STORIA CONTEMPORANEA n.37: Fulmini e saette, Bancomat e computer troppo saggi. A proposito di Maria Letizia Grossi, “Ci salveranno i fulmini e il deserto?”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

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di Giuseppe Panella

 

Fulmini e saette, Bancomat e computer troppo saggi. A proposito di Maria Letizia Grossi, Ci salveranno i fulmini e il deserto?, Ferrara, Laura Tufani Editrice, 2009

 Nove racconti (come quelli, più celebri, di Jerome D. Salinger) per salvare l’umanità – ma non con i mezzi consueti, utopistici o meno possano essere considerati, anzi, facendo a meno dell’intervento umano, lasciando fare alle macchine più sagge o alla Natura capace di scatenarsi al momento giusto per riaffermare il proprio diritto alla sopravvivenza messa in discussione dagli uomini stessi ormai da troppo tempo. Nove racconti fantastici. Nove racconti ironici e graffianti e, purtuttavia, toccanti e spesso molto teneri. Soprattutto racconti cinematografici, con dietro altrettanti spunti legati alla cultura cinefiliaca dell’autrice e all’immaginario ad essa egualmente collegato.

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