Dall’Amor Cortese all’Amore-Passione

“Se l’arte deve avere la capacità di commuovere, di far vibrare le corde delle nostre emozioni, la musica diventa il linguaggio più immediato e più diretto delle nostre passioni.”

Se le relazioni tra i sessi all’epoca del massimo fulgore delle corti erano state improntate al neo-platonismo dell’amore cortese (con ampie concessioni all’amore carnale) il passaggio all’amore come passione avverrà nel Seicento con l’esplosione del fenomeno delle Lettere di una monaca portoghese. Dopo di esse, grazie allo strepitoso successo della Nuova Eloisa di Jean-Jacques Rousseau, l’amore conoscerà il trionfo sia dell’amore-passione in cui vengono privilegiati i sentimenti liberi dalle convenzioni morali che dell’amore-vanità in cui moda e condotta sociale avranno lo spazio maggiore.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=UHo_451ch9I

Padrone del loro destino: le donne e il mondo delle corti rinascimentali

“Il Rinascimento è stato un’epoca di donne. Di donne straordinarie che hanno dato il segno del periodo, che l’hanno influenzato, che hanno dato un indirizzo notevole, sia dal punto di vista politico, che dal punto di vista culturale e sentimentale”.

La figura femminile acquista nel mondo delle corti rinascimentali un’importanza straordinaria sia sotto il profilo culturale e politico che di quello delle relazioni sentimentali e sessuali. Personaggi come Lucrezia Borgia o Isabella Gonzaga (la sua più acerrima nemica) o Caterina Cornaro regina di Cipro acquistano un’importanza geo-politica che travalica di molto le loro leggendarie doti amatorie. Isabella Gonzaga soprattutto spicca tra di esse. L’appuntamento da parte del ciclo di incontri “Del Domani non c’è Certezza – Tre incontri su Amore, Cultura e Moda nelle corti del Rinascimento”

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=uNV6Zmyc0Fs

“Il Mondo Nuovo. Le radici illuministiche della Modernità” a cura di Giuseppe Panella

“Il Mondo Nuovo. Le radici illuministiche della Modernità” è il nome di una serie incontri nati per raccontare in modo rigoroso ma NON accademico tutte le possibili sfaccettature del Settecento.
Nel corso di quattro serate, Giuseppe Pannella (vice-presidente della Società Filosofica Italiana sezione di Prato e Ricercatore presso la Scuola Normale Superiore) converserà con studiosi, curatori museali e artisti per delineare i caratteri principali di un secolo ricco di trasformazioni.

Il Mondo Nuovo. Il Secolo Educatore

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Noi Rebeldía 2015.0.1, “Guevara goguEr”


di Antonino Contiliano

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“Guevara goguEr” (Noi Rebeldía 2015.0.1) è la versione multi-mediale (sebbene, per ora, solo parzialmente rispetto al progetto originario) del testo solo letterario-poetico (plurale e sine nomine) del soggetto collettivo anonimo “Noi Rebeldía 2015.0”. Il testo che, nella sua forma solo verbale, e accompagnato anche da una nota che ne dice finalità e regole condivise) è già in rete (http://www.retididedalus.it/Archivi/2015/giugno/LUOGO_COMUNE/3_noirebeldia.htm).
Oggi, nella sua nuova versione “parzialmente multi-medializzata” (manca dell’intervento musicale e della video art, cosa che era prevista dal lancio iniziale), è messo in rete https://www.youtube.com/watch?v=teLYD_F3j50 (successivamente sarà linkato da http://www.retididedalus.it – il suo luogo d’origine – e su altre pagine web).
Il nome del soggetto collettivo “Noi Rebeldía 2015” così si aggiorna e si scrive “Noi Rebeldía 2015.0.1”. Una dizione di serie cioè che ne esplicita la versione aggiornata e successiva alla sola forma letterario-poetica.
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La “parresia” ne “I Giganti della Montagna”. Il coraggio di dire-la-verità

conte+ilse2 copia 2La parresia ne I Giganti della Montagna. Il coraggio di dire-la-verità.

Saggio e video dello spettacolo teatrale

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di Antonino Contiliano

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Il 30 e il 31 luglio 2014, l’attore e regista Massimo Pastore (aiuto regia: Simona Linares) ha messo in scena il capolavoro incompiuto di Luigi Pirandello, «I Giganti della Montagna». Per inciso, il finale (L’enigma) dell’opera, e sotto forma di monologo (affidato al personaggio di Mara-Mara, interpretato da Giorgia Amato), veniva scritto dallo scrivente.

Il 17 luglio 2014, nei locali del “Carmine” di Marsala, il regista Pastore, in anticipo, oltre a manifestare pubblicamente l’intento e il senso del suo lavoro di regista e di questa sua realizzazione artistica (autofinanziata), annunciava che la rappresentazione teatrale sarebbe avvenuta – il 30 (prima) e il 31 (replica) luglio 2014; ingresso libero e gratuito – presso il Parco delle Cave di S. Padre Perriere (Marsala).

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Autoanalfabeta University of Utopia: L’invasion des profanateurs #01

Autoanalfabeta University of Utopia – a cura di Lello Voce con Claudio Calia, Gabriele Frasca, Luigi Nacci, Gianmaria Nerli, Massimo Rizzante // in Redazione: Lucia Tundo (testi e ricerche web), Mattia Barbirato (video e montaggio)

Dal 5 luglio su http://www.globalproject.info/it/tags/autoanalfabeta/community

FONTE DEL VIDEO: http://www.globalproject.info/it/produzioni/linvasion-des-profanateurs-01/14693

Giuseppe Panella , “Storia del sublime. Dallo Pseudo-Longino alle poetiche della modernità”

Giuseppe Panella , Storia del sublime. Dallo Pseudo-Longino alle poetiche della modernità, Editrice Clinamen, 2012, € 26,80
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Nel 1554, l’umanista Francesco Robortelli pubblica a Basilea il testo di un breve e frammentario trattato sul Sublime attribuito a un non meglio identificato retore di età ellenistica dal suggestivo nome di Cassio Longino. Anche se questa attribuzione sarà presto confutata e l’autore dell’opera sarà relegato al più umile rango di Anonimo, non solo il legato critico-filosofico del testo resterà etichettato con quell’attribuzione originaria ma la sua ripresa alla fine del Novecento continuerà a essere indicata come un recupero e una rivalutazione delle tematiche in esso contenute. Tuttavia, in questo volume (ideale continuazione di una ricerca iniziata nel 2005 con “Il Sublime e la prosa”) l’accento non cade tanto sull’analisi dell’opera dello Pseudo-Longino quanto sulle successive applicazioni che ne hanno caratterizzato la fortuna, con particolare attenzione alla storia politica e sociale di un paese come l’Inghilterra dove il legato che si suole definire “longiniano” conosce una nuova fioritura nel 1757 ad opera di Edmund Burke.