F.Kermode e il senso della fine

di Eleonora Ruzza

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Se nella Filosofia del «come se» (1) Hans Vaihinger riconduce l’intera attività conoscitiva alle finzioni, quali strumenti di difesa contro le ostili contraddizioni dell’ambiente esterno, con The Sense of an Ending (1967) Kermode inaugura gli studi sui confini romanzeschi, attribuendo al come se del novel la funzione di restituire alla linearità del vivere la coesione della forma chiusa. Immerso nel flusso del tempo e imprigionato nella condizione del mezzo, l’individuo è indotto a costruire «finzioni esplicative» in grado di dare un ordine all’incompiutezza delle continue trasformazioni, e rendere tollerabile la successione.

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