STORIA CONTEMPORANEA n.15: “Questo è il tempo degli Assassini” (Rimbaud). Appunti per Giorgio Vasta, Il tempo materiale.

vastaNegli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

 

di Giuseppe Panella

 

“Questo è il tempo degli Assassini” (Rimbaud). Appunti per Giorgio Vasta, Il tempo materiale, Roma, Minimum Fax, 2009

«Nel silenzio di quest’ultimo minuto, accovacciato davanti al corpo accovacciato del mio amore, del mio amore immemore, del mio amore reale e inventato, del mio amore creolo, creato, ascolto il rombo futuro della materia che mescola in me e in lei le stelle alle ossa, il sangue alla luce, il rumore della trasformazione infinita della materia in dolore e del dolore in tempo. Ed è solo adesso, quando nella fabbricazione della nostra notte le stelle esplodono nel nero, che alla fine delle parole comincia il pianto» (p. 311 e ultima)

 

Il tempo materiale è un libro terribile, che colpisce basso, pieno di un gelo che fa male al cuore. E’ anche un libro tenerissimo, struggente, ricco di pathos e che fa ugualmente male al cuore.

Le due affermazioni precedenti possono apparire in contraddizione tra di loro e meritano, quindi, una spiegazione il più possibile attenta alle dinamiche del romanzo.

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