I LIBRI DEGLI ALTRI n.29: Le onde del mare, il ghiaccio dell’esistere, il sogno della vita. Giancarlo Micheli, “La quarta glaciazione”

Giancarlo Micheli, La quarta glaciazioneLe onde del mare, il ghiaccio dell’esistere, il sogno della vita. Giancarlo Micheli, La quarta glaciazione, Pasian di Prato (Udine), Campanotto Editore, 2012

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di Giuseppe Panella

 

«XV. Tu che non ti sei piegata / Ai primi freddi della quarta glaciazione / Perché nel mondo interiore non vige legge di consolazione / Della termodinamica non vi si osservano i principi /  Né una salomonica distribuzione / Dei delitti e delle pene / Tu che libera ti sei spogliata / Della negazione di questa vita / All’occhio che fiorisce infinito / Contemplando sovrano il mondo in sé / Appari nel disgelo di quest’ora / Fiore di loto dalla neve di Aprile» (p. 160).

 

E’ uno dei componimenti (il terzultimo) che chiudono questa terza e più complessa raccolta di versi di Giancarlo Micheli. La “quarta glaciazione” cui si fa riferimento è naturalmente quella contrassegnata dal fiume Würm in cui raggiunse il punto termico massimo di avanzamento dei ghiacci. Anche se avvenne nel Pleistocene, all’incirca 12.000 anni fa, è, in realtà, l’ultimo punto di riferimento umano nell’avvicendarsi di epoche calde e fredde nella storia del continente terrestre.

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STORIA CONTEMPORANEA n.47: Gli strani incroci del Tempo. Giancarlo Micheli, “La grazia sufficiente”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Gli strani incroci del Tempo. Giancarlo Micheli, La grazia sufficiente, Pasian di Prato (UD), Campanotto Editore, 2010

Chi crede che la Storia abbia un senso o che la filosofia della storia possa essere considerata non soltanto come una teoria astratta pensa che in essa avvengano incontri incroci e contatti che altrimenti non sarebbero spiegabili. Il nuovo romanzo di Giancarlo Micheli vive di questi incroci (quello tra cultura occidentale e modo di vita orientale) e di questi contatti (tra abitanti del Giappone e commercianti olandesi, ad esempio). Vive anche di una riflessione sulla natura della Grazia che oggi potrebbe sembrare di certo surenné se il suo argomento non fosse sempre di attualità e basato su una domanda ineludibile per ognuno di noi: cosa succederà di noi una volta passati a miglior vita? Saremo salvati e redenti o sommersi dal cumulo infinito delle nostre colpe nei confronti del Creatore delle nostre esistenze?  In Olanda, dalla metà del Cinquecento fino a tutto il Seicento, nell’epoca di Hugo Grozio e di Baruch Spinoza, la disputa sulla predestinazione e sulla salvezza dell’umanità tiene banco sul fronte teologico e giunge ad infiammare gli animi fino al calor bianco delle accuse di eresia e di ateismo. Il problema della “grazia sufficiente” alla salvezza finale dell’uomo vede fronteggiarsi due posizioni opposte e in violenta lotta tra di loro.

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