Tommaso Pincio, “Hotel a zero stelle”

Tommaso Pincio, Hotel a zero stelleTommaso Pincio, Hotel a zero stelle, Ed. Laterza, 2011, pp.236, € 12

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di Francesco Sasso

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Hotel a zero stelle di Tommaso Pincio: libro a metà strada tra autobiografia romanzata e saggio di letteratura. Tommaso Pincio è il portiere che ci invita ad entrare in un Hotel scalcinato le cui stanze sono occupate da scrittori e pittori che hanno contato nella sua vita. Ad ogni piano, in ogni stanza uno scrittore che dà il via ad un discorso più vasto. I motivi principali del discorso di Pincio sono: il problema della realtà, il rapporto tra realtà e letteratura, tra identità e menzogna. Nel complesso, il volume si segnala per la profondità e la chiarezza del discorso, l’ironia e la competenza letteraria dello scrittore. Un libro strano, senza dubbio ingegnoso, che sul primo colpisce per la fitta abilità di collegare la vita privata con la grande letteratura.

f.s.

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STORIA CONTEMPORANEA n.81: “Steampunk”. Tommaso Pincio, “Lo spazio sfinito”

Steampunk. Tommaso Pincio, Lo spazio sfinito, Roma, Minimum Fax, 20102

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di Giuseppe Panella*

Anche se Il tempo sfinito (già uscito per i tipi della Fanucci di Roma nel 2000 e qui riproposto in una versione rimasta inalterata) non è certo ambientato nell’Inghilterra vittoriana e neppure nell’Ottocento, è difficile, se non impossibile, definire altrimenti questo romanzo così anomalo di Tommaso Pincio. Anomalo fin dal nome del suo autore (italianizzazione un po’ reboante quanto grottesca di un nome e cognome sconosciuti ai più) e anomalo nell’ambientazione – un 1956 di cui, a un certo punto, a p. 61, quasi a metà del libro, vengono elencati gli eventi straordinari e le scoperte realizzate come pure talune bizzarre invenzioni tra cui “i primi orologi senza numeri”).

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La ragazza che non era lei di Tommaso Pincio

Recensione/schizzo #21

“La realtà non è di questo mondo” riassume bene la trama de La ragazza che non era lei.

In questo romanzo, costruito come un labirinto liquido di storie che sviluppano l’immaginario, le idee, i luoghi, i modelli americani, non c’è distinzione fra piano del reale e piano onirico, tra piano storico (anni sessanta, figli dei fiori ecc) e piano del mito. La struttura narrativa è infarcita di richiami e modelli di rappresentazione della letteratura e del cinema, nel tentativo di ricombinare le regole canoniche della narrazione di fantascienza.

Tuttavia, secondo me, il romanzo non è perfetto. In molti punti ho avvertito uno scollamento della narrazione. Alcune divagazioni mi sono apparse eccessivamente lunghe e goffe. Il linguaggio è medio. Lo stile piatto.

Nonostante ciò, al termine della lettura si ha l’illusione di aver viaggiato all’interno di un’allucinazione. Resta l’ambiente onirico del romanzo, più che le storie incrociate dei vari protagonisti. Resta la nostalgia di un mondo possibile. Resta la solitudine e l’assurdità della vita. Resta il desiderio di un amore libero.

f.s.

[Tommaso Pincio, La ragazza che non era lei, Einaudi, 2005, pag. 304, euro 14,80].