Giudizi di valore di Pier Vincenzo Mengaldo

Recensione/schizzo #22


Edito da Einaudi nel 1999, il volume raccoglie gli interventi del filologo e storico della lingua, nonché critico letterario, pubblicati su periodici non specializzati e su quotidiani a partire dal 1985. Gli articoli hanno “per lo più il taglio della recensione o notizia (talora dello spunto polemico). Perciò documentano la mia- nel complesso recente- attività di critico militante nel senso più stretto della parola”.

 Il libro è suddiviso in sezioni che s’impaginano attorno alla parola-chiave “questioni”: Questioni ultime (serie di articoli che trattano di antisemitismo e Shoah), Questioni letterarie generali (saggi sulla narrativa e la lingua italiana), Critici (Fortini, Lukàcs secondo Cases, Baldacci), Metodi e didattica (articoli dedicati alla pratica dell’insegnamento), Scrittori italiani (Saba, Tozzi, Gadda, Fortini, Sereni, Calvino, Fenoglio, ecc.), Narratori di altri paesi (Hardy, Kawabata, Simenon, Christopher Isherwood, Hrabal, Schnitzler, Kis, Kuraev). Chiude l’opera una breve autobiografia: Minima personalia.

Il libro permette di leggere chiaramente- nonché parzialmente- il percorso di letture e di incontri dell’illustre studioso. La lettura del volume è piacevole e corroborante. Per chi è interessato, trovate il volume  in internet a metà prezzo.

f.s.

Pier Vincenzo Mengaldo insegna Storia della lingua italiana all’Università di Padova.
Tra i suoi ultimi scritti: Giudizi di valore (Einaudi, Torino 1999), Prima lezione di stilistica (Laterza, Roma-Bari 2001), Studi su Salvatore Di Giacomo (Liguori, Napoli 2003), Gli incanti della vita. Studi su poeti italiani del Settecento (Esedra, Padova 2003), In terra di Francia (Lisi, Taranto 2004) e Sonavan le quiete stanze. Sullo stile dei «Canti» di Leopardi (Il Mulino, Bologna 2006).

[Pier Vincenzo Mengaldo, Giudizi di valore, Einaudi, 1999, pag. 215, Lire 26 000]
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