STORIA CONTEMPORANEA n.46: La scrittrice dimenticata e il posto delle rose. Dolores Prato, “Campane a San Giocondo”; Noemi Paolini Giachery, Le “mani tese” di Dolores

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella


La scrittrice dimenticata e il posto delle rose. Dolores Prato, Campane a San Giocondo, a cura di Noemi Paolini Giachery, Roma, Avagliano, 2009; Noemi Paolini Giachery, Le “mani tese” di Dolores, Roma, Edizioni Graphisoft, 2008

Il nome di Dolores Prato non è mai stato molto famoso in Italia. Quando nel 1980 Natalia Ginzburg fece stampare da Einaudi, nella collana dei Nuovi Coralli, il testo, da lei curato e abbondantemente sforbiciato di Giù la piazza non c’è nessuno, il libro ebbe certamente un po’ di successo ma non poi così tanto dato che non venne poi più ristampato.

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