Laura Pariani, “Milano è una selva oscura”. La storia raccontata da un barbone poeta

Laura Pariani, Milano è una selva oscura. La storia raccontata da un barbone poeta

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Mi son el pòer Dant in bolletta,
malattia ch’è sémper stada in frega
in chi se ciappa ‘l spass
de vèss poeta

.

di Giovanni Inzerillo

L’ultimo della Pariani sin dal titolo rimanda alla più conosciuta citazione della nostra storia letteraria. Dante è pure il nome acquisito dal protagonista che, indossate le vesti di un barbone, con il Sommo ha tanto da condividere: anche lui ha subito ingiustizie, come lui ha a lungo vagabondato, ha scritto una silloge di poesie e ha vissuto una vita di emarginazione, di forzato esilio. Ancora una volta – ed è forse una delle peculiarità più affascinanti della scrittura della Pariani – come in altri precedenti romanzi, basti pensare a La signora dei porci, Il paese delle vocali e Quando Dio ballava il tango, i suoi personaggi lasciano scarso spazio all’autobiografismo. In occasione di un incontro con gli studenti dell’Università di Palermo del 16 aprile 2003 l’autrice stessa dichiarava:

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