma per chiunque abbia sensibilità e intuizione dei problemi umani. Mi piacerebbe pensare: per chiunque lo voglia.

E’ questo il campo di ricerca che si offre ora a chi ha già percorso la via dell’osservazione del mondo esterno e ha imparato a guardare le cose in modo personale, cercando di notare anche le impressioni che le cose del mondo suscitano in lui.

#2

Dice un insigne studioso e letterato, Francesco Flora:
<< I poeti cantarono di un tempo di favolosa purezza naturale in cui non soltanto parlavano gli animali, ma gli alberi e le foglie. Ma si tratta di miti che umanizzavano la natura, cosicché umanamente, e partecipavano alle sorti dell’uomo,
                                     vissero i fiori e l’erbe,
                                     vissero i boschi un dì.
Gli animali, secondo la loro natura, possono ringhiare, muggire, nitrire, cinguettare, gorgogliare e così via; ma non parlano, cioè non esprimono articolarmene un pensiero dando nome alle cose e verbo all’idea, e non sanno consapevolmente partecipare alla storia del mondo >>.

3#

Comunque, imparare a valutare il significato preciso di ogni espressione, la sfumatura di ogni vocabolo, e a scegliere con prudenza e responsabilità, per le nostre composizioni, i termini più propri e esatti.
<< La parola consapevole- dice Giacomo Devoto – non è quella più forte, esaltata e drogata, ma quella che acuisce vista e udito, moltiplica, analizzandole, le memorie, convalida e rende permanente il Ricordo.
Amate dunque la parola in sé: insufficiente, imprigionatrice nella sua materialità presente; ma giusta, discreta, efficace nei suoi suggerimenti, nei suoi echi. Riflettete su di essa. Fate violenza a voi stessi per trasferirvi in lei, magari solo pensata, non scritta, né detta. Piegatela alla vostra volontà d’espressione. Solo essa arresta l’attimo fuggente, proietta nell’avvenire, perpetua la giovinezza, consola.>>

4#
Per ricondurre la composizione poetica al suo vero significato di scrivere di sé con libertà e sincerità. Anzitutto è necessario maturare la capacità di osservare, di comprendere e di riflettere e nello stesso tempo occorre acquisire le tecniche del linguaggio.

L’osservazione attenta porta alla precisione del pensiero.

5#

Persone che seguono delle regole prestabilite; ansie, eccitazioni. Oltre la vista, l’udito sarà teso a raccogliere le voci ora eccitate ora sommesse, o il silenzio di un momento di tensione, e distinguerà i rumori dei vicini da quelli che provengono da lontano.

La luce in tutte le sue forme è fonte continua di piacere, di ammirazione, e anche di meditazione. Effetti di luce e ombra: dall’esile raggio alla grande chiarità solare, dalla tremula fiamma della candela allo sfolgorio delle luminarie.

Nella natura, nel silenzio, nel buio, o nel trambusto della vita, tutti gli elementi compongono l’orchestra, ora irritante, ora gradevole, che sembra accompagnare l’esistenza dell’uomo sulla terra: la voce del mare, lo stormire delle foglie, piccoli fruscii o moti d’animali, e il ritmo del lavoro con i suoi tonfi, sibili, colpi.

Le caratteristiche del moto, rapido o lento, continuo o intermittente, le parti delle cose o delle persone che vi sono impegnate e subiscono mutamento (occhi, mani, membra).

f.s.

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