QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.60: Dittico delle parole. Marco Giovenale, “Storia dei minuti (casa. clinica)”; Francesca Matteoni, “Tam Lin e altre poesie”

Dittico delle parole. Marco Giovenale, Storia dei minuti (casa. clinica), con la traduzione francese di Michele Zaffarano, Massa, Transeuropa, 2010; Francesca Matteoni, Tam Lin e altre poesie, Massa, Transeuropa, 2010

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di Giuseppe Panella*


Marco Giovenale ci prova ancora. La sua scrittura apparentemente fredda, astratta, fatta di rilievi atoni e modesti nasconde una passione e una poetica molto più rilevante: quella legata alla possibilità della conoscenza ottenuta attraverso la capacità di cogliere la verità mediante l’utilizzazione dello sguardo oggettivo di uno “spettatore non indifferente”.

 

«L’ultima colonna in fondo / nel quadro – svela: una piccola / riga di donna che (spórta /  nel bordo buio una elle di fiaccola) /  illumina l’uscita per lo sguardo. // È la Contemplazione, che si nega, / dice la guida dotta, che è identica / a chi vede, perché passa – ma diversa / perché è persuasa e spiega. // Rimasta indietro, sua figlia non si è persa. / È albina e condannata a ridere / rapida. (Chiaro, dimentica)» (1).

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«L’errore è nello sguardo»: Marco Giovenale, “Storia dei minuti”

di Francesco Sasso

Uno dei più originali, quello che meglio d’ogni altro è riuscito a connettere vari linguaggi artistici (immagine e parola in primis), sembra a me Marco Giovenale. Presente in rete con slowforward, redattore della rivista sperimentale Gammm, autore de La casa esposta (Le lettere, 2007), la cui formazione culturale e letteraria si svolge in misura pressoché esclusiva nel confronto con le più significative esperienze della poesia europea e americana contemporanea.

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(R)eplica: “Lost and found”- di Marco Giovenale

pianeta blu

di Marco Giovenale

1

non c’è niente di ‘normativo’ o autoritario nel chiedere attenzione per alcuni linguaggi, niente di prescrittivo. niente di insensato nel fare uso di più linee di ricerca. di sperimentazione. (attestate o meno, frequentate o meno).

in certi casi si tratta di linguaggi o direzioni o fronti semplicemente avviati dalle avanguardie. e solidi ormai in lingue e culture. (specie poi nell’immaginario visivo).

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Gammm: area architettonica della poesia

GAMMM: area architettonica di poesia

di Francesco Sasso 

Io sono conquistato da quelle riviste o blog che hanno una direzione/visione ben precisa del lavoro e della poesia che s’intende diffondere. Preferisco seguire un discorso articolato, anche se questo ragionamento proviene da un gruppo di poeti con un orientamento estetico antitetico al mio, che leggere testi a me vicini, tuttavia immessi in una situazione di “ammasso caotico”. Laddove molti blog collettivi dedicati alla poesia si sono ridotti unicamente a vetrine multiple per singole voci e nessuna direttrice artistica e/o teoretica comune; GAMMM, all’opposto, è un’area architettonica delle idee, uno spazio contrassegnato dalla pubblicazione di discorsi poetici paralleli in cui il lettore può guardare dentro le parole e, in alcuni casi, dentro le immagini.
 
I redattori scrivono:
“GAMMM non è una rivista né un editore. _ dà ospitalità alla ricerca, tutto qui. _bassa fedeltà, bassa risoluzione, frammenti, installazione, non performance, non spettacolo. _ comunque, per informazioni sulle ‘linee-guida’ redazionali, esplorate le nostre pagine e la pagina di link. _ think link: le connessioni sono conoscenza, e letteratura.”
 
In GAMMM, nella sezione OPEB, testi e immagini si fondono per comunicare, entrambe svincolate dalla fissità della stampa, avvicinando formalmente il lettore italiano allo sviluppo interdipendente di percorsi poetici contemporanei europei e nord americani. In questa fitta trama d’influenze, il lavoro di traduzione dei redattori di GAMMM è fondamentale e costringe chi li segue ad un continuo cambiamento di prospettiva teorica, di scelte e d’orientamento poetico.
 
Qui gli e-book: http://gammm.org/index.php/ebooks/
 
Qui gli opeb: http://gammm.org/index.php/opeb/

Qui gli ebookritik : http://gammm.org/index.php/ekritik/

per una definizione di opeb
L’e-book è una modalità dell’editoria online. Può tuttavia dimostrarsi oggetto scomodo, una volta stampato, non riuscendo a eludere l’impressione di assomigliare in tutto a una valanga di fotocopie niente affatto maneggevole. Se poi, al contrario, è considerato solo come file e dunque letto su pc palmare o in rete, non manca di volatilità.
L’opeb (one-page ebook) ideato da Marco Giovenale è una via percorribile per aggirare i due versanti della questione – certo non per risolverla. Immaginato anche grazie all’esperienza di «bina», l’opeb rappresenta forse una via di resa onorevole al perdurare dell’imprescindibilità del libro di carta. È un libro elettronico fatto di una sola schermata, coincidente con un unico foglio A4 (se si desidera stampare). Può contenere materiali grafici, o solo testo, o entrambi.
 
I redattori di GAMMM:
gherardo bortolotti, alessandro broggi, marco giovenale, massimo sannelli,  michele zaffarano; e molti sono i collaboratori. (vedi: http://gammm.org/index.php/autori/)
 
Siti a GAMMM collegati:
FLUX: http://flux.blogsome.com/
FELIX: http://felixseries.blogspot.com/

f.s.