I. Ausiàs March: leggere, editare, tradurre nel tempo, a cura di Anna Maria Compagna & Núria Puigdevall Bafaluy Coords

I frutti  di due convegni tenutisi a Napoli e a Barcellona nel novembre e nel dicembre 2018, sono I. Ausiàs March: leggere, editare, tradurre nel tempo, a cura di Anna Maria Compagna & Núria Puigdevall Bafaluy Coords. Volume monografico di eHumanista IVITRA Volume 15 (2019).

A. Monogràfic I. Ausiàs March: leggere, editare, tradurre nel tempo, Anna Maria Compagna & Núria Puigdevall Bafaluy Coords.

 

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Repertorio informatizzato dell’antica letteratura catalana

COORDINAMENTO   Costanzo Di Girolamo (Università di Napoli Federico II)

DIREZIONE   Lola Badia (Universitat de Barcelona), Costanzo Di Girolamo (Università di Napoli Federico II)

REDAZIONE CATALANA   Lluís Cabré (Universitat Autònoma de Barcelona), Miriam Cabré (Universitat de Girona), Sadurní Martí (Universitat de Girona), Gemma Navarro (Universitat de Girona), Josep Pujol (Universitat Autònoma de Barcelona), Xavier Renedo (Universitat de Girona), Jaume Turró (Universitat de Girona)

REDAZIONE ITALIANA   Massimiliano Andreoli (Università di Napoli Federico II), Anna Maria Compagna (Università di Napoli Federico II), Claudio Franchi (Università di Messina), Aniello Fratta (Biblioteca Universitaria, Napoli)

IDEAZIONE E PROGETTO   Costanzo Di Girolamo, Claudio Franchi

COLLABORAZIONE INFORMATICA   Pasquale Battiloro (Università di Napoli Federico II), Fabrizio Minei (Napoli)

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TEMPO DELLA RIVOLTA E MOMENTO DEL QUOTIDIANO. Il racconto degli anni di piombo. (novembre, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

 

di Giuseppe Panella

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1. L’ultimo sparo (ovvero la Terra vista dalla Luna)

Individuare nella narrativa italiana e, in particolare, in quei romanzi che possono essere considerati significativi riguardo all’argomento, non foss’altro che per la loro successiva trasformazione in opere cinematografiche (quale condizione esemplare per tutti gli altri può essere considerata quella di Caro Michele di Natalia Ginzburg che, pubblicato nel 1973, diventa un film diretto da Mario Monicelli nel 1976), evidenziando in essi i rapporti tra vita quotidiana, immaginario collettivo e vicende legate al terrorismo, appare un’impresa oltremodo interessante anche se di certo difficile per l’eccessiva vicinanza dei fatti in essi narrati. In questo caso, è particolarmente significativa la capacità di cogliere tali aspetti attraverso la narrazione e la messinscena teatrale presenti in Corpo di stato di Marco Baliani (Milano, Rizzoli, 2003) che, pur partendo da un canovaccio drammatico corredato però di musiche e foto d’epoca, diventa poi l’analisi descrittiva di alcune vicende (certamente pubbliche ma poi mescolate a quelle più private) di quegli anni.

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RETROTECA: Omaggio a Mario Benedetti

16/04/20: Omaggio a Mario Benedetti, La Casa della Poesia di Milano

Mario Benedetti, autore di “Umana gloria” (Mondadori, 2004) e si cui sono state recentemente pubblicate “Tutte le poesie” (Garzanti, 217), è una delle oltre 20mila vittime del Covid-19, che se l’è portato via il 27 marzo scorso. Ricordiamo in quest’occasione l’amico e il poeta. Intervengono i poeti Fabrizio Bernini, Riccardo Olivieri, Mario Santagostini, Gian Mario Villalta. Lettura di testi dell’attrice Sonia Grandis.

FONTE: https://www.youtube.com/watch?v=jXxqTsgUadE&feature=youtu.be

Mario Benedetti su RETROGUARDIA


RETROTECA youtube: http://www.youtube.com/user/retroguardia

Ricordo di Antonio Tarantino (Radio3)

Scomparso oggi, Tarantino è nato a Bolzano, ma torinese d’adozione. Classe 1938 , il 10 aprile scorso aveva compiuto 82 anni. Tra i più importanti drammaturghi italiani contemporanei.  Dopo una lunga carriera di artista figurativo, si dedica al teatro solo a partire dagli anni Novanta, aggiudicandosi nel 1994 a 56 anni il Premio Riccione per il suo monologo “Stabat mater”, che gli aprì le porte della critica e della scena italiana e non solo . Tra gli altri suoi testi da ricordare “Quattro atti profani”, “Lustrini”, “Materiali per una tragedia tedesca”( con cui vinse un altro Premio Riccione nel 1997), “Stranieri” , “La casa di Ramallah”, scritture che raccontano la Storia in stretta correlazione con il racconto privato dei più fragili , degli emarginati, degli ultimi

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ioleggodigitale

Il portale ioleggodigitale nasce dall’iniziativa di solidarietà digitale “Uniti per ripartire” promossa da DM Cultura insieme all’ICCU – Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.

Realizzato grazie alla collaborazione con Amazon Web Service (AWS), la piattaforma cloud leader nel mondo, il portale ioleggodigitale permette a tutto il pubblico, non solo italiano, di accedere a oltre 2 milioni di risorse digitali gratuite, libere da copyright, afferenti alla digital library ReteINDACO. Ebook, audiolibri, musica, film, corsi di lingua, videogiochi e tanti altri contenuti digitali sono fruibili e scaricabili gratuitamente dal portale, senza necessità di autenticazione.

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.24: “Guido Morselli, lo scrittore che aveva previsto tutto”. «Wired.it»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

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Nei giorni di chiusura totale, c’è un autore da riscoprire per capire l’inimmaginabile presente: Guido Morselli, con i suoi romanzi distopici di umanità compromessa, tra sesta estinzione e ideologie in crisi. Scritti oltre 50 anni fa.

di Alessandro Raveggi

I molti giorni già passati di quarantena ci permettono di guardare le cose da una certa distanza. Sono così emerse alcune delle ragioni per le quali stiamo vivendo l’attuale epidemia del coronavirus, e perché così violentemente in alcune zone del Nord Italia. Sicuramente ci sono fattori antropici (la globale ed eccessiva interazione tra uomini e animali, spesso selvaggi, già spiegata da David Quammen in Spillover) ed ambientali (in particolare l’inquinamento atmosferico, forte nella Pianura padana) mentre altri ancora imputano la diffusione del virus in Italia alla mancanza del rispetto delle regole, ma nessuno ha la certezza di nulla, al momento.

Andando a scorrere le infauste notizie di questi giorni, a tornare in mente è uno scrittore: Guido Morselli. E chi è, diranno alcuni di voi. È un autore leggendario, Morselli, dimenticato per decenni e più volte riesumato come caso unico nel Novecento italiano. Era tra l’altro il figlio di uno dei più importanti dirigenti della farmaceutica Carlo Erba, che all’inizio del Novecento fece la storia dell’industrialismo italiano. La famiglia Morselli fu poi una di quelle colpite dalla febbre spagnola: la madre morì nel 1924 per gli effetti di quell’epidemia del 1918. Studente svogliato, Morselli Jr. disattese le aspettative del padre, che lo voleva dirigente. Si dedicò alla scrittura, sia giornalistica che di finzione, anche grazie alla disponibilità economica della famiglia. Passò molta della sua vita nella oggi mitica Casina Rosa di Gavirate, suo eremo prediletto sul Lago di Varese. E, da autore, la stessa vita fu funestata da una serie inenarrabile di rifiuti editoriali, alcuni anche prestigiosi (come quello celebre di Italo Calvino). Un giorno d’estate del 1974 Guido decise l’indecidibile: si dette la morte con una pistola Browning, che lui stesso definì nei suoi diari “la ragazza dall’occhio nero”. Ma sono i libri di Morselli, tutti postumi e pubblicati quasi tutti da Adelphi edizioni, che ci raccontano il presente che stiamo vivendo.

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Solidarietà digitale

Il Saggiatore. Sono giorni di solitudine forzata, ore lunghissime e incertezza. Purtroppo non possiamo fare molto per alleviare la vostra preoccupazione, se non regalarvi quello che abbiamo e che per noi è più prezioso: i nostri titoli, le nostre parole, le nostre storie. A cadenza regolare troverete in questa pagina un ebook da scaricare gratuitamente.

Qui l’iniziativa

SPECIALE GUIDO MORSELLI n.23: “Quando ci scoprimmo soli”. «Il Foglio»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

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L’impatto emotivo delle strade e delle città deserte. Come se tutti “gli altri” fossero scomparsi. La nostra responsabilità di non disertare la vita. Rileggere “Dissipatio H. G.” di Guido Morselli –

di Maurizio Crippa

“Relitti fonico-visivi mi tengono compagnia, e sono ciò che di più diretto mi rimanga di ‘loro’”.   Fu la mattina di martedì 10 marzo 2020 che le persone scomparvero. Tutte. Ma già nel tardo pomeriggio del 9 marzo, il lunedì, verso l’ora che nel mondo di prima era sempre stata dell’aperitivo e dei selfie con aperitivo, cominciarono a comparire sui social, più lesti di tutti, un nuovo genere di fotografie. Le foto vuote. Disinfettate dalla presenza umana.

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.22: “TUTTO COMINCIÒ CON UNA MALATTIA…”. «Pangea»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

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di Linda Terziroli

L’inizio della fine.

Vivere dentro questi giorni che si assomigliano, uno dopo l’altro, come grani scuri di un rosario. Incatenati a un’asfissiante quarantena forzata. Nel paradossale riposo obbligatorio, nella casa che diventa prigione, il nido una gabbia, la camera un’urna. Si possono fare le prove per la fine del mondo. La letteratura, oggi come ieri, è panacea, anestetico, specchietto da borsa a disposizione, ancora in commercio (per chi osa sfidare la vita, voltando le pagine di un romanzo).

“La fine del mondo?

Uno degli scherzi dell’antropocentrismo: descrivere la fine della specie come implicante la morte della natura vegetale e animale, la fine stessa della Terra. La caduta dei cieli. Non esiste escatologia che non consideri la permanenza dell’uomo come essenziale alla permanenza delle cose. Si ammette che le cose possano cominciare prima, ma non che possano finire dopo di noi. (…) Andiamo, sapienti e presuntuosi, vi davate troppa importanza. Il mondo non è mai stato così vivo, come oggi che una certa razza di bipedi ha smesso di frequentarlo. Non è mai stato così pulito, luccicante, allegro”.

Il profetico romanzo Dissipatio H.G. di Guido Morselli concepito nel 1973, pochi mesi prima del suicidio, era stato rispedito, dalle case editrici, al mittente. La busta con il romanzo oscillava dalla cassetta della posta, quella terribile calda notte di fine luglio. La pistola Browning, 7 e 65, silenziosa e piccola protagonista di una vita, fedele compagna dei suoi romanzi, Guido Morselli la toglie dalla coperta militare in cui, da sempre, è avvolta, poi la estrae dalla custodia di cuoio. Lo scrittore solitario e schivo decide di togliersi la vita, di togliersi di mezzo, una volta per tutte. E il suo romanzo, postumo, trova la sua strada di pubblicazione, con Adelphi, nel 1977.

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Libroaudio.it

[Vi segnalo questa lodevole iniziativa. (f.s.)]

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Puoi scaricare o ascoltare gratuitamente tutti gli audiolibri di libroaudio.it. Se lo desideri, anziché pagarmi per le mie letture, puoi inviare una donazione ad organizzazioni che si occupino di aiutare l’infanzia in difficoltà. È vietato l’utilizzo commerciale di tutto il materiale (audio ed immagini) contenuto in questo sito. Buon ascolto!

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IL SUBLIME RIVENDICATO: ADORNO E LA VERITA’ DELLA BELLEZZA (ottobre, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

di Giuseppe Panella

 

[Le annotazioni e le riflessioni sull’estetica di Theodor Wiesegrund-Adorno che seguono sono il frutto di un lavoro condotto insieme a Tomaso Cavallo e a Giovanni Spena nel corso di una serie di incontri su Filosofia e Letteratura tenuti nell’ambito del programma dell’Associazione fiorentina “Quinto Alto” per il 2000-2001. Questa doverosa precisazione dovrebbe bastare a render conto del carattere non sistematico (anzi, sovente episodico se non rapsodico) e parziale della mia riflessione sul pensiero di Adorno. Ma si trattava in quel contesto di scambi, sondaggi e progetti di interpretazione: un dialogo sul pensiero del filosofo di Francoforte per il quale sono grato di aver interagito teoricamente con Cavallo e Spena e di aver potuto confrontarmi con ascoltatori “eccellenti” quale Gaspare Polizzi. G.P.]

1. La posta in gioco: la possibile natura della bellezza

“Tutto ciò che è essenzialmente bello è sempre ed essenzialmente, ma in gradi infinitamente diversi, connesso all’apparenza. Questo rapporto tocca la sua massima intensità in ciò che è propriamente vivente, e proprio qui nella chiara polarità di apparenza trionfale e apparenza che si spegne.Vale a dire che ogni essere vivente, e tanto più, quanto più alta è la sua vita, è sottratto all’ambito della bellezza essenziale, e in ciò che vive questo bello essenziale si rivela quindi più che mai come apparenza.Vita bella, bellezza essenziale e bellezza apparente sono termini identici. In questo senso proprio la teoria platonica del bello si ricollega al problema ancora più antico dell’apparenza in quanto si rivolge – secondo il Simposio – anzitutto alla bellezza vivente dei corpi. Che se questo problema rimane latente nella speculazione platonica, ciò dipende dal fatto che per Platone, come greco, la bellezza si espone almeno altrettanto essenzialmente nel giovane come nella fanciulla, mentre la pienezza della vita è maggiore nella donna che nel maschio. Ma un elemento di apparenza rimane anche in ciò che è meno vivo, quando sia bello essenzialmente. E questo è il caso di tutte le opere d’arte – della musica meno che di ogni altra. Rimane quindi, in ogni bellezza artistica, quell’apparenza, quella contiguità e vicinanza alla vita, senza la quale nessun’arte è possibile. Ma questa apparenza non esaurisce la sua essenza”. (Walter Benjamin, “Le affinità elettive“, in Angelus Novus. Saggi e frammenti, trad. it. e cura di R. Solmi, Torino, Einaudi, 1976, pp.224-225).

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RETROTECA: “Alla ricerca di Omero: quale Omero noi leggiamo?” di Antonio Aloni

Antonio Aloni, professore ordinario di letteratura greca presso l’Università degli Studi di Torino, ci guida nella ricostruzione della memoria, della tradizione orale, fra presente e passato, attraverso i canti di Omero.
Ha moderato l’incontro il presidente dell’Associazione Italiana di Cultura Classica con sede in Vercelli, prof.sa Maria Pia Saviolo Magrassi. Letture di Roberto Sbaratto.

RETROTECA youtube: http://www.youtube.com/user/retroguardia

Ritorno all’Hegel-Kant Asylum. Introduzione a “Piscine sommerse ed altre immersioni” di Enrico Piva

Introduzione di Vittore Baroni a Piscine sommerse ed altre immersioni di Enrico Piva

Con Enrico Piva ho un debito da saldare, ed è per questo che ora sono qui. I faldoni del mio archivio che raccolgono vent’anni
di discontinua corrispondenza intercorsa tra noi mi scrutano con aria di rimprovero. Un suo collage incorniciato, che incorpora un vero tirapugni d’acciaio, incombe minaccioso dalla parete. È giunto il momento, dopo una eternità di rinvii e tentennamenti,
di chiudere il conto. Data la totale assenza (anche in rete) di notizie sul personaggio, prima di introdurre il peculiare scritto
inedito di Piva presentato in esclusiva da [dia•foria occorrerà però un minimo di premessa storico-biografica, per inquadrare almeno a grandi linee la personalità di uno degli autori più atipici e schivi (mai un concerto in pubblico!) della nostra scena sonora sotterranea degli Ottanta. Scomparso dalle cronache musicali alla fine di quel decennio, di Piva non si è poi saputo più nulla.
Sulla dozzina (e passa) di cassette più o meno ufficiali da lui pubblicate, prima con la sigla Amok e poi a proprio nome, è calato il più totale oblio. Perfino tra i suoi contatti più assidui, in mancanza di riscontri diretti, sono circolate negli anni leggende
che davano il nostro a condurre vita eremitica in climi tropicali, oppure perito a seguito di una caduta durante una delle sue imprese di arrampicata libera o praticando qualche altro sport estremo.
La realtà, come abbiamo poi scoperto e verificato, è purtroppo più triste e prosaica.

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ARTE E SCIENZA: QUALE RAPPORTO?

[CI SEGNALANO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO]

Segnalo l’uscita dell’e-book n. 239 della collana Libri Liberi di LaRecherche.it, il cui titolo è:

ARTE E SCIENZA: QUALE RAPPORTO?
[ L’arte della scienza, la scienza dell’arte ]

Al suo interno troverete l’arte e la scienza in 72 autori, a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani.

L’antologia è liberamente e gratuitamente scaricabile da queste pagine:

https://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=245
http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=245

in formato pdf, epub e mobi per Kindle.

Gli autori antologizzati:

Agostina Spagnuolo | Aldo Roda | Alessandra Magoga | Anna Maria Gargiulo | Annamaria Ferramosca | Annamaria Vanalesti | Antonio Spagnuolo | Brunello Gentile | Carmen De Stasio | Claudio Damiani | Corrado Calabrò | Davide Morelli | Denise Grasselli | Eliana Bassetti | Eliana Farotto | Enea Roversi | Enrico Meloni | Enzo Rega | Fabrizio Bregoli | Fernando Della Posta | Franca Colozzo | Francesco Bianconi | Francesca Farina | Francesco Rossi | Franco Buffoni | Gaetano Lo Castro | Giacomo Leronni | Giorgia Pellorca | Giovanna Iorio | Giulia Bellucci | Giuliano Brenna | Gualberto Alvino | Guglielmo Peralta | Irene Grandi | Irene Sabetta | Ivano Mugnaini | Laura Costantini | Loreta Salvatore | Luca Ariano | Lucianna Argentino | Luciano Nanni | Lucio Janniello | Luigi Cannillo | Manuel Paolino | Marcel Proust | Marcello Colozzo | Marco Furia | Maria Angeles Lonardi | Maria Grazia Maiorino | Maria Luperini | Maria Musik | Mariagrazia Dessi | Mariella Bettarini | Michele De Luca | Nicola Romano | Ornella Mamone Capria | Oronzo Liuzzi | Paolo Maggiani | Paolo Polvani | Pietro Rainero | Rita Stanzione | Roberto Maggiani | Roberto Mosi | Salvatore Solinas | Serena Rossi | Sergio Gallo | Silvia Favaretto | Simone Carunchio | Ugo Berardi | Valentina Ciurleo | Valentino Zeichen | Walter Mereu

f.s.

SPECIALE GUIDO MORSELLI n.21: “Le fotografie erotiche di Guido Morselli”– «Il Sole 24 Ore»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

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di Antonio Armano

Angela Comodo era una donna avanti con gli anni quando l’ho incontrata. Nonostante un problema ai denti, mi parlava con fervore del tempo in cui il padre mandava avanti la terra di Guido Morselli a Gavirate. La rustica e ombrosa abitazione dei Comodo si trova poco sotto la Casina Rosa, l’ultimo rifugio dello scrittore, diventato casa-museo, con uno spettacolare panorama tra il lago e il monte Rosa.

Anche se allora era una bambina, Angela ricordava ancora quell’uomo un po’ strano che arrivava a cavallo e aveva i modi del signore. Il cavallo si chiamava Zeffirino ma era una cavalla. Morselli dava nomi maschii a soggetti femminili e viceversa e l’ultimo suo abbozzo di romanzo si intitolava Uonna, titolo che fa pensare a una commistione tra i generi in tutti i sensi.

Continua a leggere l’articolo su «Il Sole 24 Ore»

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RIFLESSIONI SULLA POESIA PER LETTORI UN PO’ ANNOIATI (A RAGIONE ?) (settembre, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

di Giuseppe Panella

Quidquid tentabat dicere, versus erat”

“Qualsiasi cosa provassi a dire, mi veniva fuori sotto forma di versi”

(Publio Ovidio Nasone)

1.  Ma la poesia è poi così noiosa?

 

A prima vista, sembrerebbe proprio così…

Sia Hans Magnus Enzensberger che Alfonso Berardinelli ce la mettono tutta per dimostrare in un loro interessante manuale di poesia ad uso di chi non vorrebbe leggerne (gli studenti, delle scuole medie e delle Università, i professori di ogni ordine e grado, le persone che una volta venivano definite “colte” anche perché compravano libri, ecc. ecc.) che la poesia non allieta più l’esistenza a chi la legge. Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati è il titolo italiano di un libro uscito per i tipi di Einaudi nel maggio 2006 (e che così traduce il Lyrik nervt ! dell’originale tedesco pubblicato da Carl Hanser Verlag di Monaco nel 2004). Ben lungi dal voler disincentivare i (probabilmente sempre troppo pochi) lettori di poesia questo volume (tradotto da Enrico Ganni e Alfonso Berardinelli nella prima parte; opera originale di Berardinelli stesso nella seconda) si propone, in realtà, di insegnare loro a scriverne.

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LE METAMORFOSI E I MITI. Indagine su Pietro Civitareale (agosto, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

di Giuseppe Panella 

 

1. Il perimetro del soggetto possibile

 

«Virbio. […] La colpa è mia, credo. Ma ho bisogno di stringere a me un sangue caldo e fraterno. Ho bisogno di avere una voce e un destino. O selvaggia, concedimi questo.

Diana.  Pensaci bene, Virbio-Ippolito. Tu sei stato felice.

Virbio.  Non importa, signora. Troppe volte mi sono specchiato nel lago. Chiedo di vivere, non di essere felice»

(Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò)

 

 

Anche il poeta – qualsiasi poeta, forse – chiede alla sua poesia di riuscire a vivere e a durare, anche a costo di rinunciare alla felicità. La sua richiesta riguarda la capacità di capire attraverso la scrittura poetica quale sia il suo posto nel mondo e quale perimetro esso ritagli nell’economia dell’essere e del trovarsi in esso. Nella maggior parte dei casi, quel perimetro coincide con la crescita della propria soggettività in esso e attraverso esso, alla ricerca del salto di qualità che gli permetta di bruciarlo.

Pietro Civitareale è uomo schivo ma non umbratile. Seguita da tempo il proprio lavoro di poeta senza concedersi tregua ma anche senza eccedere in un inutile presenzialismo o in quello squallido sgomitamento senza risparmio che spesso contraddistingue anche molti poeti laureati.

Più noto ormai come poeta in dialetto abruzzese (e come studioso e catalogatore degli exploits lirici in questa lingua esatta ma resa marginale dalla grande omologazione in atto ad opera dell’italiano televisivo), Civitareale è anche robusto e definitivo poeta in lingua.

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Osservatorio Neologico della Lingua Italiana. Lessico e parole nuove dell’italiano

Osservatorio Neologico della Lingua Italiana. Lessico e parole nuove dell’italiano

Adamo, Giovanni and Della Valle, Valeria (2019) Osservatorio Neologico della Lingua Italiana. Lessico e parole nuove dell’italiano. ILIESI digitale. Temi e strumenti, 1 . ILIESI-CNR, Roma.

Osservatorio neologico-Adamo_DellaValle.pdf –  Download (10MB)
Official URL: http://www.iliesi.cnr.it/scheda.php?id=253&cl=I/TS
Abstract
L’ONLI (Osservatorio Neologico della Lingua Italiana), costituito nel 1998, si è proposto di studiare il lessico italiano e la sua evoluzione nei decenni tra il XX e il XXI secolo, analizzando la neologia attraverso metodi d’indagine e regole dei meccanismi formativi delle parole nuove applicati ai contesti giornalistici raccolti nella sua banca dati tra il 1998 e il 2019. La proposta di classificazione dei neologismi adottata dall’ONLI ha permesso di evidenziare le linee di tendenza del lessico italiano, anche mediante il confronto di opinioni tra studiosi dei settori affini.

FONTE: http://eprints.bice.rm.cnr.it/19340/

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME (aprile, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME.
L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni (1 parte)

 

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME.
L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni (2 parte)

 

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME.
L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni (3 parte)

ELOGIO DELLA LENTEZZA. Paul Valéry e la forma della poesia (7 marzo, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

ELOGIO DELLA LENTEZZA. Paul Valéry e la forma della poesia

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di Giuseppe Panella

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«La calma nell’azione. Come una cascata diventa nella caduta più lenta e sospesa, così il grande uomo d’azione suole agire con più calma di quanto il suo impetuoso desiderio facesse prevedere prima dell’azione»

(Fredrich Nietzsche, Umano, troppo umano, I)

1. La soluzione etica della poesia

Fedele ammiratore della snella levigatezza della danza, Valéry teme la fretta e la concitazione della corsa, ha timore della frenesia concatenata alla perdita di sensibilità del moto senza tregua.

Più che dal vuoto (1), appare atterrito dal movimento infinito e senza senso che incontra ad ogni pie’ sospinto: il rifiuto di “ogni prodigioso incremento di fatti e di ipotesi” (2) compare in quasi tutte le sue opere. Basteranno alcuni specimina a dimostrarlo:

« – Vuole dire che più si trova, più si cerca ; e che più si cerca, più si trova ?

–  Esatto. Certe volte mi sembra che fra la ricerca e la scoperta si sia formata una relazione paragonabile a quella che i stabilisce fra la droga e l’intossicato.

– Molto curioso. E allora tutta la trasformazione moderna del mondo…

– Ne è il risultato; e ne rappresenta, del resto, un altro aspetto … Velocità. Abusi sensoriali. Luci eccessive. Bisogno dell’incoerenza. Mobilità. Gusto del sempre più grande. Automatismo del sempre più “avanzato”, che si manifesta in politica, in arte, e … nei costumi» (3).

L’idea fissa, dialogo tra il Narratore ed un medico, è del 1931 (4) mentre in quella raccolta di études de circonstance che è il volume Regards sur le monde actuel (1945) spicca proprio un articolo, “Propos sur le progres”, che insiste sul carattere “terroristico” della velocità e della fretta.

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DINO CAMPANA: LA POETICA DELL’ORFISMO TRA PITTURA E SOGNO (25 febbraio, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

DINO CAMPANA: LA POETICA DELL’ORFISMO TRA  PITTURA E SOGNO

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di Giuseppe Panella
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“Si chiamava adesso Orfeo o Arfa che vuol dire:

colui che guarisce mediante la luce

(Edouard Schuré)

[alla memoria di Piero Cudini]

Il mito fondatore

Nella poetica orfica di Dino Campana, sono assai probabilmente confluite tutte le più importanti e variegate esperienze espressive ed estetiche europee di inizio secolo; esse sono state poi, in tempi e modi diversi, successivamente riprese e messe dialetticamente a confronto, rapprese e come decantate nel crogiuolo linguistico della sua impresa poetica.

Di esse due, per le loro caratteristiche precipue e per il loro impatto generale, sono particolarmente interessanti ai fini di una pur necessariamente sintetica ricostruzione: da un lato, la lettura dell’opera di Edouard Schuré, praticata da Campana negli anni di formazione precedenti i Canti Orfici, dall’altra la probabile frequentazione dell’esperienza pittorica del Cubismo osservato a partire dalla rivalutazione dell’opera di Cézanne (considerato quale l’ideale precursore del movimento pittorico in questione) fino a giungere alla “svolta” del 1912 effettuata dall’orfismo pittoriale di  Robert Delaunay.

Tali aspetti, comunque – che furono sicuramente tra i più significativi nel corso della cultura europea a cavallo tra i due ultimi secoli – andranno, tuttavia, sempre inquadrati e riverificati nell’ambito dell’evoluzione poetica di Campana e ritrascritti, come in filigrana, nella sua successiva produzione.

La scelta del mito di Orfeo (e delle soluzioni espressive che esso richiede, permette e obbliga) è indicativo della volontà di Campana di esplorare le possibilità semantiche e concettuali della poesia fino ai suoi limiti estremi.

Nell’Orfismo, infatti, la volontà di riforma all’interno del culto dionisiaco nasce – giusta l’influente opinione contenuta in Psyche di Erwin Rohde (la grande sintesi di storia delle religioni del 1894 la cui importanza non era sfuggita a Campana) – dal desiderio di spostare nella dimensione dell’ascesi e in forma catartica l’originaria caratterizzazione estatica, di culto e ritualizzazione dell’orgia che aveva contraddistinto la religione di Dioniso.

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Il lemmario del Tractatus theologico-politicus. Scelte lessicali ed evoluzione teorica

Lamonica, Gabriella (2019) Il lemmario del Tractatus theologico-politicus. Scelte lessicali ed evoluzione teorica. ILIESI digitale, 5 . ILIESI-CNR, Roma. ISBN 978-88-97828-12-9

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Official URL: http://www.iliesi.cnr.it/pubblicazioni/Ricerche-05-Lamonica.pdf

 

Abstract
Una parte importante del dibattito sul pensiero politico di Spinoza ha riguardato l’uso che il filosofo fa del vocabolario e il modo in cui l’evoluzione del lessico politico ha rimodellato la sua teoria al riguardo. Il presente studio intende contribuire a tale dibattito in due modi. In primo luogo, aggiunge a quelli già esistenti strumenti e analisi di ricerca lessicale. Uno di questi è il lemmario del Tractatus theologico-politicus; un altro, che chiamo shift lessicale, è una sorta di quadro sinottico dei cambiamenti terminologici occorsi tra Tractatus theologico-politicus e Tractatus politicus. In secondo luogo, lo studio cerca di indicare alcuni possibili modi di utilizzazione dei dati del lemmario. Nel capitolo 2 della parte introduttiva al lemmario, ad esempio, si misura nei diversi capitoli del Tractatus theologico-politicus la presenza di vocaboli dei primi scritti di Spinoza, per cercare di capire quali parti potrebbero appartenere alle fasi iniziali della composizione dell’opera, e quali alle ultime. Nel capitolo 4 si usa lo strumento dello shift lessicale per stabilire se la teoria contrattualistica presentata nel Tractatus theologico-politicus sia ancora sostenuta nel Tractatus politicus.

Fonte: eprints.bice.rm.cnr.it/19086/

LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO (24 gennaio, 2008) [In memoria]

[Ogni primo del mese segnaleremo alcuni saggi del Prof. Panella usciti su RETROGUARDIA da gennaio 2008 a oggi. (f..s.)]

LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO
La poesia, i poeti e il Mediterraneo di oggi

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di Giuseppe Panella

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«E poi al mattino dimentichiamo. Non sappiamo neanche più riconoscere le finestre che brillavano nella notte. Tornata la luce del giorno, esse sono tutte uguali. E di giorno, sulla Piazza, tutto è allegro, sempre. Se piove, diciamo: “Che tempo!”; se fa bello, diciamo: “Che tempo!”. Mi sono fatta tornare a casa. Ero pericolosamente vicina a cadere nella cronaca. Non sarebbe mai finito. Non c’era ragione per non continuare fino alla mia morte… Con una certa ipocrisia ho giocato sulle parole “memoria” e “nostalgia”. Non posso giurare di essere stata di una sincerità totale quando affermavo di non provare nostalgia. Ho forse la nostalgia della memoria non condivisa…»
(Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo, trad. it. di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 19802, p. 390)

1.

La poesia è sempre nostalgia (la Nostalgia) di qualcosa che si è perduto.
E’ il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, la volontà di ritrovare il passato e di anticipare il futuro sulla base di ciò che una volta fu e non è mai più ritornato, è il desiderio di ripetere i momenti felici e di esorcizzare quelli sbagliati, infausti, infelici, paurosi, assurdi.

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Gli Annali d’Italia (1744-1749) di Lodovico Antonio Muratori

Sul sito del Centro studi muratoriani si trovano i link alle riproduzioni digitalizzate dei 12 volumi della prima edizione degli Annali d’Italia di Lodovico Antonio Muratori.

Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino all’anno 1500, compilati da Lodovico Antonio Muratori bibliotecario del serenissimo Duca di Modena, In Milano, a spese di Giovambatista Pasquali libraro in Venezia, 1744-1749, 12 v.; 4°.

Dal v. 10 il tit. diventa: Annali d’Italia dal principio dell’era volgare sino al 1749.

Comprende:

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.20: “Dall’amore in macchina ai rifiuti di Spadolini” – «Il Giornale»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

di Linda Terziroli

In una stradina secondaria, una via chiusa, non lontano dall’imbocco dell’Autostrada dei Laghi, un uomo e una donna si baciano, appassionatamente, a bordo di una macchina. Il gioco dell’amore si fa intenso e i due non si accorgono di essere osservati. O forse sì. La macchina ha le tendine, ma si intravede, si intuisce comunque la scena da fuori. Il gioco delle ombre. Dalle finestre di una villa affacciata su quella stradina, due bambine guardano, curiose e incollate alle finestre della loro cameretta al piano di sopra, ridono ammiccanti e divertite. Hanno scostato la tenda, per guardare meglio. Si vede che lo spettacolo si è già ripetuto, sotto ai loro occhi bambini, in altri giorni. Si sono messe d’accordo con la cameriera, che, per farle divertire, le chiama sempre. Lui è un bell’uomo, la camicia sbottonata sul davanti, lo sguardo impertinente e fiero, ha quasi trent’anni. Lei, più giovane, mora e dalle morbide curve, è una bella ragazza, dai tratti mediterranei. Incuriosita, la madre delle due bambine, sale a cercarle e le sente ridere e scherzare alla finestra, dietro le tende chiare. Per loro è un gioco. Ma visto che la faccenda si prolunga, la madre, con fare deciso, apre, rumorosamente, la finestra e si rivolge a quell’uomo: «Scusi, non sa che nelle case ci sono le finestre?». Quell’uomo, apparentemente, in nessun modo toccato dal rimprovero, ribatte con insolenza. La madre delle bimbe allora risponde piuttosto seccata: «La compatisco perché è un ragazzo». «Non potrei dire altrettanto di lei» le risponde, divertito, l’uomo. È il 1942 e Maria Bruna Bassi ricorda così il primo incontro-scontro con Guido Morselli. «Non potei fare a meno di ammirare la prontezza di spirito, anche se non ne fui lusingata. Non sapevo che fosse un Morselli. Non l’avevo visto mai. O era militare o in casa, durante le nostre visite, non si mostrava e non le ricambiava». In Un dramma borghese, romanzo dei primi anni Sessanta, Teresa e il padre della sua amica Mimmina, io narrante del romanzo, per una stradetta laterale, vicino a Melide sul lago di Lugano, in pieno giorno, fanno all’amore. È una scena dipinta con molta delicatezza, l’atteggiamento timido e collegiale della ragazza, la ruvidezza dei modi del giornalista, un uomo maturo. «Mi afferra a mezza persona, mi preme contro il suo viso con una abbandonata dolcezza così confidente e felice che io per un attimo penso: ma è amore!, e resisto per un attimo a una felicità che coglie anche me, avventizia, irresponsabile». Ma poi il pensiero corre, nell’uomo, non senza rimpianti, alla sua amata Hilde, la moglie morta, in un incidente, la madre di sua figlia, Mimmina.

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SPECIALE GUIDO MORSELLI n.19: “Morselli? Il suo teatro, tutto inedito, è modernissimo” – «Il Giornale»

[RASSEGNA STAMPA SU GUIDO MORSELLI, a cura di Francesco Sasso]

Fabio Pierangeli, italianista dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è tra i massimi studiosi di Guido Morselli.

di Luigi Mascheroni

E sulla sua rivista Mosaico italiano ha appena ospitato un saggio su Il comunista…

Frederika Randall lo scorso anno ha tradotto negli Stati Uniti The Communist. E deve uscire anche Dissipatio HG. Sembra esserci un risveglio di interesse per Morselli fuori l’Italia.

«La fortuna all’estero oggi è una specie di risarcimento postumo per uno scrittore che dalla sua provincia di Varese è stato capace di guardare alla scena europea come pochi nostri autori. Le letterature francese e anglosassone facevano parte del suo vastissimo bagaglio culturale in misura anche maggiore della cultura italiana».

E da noi? È ancora venduto, studiato?

«Non so i dati di vendita, ma sentendo insegnanti e colleghi universitari posso dire che l’interesse per Morselli non diminuisce in Italia, specialmente presso i giovani. La bibliografia in rete di uno tra i migliori studiosi di Morselli, Domenico Mezzina, lo attesta. E alle riunioni annuali degli Italianisti, nelle sessioni animate dai dottorandi, trovo sempre un intervento su di lui. La forte eticità, e nello stesso tempo la sua avversione a pensieri granitici, lo rendono un autore capace di parlare al presente. Scrisse addirittura un testo, rimasto in stato di abbozzo, Uonna, sulla parità dei sessi e su quello che oggi è il problema dei gender…».

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L’epistolario di Alcide De Gasperi: edizione nazionale digitale

Riportiamo qui il comunicato:

“La figura di Alcide De Gasperi (1881–1954) continua a suscitare un notevole interesse, non soltanto tra gli storici e gli studiosi della politica del Novecento. I fattori che rendono la vicenda dello statista trentino al contempo eccezionale ed emblematica sono vari: il suo contributo allo sviluppo del movimento cattolico nel Trentino e a livello nazionale e internazionale, la leadership politica nella Democrazia Cristiana, la peculiare interpretazione del ruolo di capo del governo italiano; il contributo dato alla politica internazionale di pace, l’intuizione europeista.

La storiografia ha fatto ricorso a una gran quantità di documenti di vario genere per studiare la figura di De Gasperi: scritti e discorsi pubblici, articoli di giornale, testimonianze dirette e naturalmente la corrispondenza dello statista. Proprio quest’ultimo campo costituisce un patrimonio ricchissimo e finora solo in parte esplorato: alcune lettere sono state studiate e pubblicate in studi e raccolte dedicati allo statista o ai suoi corrispondenti, ma moltissime altre attendono ancora di essere trovate e usate, per precisare i contorni personali e pubblici di una delle figure più importanti della storia del secolo scorso. Ecco perché, a più di sessanta anni dalla morte dello statista è parso opportuno avviare la realizzazione di una grande raccolta critica che riunisca e organizzi le lettere scritte e ricevute da De Gasperi secondo criteri cronologici, tematici e geografici, accompagnata da una bibliografia critica di riferimento.

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Radiohead, MINIDISCS [HACKED]

«La settimana scorsa siamo stati hackerati – qualcuno ha rubato l’archivio di minidisk di Thom che risaliva più o meno ai tempi di “Ok Computer” e a quanto pare ha chiesto 150.000 dollari minacciando di diffonderlo». I Radiohead hanno confermato il furto delle registrazioni legate alle session del loro album “Ok Computer” con un post sul loro sito e sui social e hanno deciso di reagire all’accaduto mettendo in download lo stesso materiale sulla piattaforma Bandcamp. Tutti i proventi derivanti dall’acquisto delle registrazioni, ha annunciato la band di Thom Yorke, andranno devoluti al movimento ecologista che si batte contro i cambiamenti climatici Extinction Rebellion.

https://radiohead.bandcamp.com/

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Mappa Mundi di Hereford

La Mappa di Hereford è una mappa mundi. Disegnata su un singolo foglio di vellum, misura 158 x 133 cm, ed è la più grande mappa medievale conosciuta finora. Fu dipinta fra il 1276 e il 1283 in Inghilterra da Richard di Haldingham e riproduce il mondo allora conosciuto fondando la propria rappresentazione sulla base di nozioni storiche, bibliche, classiche e mitologiche.

Il sito themappamundi.co.uk permette di esplorarla virtualmente.

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