I LIBRI DEGLI ALTRI n.114. Il sapore della realtà, il colore del giorno che passa, la memoria del presente. Andrea Galgano, “Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido”

Andrea Galgano, Di là delle siepiIl sapore della realtà, il colore del giorno che passa, la memoria del presente. Andrea Galgano, Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido, prefazione di Davide Rondoni, preludio di Irene Battaglini, Roma, Aracne, 2014

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di Giuseppe Panella

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Lodando l’impianto non esclusivamente accademico e di pura ricerca e curiosità bibliografica che presenzia alla ricerca di Andrea Galgano (doti quest’ultime presenti nel libro ma che non lo soffocano né gli impediscono di comunicare le proprie novità ermeneutiche), Davide Rondoni scrive con efficacia nella sua prefazione al libro:

«Qui no, spira invece un’aria di partecipazione e di fame, non ho altra parola, che somiglia a quella con cui bevendo qualcosa si ascolta con attenzione e ci si interessa alla vita di un amico, ai suoi casi e alle sue testimonianze. Il lungo approfondimento sul tema della memoria, oltre a fornire una chiave lungo la quale leggere evoluzioni e cesure in una ideale storia della poesia, ci mostra come e quanto questa indagine sia mossa dalla volontà di entrare in un mistero, e la sua fragranza che trapela nelle opere in esame. Ma senza quella fame di amicizia, tale indagine sarebbe stata più mesta e fredda, più distaccata e non per questo più obiettiva. C’è un metodo affettivo che guida l’autore, libero di prender suggerimenti da precedenti lettori molto diversi e quasi antagonisti tra loro»1.

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Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte. L’archivio e la casa a Castelvecchio

Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte. L’archivio e la casa a Castelvecchio

 

Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912), un poeta la cui traccia profonda percorre non solo la letteratura ma la storia d’Italia, ci ha lasciato un vero e proprio tesoro di memoria: il suo ricchissimo archivio. Questo eccezionale deposito documentario costituisce una fonte primaria per chiunque voglia ricostruire e comprendere le ragioni, personali e biografiche ma anche intellettuali e relazionali, della vicenda umana ed artistica del Pascoli.

L’Archivio Pascoli, che raccoglie sia le carte del Poeta che della sorella Maria, è conservato nella casa di Castelvecchio di Barga, dove i due scelsero di abitare dal 1895, tentando di ricostruire quel “nido” familiare distrutto dopo l’assassinio del padre. Dopo la morte del Poeta, nel 1912, Maria volle che la casa rimanesse intatta, facendone una sorta di “sacrario” dedicato alla memoria del fratello, benché ella vi continuasse a vivere fino alla sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1953.

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