I LIBRI DEGLI ALTRI n.56: La passione del diverso, la diversità delle passioni umane. Francesco Verso, “Livido”

Francesco Verso, LividoLa passione del diverso, la diversità delle passioni umane. Francesco Verso, Livido, Milano, Delos Books, 2013

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di Giuseppe Panella

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Peter Pains è innamorato di una testa da quando ha quindici anni. Il suo è un amore che non sembra potrà avere fine fino a quando tutto l’intero corpo della persona amata non sarà ricostruito e quel capo così accuratamente conservato in un armadio della sua stanza non verrà riattaccato al busto.

Ma si trattava poi di una persona “vera” quella adorata in modo così totale da Peter?

Alba era, in realtà, artificiale, una creatura nexumana – il suo corpo artificiale era stato modellato scientificamente perché durasse per sempre così com’era stato ricostruito dopo aver compiuto la scelta della non-umanità in cambio di un’eternità inalterabile.

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STORIA CONTEMPORANEA n.26: L’umanoide e la ragazzina. Francesco Verso, “E-Doll”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

di Giuseppe Panella

 

L’umanoide e la ragazzina. Francesco Verso, E-Doll, Milano, Mondadori, 2009 (Premio Urania 2009)

Nel 2053, a Mosca, viene ritrovato il “cadavere” di un e-Doll finito in una toilette per signore della Silitron, la ditta che li produce in massima parte. Parlare di “cadavere” è effettivamente improprio dato che gli e-doll, esseri sintetici ma perfettamente imitanti i corpi umani, non possono morire se non vengono “terminati” in maniera radicale strappandogli dalla profondità concava del loro petto un tubo di plastica che funge loro da pompa cardiaca. L’inizio parrebbe tipico di un noir della buona vecchia hard-boiled school (o forse di un neo-noir – come si preferisce classificare i romanzi di ambientazione futura che presenta storie poliziesche al loro interno). Ma siamo in presenza di qualcosa di più e, soprattutto, di qualcosa di molto diverso. Anche se il romanzo di Francesco Verso segue le linee principali dell’inchiesta e si sofferma a lungo anche sulla vita privata dell’investigatore, il tenente Igor Gankin, un uomo solitario abbandonato dalla moglie Ksenia e invaghito della meccanica amatoria dell’ e-Doll Shanna, non è certo l’agente di polizia moscovita il protagonista di questo secondo, folgorante romanzo di Francesco Verso, autore romano alla prova dell’iterazione del successo di una sua proposta narrativa (la prima era stata, appena lo scorso anno, l’inquietante Antidoti umani, pubblicato in prima edizione dalla Giovane Holden di Massarosa (Lucca) e in seconda edizione dalla EDS – Edizioni Diversa Sintonia).

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“Il rimedio nel male” (su Antidoti umani di Francesco Verso) di Giuseppe Panella

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di Giuseppe Panella

La biosfera è ormai divisa in due zone nettamente divaricate e non comunicanti: la Bolla, che contiene le città e i luoghi fittamente popolati, dove la Rete impazza e impone il proprio dominio assoluto, e ciò che c’è fuori, dove la popolazione è scarsa e la tecnologia poco rilevante. All’interno della Bolla esistono tre grossi blocchi di situazioni abitative legate al reddito di chi ci vive: Alta, dove si trovano le case dei VIP, le case discografiche, i media, i funzionari più ricchi dell’industria telematica e i gestori politici della Globalframe mondiale; l’Agglomerato (diviso in sette zone o quartieri) dove si addensano gli impiegati e gli operatori di minore importanza dell’apparato olografico e cibernetico; e Suburbia, dove vivono, in strati sempre più profondi che scendono vertiginosamente fin quasi al centro della Terra, i reietti, gli emarginati, i fuggiaschi, quelli che non vogliono farsi rintracciare dagli Agenti della polizia o che tentano di sottrarsi al controllo totale in cui vivono gli altri abitanti della Terra.

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