QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.66: Bruciarsi l’anima e restituirla alla poesia. Giuseppina Luongo Bartolini, “La pietra focaia”

Bruciarsi l’anima e restituirla alla poesia. Giuseppina Luongo Bartolini, La pietra focai. Poesie 2007-2008-2009, Torino, Genesi, 2010

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di Giuseppe Panella*


E’ da molto tempo che inseguo la poesia di Giuseppina Luongo Bartolini, una poesia il cui merito principale è quello di inquietare, di turbare, di bruciare l’anima di chi si confronta con essa senza pregiudizi e senza insofferenze:

 

«Risolta in immagini la pena / pura forma della mia vita in / bianco e nero coagulato il colore / dentro le torme scure del mio / alfabeto quel sole che fu sole / ora luce soltanto mi rimane / nella requie che occulta la / tempesta e il ruggito del temporale» (p. 39).

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