Freud: “L’artista è originariamente un uomo che si distoglie dalla realtà”

Nei Due principi regolatori della vita psichica (1911) Freud afferma che «l’artista è originariamente un uomo che si distoglie dalla realtà giacché non può adattarsi a quella rinuncia, all’appagamento delle pulsioni che la realtà inizialmente esige, e lascia che i suoi desideri di amore e di gloria si realizzino nella vita di fantasia».

Secondo Freud la realtà impone ad ogni uomo ed ovviamente anche all’artista una serie di rinuncie all’appagamento totale del piacere, per cui ne deriverebbero motivi di insoddisfazione e di disadattamento risarciti dalla sublimazione narcisistica dell’arte.

Non diversamente nel Dialogo della civiltà (1929) l’arte viene annoverata fra i «soddisfacimenti sostitutivi» contro le frustrazioni, le durezze e i disinganni della vita. L’arte è un  «parco-riserva» del regno psichico della fantasia, sottratto al principio della realtà: l’artista vi ha accesso, vincendo le rimozioni inibenti della cultura e fa sì che anche gli altri possano godere dei piaceri sublimati e inconsci.

Per concludere, non sono un psicanalista,  ma il discorso di Freud non mi convince.

f.s.

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Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo di Stephen Hawking

recensione/schizzo #14 

Nel 1988- quattordicenne- comprai il saggio Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo di Stephen Hawking, astrofisico britannico. Da allora il libro giaceva nella mia libreria, non letto, fino ad una settimana fa.

Credo che tutti abbiano guardato il cielo stellato e abbiano tratto alcune domande: “Che cosa sappiamo sull’universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L’universo ebbe un inizio e, in tal caso cosa c’era prima? Il tempo avrà mai una fine?”

E ancora: L’universo è finito o infinito?  E Dio, se esiste, in tutto ciò ha avuto alcuna libertà nella scelta delle condizioni iniziali?

D’altra parte, gli individui qualificati a chiedersi il perché, oggi, non sono più i filosofi ma gli scienziati.

Il saggio divulgativo di Stephen Hawking ci spiega molti fenomeni del cosmo: dalle leggi sul moto, fino alla relatività, alla meccanica quantistica, per arrivare a nuove teorie come quella della gravitazione quantistica e delle superstringe. Tratta anche le ipotesi più avanzate sull’inizio dell’universo, sui buchi neri, sulle teorie di grande unificazione.

Un libro chiaro, spesso corredato da figure esplicative e, talvolta, piacevolmente ironico. Non troverete formule matematiche, salvo una: “E=mc2”. In più, tra un’ipotesi e una scoperta scientifica, l’autore inserisce una serie di riflessioni sull’esistenza di Dio.

f.s.

[Hawking Stephen, Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, BUR,  2000, € 8,60, 220 p. , trad. Libero Sosio]