ESERCIZI DI LETTURA n.9: A scuola da Lev Nikolaevič, con nostalgia e gratitudine

Pietro Citati, Tolstoj, Adelphi, Milano, 1996 (ed. cit. 2007)

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di Gustavo Micheletti

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A scuola da Lev Nikolaevič, con nostalgia e gratitudine. Qualche nota in margine al libro di Pietro Citati su Tolstoj

Non è semplice scrivere un libro su uno scrittore come Lev Nikolaevič Tolstoj senza scadere nel già detto o nello specialismo critico-letterario. La sua personalità e la sua opera sono già state più volte rivoltate e analizzate e dire qualcosa di nuovo, o anche il voler proporre rielaborazioni semplicemente interessanti di quanto già scritto, potrebbe rivelarsi un’impresa vana o troppo ambiziosa.

È vero che Pietro Citati è solito cimentarsi in maniera programmatica con simili imprese (basti pensare, tanto per fare solo qualche esempio, alle monografie su Goethe, Kafka e Leopardi) ma l’impressione è che un progetto tanto impegnativo possa essersi originato in lui solo grazie a un sentimento simile a quello che Vas’ka Morozov, uno degli alunni di Lev Nikolaevič nella scuola di Jasnaja Poljana, nutriva verso il suo vecchio maestro: un sentimento composito di ammirazione, nostalgia e gratitudine. Il ricordo delle giornate trascorse da Vas’ka ad ascoltare i suoi racconti, il giocare con lui a pallate di neve, le passeggiate nei boschi e le lunghe conversazioni sulla terrazza dopo tanti anni risplendevano ancora luminose nelle sua anima e rischiaravano la sua vita.

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La morte di Ivan Iljic di Lev Nikolaevic Tolstoj

Sto leggendo alcuni racconti lunghi di Tolstoj: Due ussari, La tempesta di neve, La morte di Ivan Iljic. Nei prossimi giorni leggerò La sonata a Kreutzer.

Il racconto che più mi ha colpito lo stomaco e il cuore è La morte di Ivan Iljic.
La morte d’Ivan Iljic è una realistica descrizione di una vita banale che finalmente riceve la luce nel momento della morte. Un uomo educato e cresciuto nelle idee comuni, della morte non ne sapeva nulla. Per il protagonista vivere era stato sempre prevedere a breve scadenza.
In La morte d’Ivan Iljic la verità è orribile; e di questa verità il primo carattere è il dolore, il dolore assurdo. Il male assurdo schiaccia Iljic e l’angoscia del pensiero della morte è assoluta. Capolavoro datato 1886.
f.s.